{"id":2036,"date":"2026-01-21T16:50:27","date_gmt":"2026-01-21T15:50:27","guid":{"rendered":"https:\/\/senzatempo.org\/?p=2036"},"modified":"2026-01-21T16:50:28","modified_gmt":"2026-01-21T15:50:28","slug":"la-groenlandia-calpestata-merita-indipendenza-e-sostegno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/2026\/01\/21\/2036\/la-groenlandia-calpestata-merita-indipendenza-e-sostegno\/","title":{"rendered":"La Groenlandia calpestata merita indipendenza e sostegno."},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-time-to-read\">9\u201314 minuti<\/div>\n\n\n<p class=\"has-medium-font-size\"><strong>GROENLANDIA: LA SPIRALE DEL SILENZIO DELLE DONNE INUIT<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>NUUK \u2013 Era il 1966 quando Inger Platou, allora una ragazza&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.radiobullets.com\/tag\/groenlandia\/\">groenlandese<\/a>&nbsp;di 20 anni, fin\u00ec nell\u2019ospedale gestito da medici danesi per un\u2019infezione. Le dissero che doveva sedersi, che era una procedura semplice, che era \u201cper il suo bene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Nessuno le spieg\u00f2 davvero cosa stesse per accadere. Nessuno le chiese se fosse d\u2019accordo. Le fecero allargare le gambe, senza sapere che avrebbe varcato una linea invisibile, ma indelebile, conficcata dentro la sua carne.<\/p>\n\n\n\n<p>Le infilarono una spirale, un IUD, nel suo corpo senza che lei sapesse esattamente perch\u00e9, cosa fosse, come andasse gestita \u2014 e soprattutto, senza il suo consenso consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi, a 70 anni, Inger ci racconta la sua storia con una voce che alterna fragilit\u00e0, rabbia e una lucidit\u00e0 che scuote: \u201c\u00c8 come se una parte di me fosse stata congelata nel tempo. Sono, siamo state trattate come animali\u201d.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"846\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/inger-platau2-768x846-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2038\" style=\"width:223px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/inger-platau2-768x846-1.jpg 768w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/inger-platau2-768x846-1-272x300.jpg 272w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em><strong>Inger Platou<\/strong><\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>\u201cSiamo\u201d, perch\u00e9 la sua voce non \u00e8 un\u2019eccezione. \u00c8 il filo rosso che collega migliaia di altre donne inuit \u2014 bambine e ragazze \u2014 che tra gli anni Sessanta e Settanta (ma anche dopo) furono incluse in quello che oggi \u00e8 chiamato il&nbsp;<a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Spiral_case\"><em>Spiral case<\/em><\/a>, la \u201ccampagna della spirale\u201d: un programma di controllo della fertilit\u00e0 orchestrato da medici e funzionari sanitari danesi, rivolto quasi esclusivamente alle donne groenlandesi, spesso minorenni, senza che i loro corpi venissero spiegati, compresi o rispettati.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon capivo cosa fosse. Sapevo solo che faceva male. E che da quel momento qualcosa dentro di me non era pi\u00f9 mio\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Quella di Inger \u00e8 una storia personale, ma non \u00e8 solo sua. E\u2019 una storia collettiva, sistemica, coloniale.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"unombra-lunga-decenni-la-campagna-della-spirale\" class=\"wp-block-heading\">Un\u2019ombra lunga decenni: la campagna della spirale<\/h3>\n\n\n\n<p>Tra il 1960 e il 1975, migliaia di donne Inuit in Groenlandia furono sottoposte all\u2019inserimento di dispositivi intrauterini \u2014 IUD \u2014 senza il loro consenso, n\u00e9 quello dei genitori, spesso senza che venissero informate sul loro significato o funzione. Molte ragazze avevano solo 12 anni.<\/p>\n\n\n\n<p>Le prendevano a scuola le sottoponevano ad una visita e poi inserivano loro spirali per donne adulte che avevano partorito, creando conseguenze che decenni dopo queste donne si portano ancora addosso.<\/p>\n\n\n\n<p>Non fu una serie di incidenti. Fu un&nbsp;<strong>programma sanitario strutturato<\/strong>, ideato e gestito dalle autorit\u00e0 danesi in un contesto coloniale in cui la popolazione groenlandese veniva considerata un problema da gestire: troppi figli, troppe bocche da sfamare, troppa autonomia femminile vista come rischio.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli anni Sessanta la Groenlandia non era ancora il luogo che oggi il mondo guarda con avidit\u00e0 geopolitica. Era, per Copenhagen, un territorio lontano, costoso, difficile da amministrare. La popolazione cresceva rapidamente, le condizioni abitative erano precarie, la mortalit\u00e0 infantile alta.<\/p>\n\n\n\n<p id=\"caption-attachment-62282\">Nelle relazioni ufficiali danesi, il tema era sempre lo stesso:\u00a0<strong>troppe nascite, troppo in fretta<\/strong>. Tra gli anni quaranta e sessanta, la popolazione della Groenlandia era raddoppiata.<\/p>\n\n\n\n<p>La risposta non fu investire sull\u2019autodeterminazione, sull\u2019educazione, sull\u2019ascolto. La risposta fu&nbsp;<strong>controllare<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec nacque&nbsp;una campagna di inserimento massiccio di dispositivi intrauterini tra le donne groenlandesi, a partire dal 1966. Formalmente una politica sanitaria. Nella pratica, una misura applicata&nbsp;<strong>quasi esclusivamente<\/strong>&nbsp;alle donne inuit.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft size-full is-resized\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"768\" height=\"872\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Spirale_Google-768x872-1.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2039\" style=\"width:334px;height:auto\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Spirale_Google-768x872-1.jpg 768w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Spirale_Google-768x872-1-264x300.jpg 264w\" sizes=\"auto, (max-width: 768px) 100vw, 768px\" \/><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel giro di pochi anni, la met\u00e0 delle donne in et\u00e0 fertile in Groenlandia aveva ricevuto una spirale \u2014 spesso senza firmare alcun consenso informato. 4500 ragazzine.<\/p>\n\n\n\n<p>Le spirali venivano inserite durante visite di routine, controlli scolastici, consulti ginecologici. A volte le ragazze non sapevano nemmeno di averle. In alcuni casi avevano 12 o 13 anni. In altri, come Inger, erano giovani donne che si fidavano del medico, dell\u2019istituzione, della parola \u201cper il tuo bene\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi dissero che era moderno, che era progresso\u201d, ha raccontato una delle vittime. \u201cMa il progresso non ti entra nel corpo senza chiederti il permesso\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo gli studi, oggi ci sarebbero 150 mila persone in Groenlandia invece di 60 mila, se non fosse stato praticato, quello che l\u2019ex premier ex premier&nbsp;<strong>M\u00fate Bourup Egede<\/strong>groenlandese, ha definito solo l\u2019anno scorso \u201cun genocidio\u201d, non tanto nel senso strettamente giuridico, quanto come descrizione della sistematicit\u00e0 con cui si \u00e8 cercato di controllare una popolazione attraverso i suoi corpi riproduttivi.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"ridurre-lesistenza-in-numeri\" class=\"wp-block-heading\">Ridurre l\u2019esistenza in numeri<\/h3>\n\n\n\n<p>\u201cNon fu solo una politica sanitaria: fu un tentativo di ridurre la nostra esistenza a numeri, senza rispetto per la nostra volont\u00e0\u201d<em>,&nbsp;<\/em>ha detto Egede in un\u2019intervista alla stampa groenlandese, riflettendo sul significato profondo di questa violenza.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel giro di pochi anni,&nbsp;<strong>una percentuale enorme di donne in et\u00e0 fertile<\/strong>&nbsp;si ritrov\u00f2 con una spirale inserita. Alcune avevano poco pi\u00f9 di dieci anni. Alcune non avevano ancora avuto le mestruazioni. Molte non avevano mai avuto rapporti sessuali.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro una bambina. Non mi dissero nulla. Tornai a casa con dolore e sangue. Pensavo di aver fatto qualcosa di sbagliato\u201d, ha raccontato una delle sopravvissute intervistate dalla BBC.<\/p>\n\n\n\n<p>Una delle voci pi\u00f9 influenti \u00e8 stata quella di\u00a0<strong>Naja Lyberth<\/strong>, psicologa e attivista groenlandese, che a 13 anni \u2014 durante una visita scolastica \u2014 fu portata in ospedale e l\u00ec dotata di spirale senza esserne consapevole.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEro solo una bambina. Mi dissero che era per farmi bene, ma nessuno mi disse cosa stavano per fare\u201d, ha raccontato Lyberth, ricordando il dolore e la confusione.<\/p>\n\n\n\n<p>Oggi donne come Lyberth lavorano con le comunit\u00e0 per trasformare l\u2019esperienza in memoria condivisa, rompendo anni di silenzio e stigma.<\/p>\n\n\n\n<p>La nostra Inger, invece, non era una bambina, aveva gi\u00e0 vent\u2019anni, ma questo non l\u2019ha resa pi\u00f9 libera, ma solo inerme come tutte le altre.<\/p>\n\n\n\n<p>Questo progetto sanitario, progettato e attuato in una relazione coloniale di potere, non fu neutrale. Fu reso possibile da leggi ambigue, pressioni sociali e da un quadro giuridico che non riconosceva realmente la volont\u00e0 delle donne inuit.<\/p>\n\n\n\n<p>Fino al 1970 era infatti illegale somministrare contraccezione alle ragazze senza consenso dei genitori e, anche oltre quella data, era vietato inserire spirali a ragazze di certo tenore biologico e sociale senza consenso esplicito.<\/p>\n\n\n\n<p>Le testimonianze \u2014 tra cui quelle raccolte da Lyberth \u2014 raccontano di ragazze che, dopo l\u2019inserimento, camminarono a casa piangendo, con dolori violenti, sanguinamenti intensi e sentimenti di vergogna e impotenza. Per molte, questi traumi si protrassero per decenni, in silenzio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"990\" height=\"723\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Donne-e-bambini-Inuit-al-campo-estivo-Fullerton-Harbour-Nunavut-agosto-1906.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-2040\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Donne-e-bambini-Inuit-al-campo-estivo-Fullerton-Harbour-Nunavut-agosto-1906.jpg 990w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Donne-e-bambini-Inuit-al-campo-estivo-Fullerton-Harbour-Nunavut-agosto-1906-300x219.jpg 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/01\/Donne-e-bambini-Inuit-al-campo-estivo-Fullerton-Harbour-Nunavut-agosto-1906-768x561.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 990px) 100vw, 990px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong><em>Donne e bambini Inuit al campo estivo, Fullerton Harbour, Nunavut, agosto 1906<\/em><\/strong><br><em>Photographs of Geraldine Moodie &#8211; Canada<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nella sua casa di Nuuk, Inger accarezza il suo cagnolino Missy e ci racconta che scopr\u00ec che le avevano inserito la spirale quando rimase incinta di una gravidanze extrauterina quattro anni dopo. \u201cHo rischiato di morire, mi hanno dovuto togliere le ovaie, ho scoperto che non avrei potuto mai pi\u00f9 avere figli\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Non la prima, sicuramente non l\u2019ultima, le donne inuit hanno dovuto convivere con il dolore e la sterilit\u00e0. Ma la natalit\u00e0, come volevano i danesi, negli anni 80 era precipitata al livello della Danimarca.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cQuando mi sono sposata, abbiamo adottato due bambini dalla Colombia e sono una madre felice\u201d, ci spiega Inger, ma nella voce c\u2019\u00e8 un retrogusto di rimpianto per non essere nata cos\u00ec e per non aver potuto scegliere.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"le-storie-emergono\" class=\"wp-block-heading\">Le storie emergono<\/h3>\n\n\n\n<p>\u00c8 solo negli ultimi anni che questa storia ha cominciato a venire a galla. Non per iniziativa delle istituzioni, ma grazie alle&nbsp;<strong>donne<\/strong>. &nbsp;Interviste, documentari, inchieste giornalistiche, testimonianze pubbliche hanno ricostruito un mosaico che era sempre stato l\u00ec, ma che nessuno aveva voluto guardare.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2021 una di loro raccont\u00f2 la sua storia sui social, e apr\u00ec il vaso di pandora, perch\u00e9 tutte avevano sofferto da sole, senza sapere quante di loro fossero coinvolte. Il suo racconto apre una crepa. Altre donne riconoscono la propria storia nelle sue parole.<\/p>\n\n\n\n<p>E le vittime cominciarono a parlare pubblicamente delle loro esperienze, sui social o nelle trasmissioni radio e TV, rompendo un silenzio che aveva avvolto corpi e anime per mezzo secolo, ma fecero in tempo perch\u00e9 molte, anche se anziane sono ancora vive.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2022 un\u2019indagine ufficiale congiunta tra Danimarca e Groenlandia ha formalmente avviato il processo di documentazione del caso, raccogliendo interviste, cartelle cliniche e testimonianze. Tra qualche giorno dovrebbe uscire un\u2019inchiesta indipendente durata due anni.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon chiediamo vendetta\u201d, ha detto una delle attiviste coinvolte. \u201cChiediamo che venga detto ad alta voce che non \u00e8 stato giusto\u201d.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"lunga-marcia-verso-la-verita-le-scuse-il-risarcimento\" class=\"wp-block-heading\">Lunga marcia verso la verit\u00e0, le scuse, il risarcimento<\/h3>\n\n\n\n<p>La verit\u00e0 non venne a galla per decenni, non perch\u00e9 non facesse male, ma perch\u00e9&nbsp;<strong>mancavano le parole<\/strong>, e soprattutto&nbsp;<strong>mancava lo spazio per pronunciarle<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>La Groenlandia di quegli anni era una societ\u00e0 in trasformazione, ancora profondamente segnata dal rapporto coloniale con la Danimarca. I medici erano danesi. Le decisioni venivano prese altrove. Le donne inuit raramente mettevano in discussione l\u2019autorit\u00e0 sanitaria. E soprattutto,&nbsp;<strong>non avevano le parole<\/strong>&nbsp;per dare un nome a quello che era successo loro. Per questo nessuno ne ha parlato prima.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCredevo che fosse successo solo a me\u00bb, ci dice Inger, \u201cSolo quando ho sentito le altre ho capito che non ero matta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCi hanno congelate nei nostri corpi per decenni\u201d, ha detto una delle donne che ha rotto il silenzio negli ultimi anni. \u201cNon parlavamo perch\u00e9 nessuno ci aveva mai detto che avevamo il diritto di farlo\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il silenzio \u00e8 stato parte integrante della violenza.<\/strong>&nbsp;Un silenzio alimentato dal rapporto di potere tra Danimarca e Groenlandia, tra medicina occidentale e popolazione indigena, tra Stato e corpo femminile.&nbsp;Inger racconta che per anni ha pensato che il problema fosse lei. Che quel dolore fosse normale.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 2025&nbsp;<strong>la Danimarca ha formalmente&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.bbc.com\/news\/articles\/c5yelp5466no\">chiesto scusa<\/a><\/strong>&nbsp;alle donne groenlandesi per la campagna di contraccezione forzata. La prima ministra danese&nbsp;<strong>Mette Frederiksen<\/strong>&nbsp;ha riconosciuto in una dichiarazione ufficiale che la politica ha causato \u201c<strong>sistematica discriminazione<\/strong>\u201d e danni fisici e psicologici profondi.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNon possiamo cambiare il passato, ma possiamo prenderci la responsabilit\u00e0 di quello che \u00e8 stato fatto\u201d, ha detto Frederiksen. Accanto a lei, il primo ministro groenlandese&nbsp;<strong>Jens-Frederik Nielsen<\/strong>&nbsp;ha definito la vicenda un&nbsp;<strong>\u201ccapitolo doloroso\u201d<\/strong>&nbsp;nella storia condivisa, sottolineando che l\u2019apologia fa parte di un processo pi\u00f9 ampio di riconciliazione.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"la-lunga-strada-della-memoria\" class=\"wp-block-heading\">La lunga strada della memoria<\/h3>\n\n\n\n<p>Oltre alle scuse, ci sono state&nbsp;<strong>cause legali<\/strong>: nel 2024 un gruppo di&nbsp;<strong>143 donne<\/strong>&nbsp;ha citato in giudizio lo Stato danese per violazione dei diritti umani, chiedendo risarcimenti e riconoscimento concreto del danno subito.<\/p>\n\n\n\n<p>Ad oggi, \u00e8 stato deciso che a partire da aprile<strong>&nbsp;2026<\/strong>&nbsp;un fondo di riconciliazione erogher\u00e0&nbsp;<strong>compensazioni individuali<\/strong>&nbsp;alle vittime riconosciute, con cifre indicative di circa&nbsp;<strong>300.000 corone danesi (circa 40\u201346mila euro)<\/strong>&nbsp;a persona.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma i soldi non risarciscono il tempo. Non risarciscono il diritto di scegliere. Non risarciscono una maternit\u00e0 mai avuta o una fiducia spezzata.<\/p>\n\n\n\n<h3 id=\"il-corpo-come-archivio-politico\" class=\"wp-block-heading\">Il corpo come archivio politico<\/h3>\n\n\n\n<p>Il corpo di Inger \u00e8 una prova storica. Come quello di migliaia di donne inuit.&nbsp;Nel raccontare la sua vita, Inger torna ai giorni in cui non capiva cosa fosse accaduto: \u201cNon ce l\u2019ho con la Danimarca, \u00e8 l\u00ec che ho studiato, che ho amici e familiari, ma non dimentico quello che mi hanno fatto, la tristezza, la rabbia. Avrebbero dovuto proteggere il futuro di noi bambine\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quel dispositivo non era protezione: era un messaggio di potere esercitato su di lei, sulla sua identit\u00e0, sul diritto di decidere del suo corpo.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella maledetta spirale, per lei e per tutte le altre, non \u00e8 solo un oggetto medico: \u00e8 simbolo di una violenza silenziosa, una ferita incisa nella carne della collettivit\u00e0 inuit. \u00c8 il simbolo di una logica che ha attraversato il Novecento: l\u2019idea che alcune vite potessero essere&nbsp;<strong>gestite<\/strong>, che alcune nascite fossero&nbsp;<strong>meno desiderabili<\/strong>, che il consenso fosse un dettaglio.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli occhi di Inger vedo un mare di storie non dette: ragazze che non poterono usare pi\u00f9 il proprio corpo come volevano, donne che portarono con s\u00e9 quel dolore nei matrimoni, nelle gravidanze poi infrante, nei cicli mestruali che non furono mai gli stessi.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dello&nbsp;<em>Spiral case<\/em>&nbsp;non \u00e8 una pagina marginale di medicina arcaica \u2014 \u00e8&nbsp;<strong>una ferita viva<\/strong>, un monito contro tutte le politiche che hanno deciso di gestire la vita delle persone come se fosse un dato statistico o un esperimento sociale.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa \u00e8 forse l\u2019eredit\u00e0 del&nbsp;<em>Spiral case<\/em>: non un numero statistico, non un titolo ufficiale, ma decine di migliaia di esistenze segnate, di relazioni interrotte, di dignit\u00e0 violentata.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 il simbolo di una linea superata. \u00c8 la prova che anche nei paesi che si raccontano come civili, progressisti, avanzati, i diritti delle donne indigene possono essere sacrificati in silenzio. Che le donne da qualsiasi parte del mondo, che faccia caldo o freddo, sono corpi sacrificabili.<\/p>\n\n\n\n<p>Nelle storie di Inger, di Naja e di tante altre, c\u2019\u00e8 qualcosa potente:&nbsp;<strong>la testimonianza restituita<\/strong>, la memoria ritrovata, e la promessa che quel silenzio non potr\u00e0 pi\u00f9 essere imposto. Ma soprattutto, queste donne, che incontro nelle strade innevate in una citt\u00e0 con le casette colorate,&nbsp;<strong>sono state capaci di riscrivere la Storia.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando si chiede vogliono davvero, oltre alle scuse e ai risarcimenti, rispondono senza tentennamenti: \u201cVogliamo che le nostre figlie e nipoti sappiano cosa \u00e8 successo. Che la storia non si ripeta\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>\u00c8 una richiesta semplice, eppure importante: richiede verit\u00e0, memoria e responsabilit\u00e0. Qui, nel cuore ghiacciato della Groenlandia, le voci delle donne non si congelano pi\u00f9. Finalmente, si muovono e nessuno potr\u00e0 fermarle.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.radiobullets.com\/rubriche\/groenlandia-la-spirale-del-silenzio-delle-donne-inuit\/\">https:\/\/www.radiobullets.com\/rubriche\/groenlandia-la-spirale-del-silenzio-delle-donne-inuit\/<\/a><br>Data: 18 Gennaio 2026<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-orange-color has-alpha-channel-opacity has-orange-background-color has-background is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<p>Grazie ai colpi di testa folli del presidente Trump, i media e blogger hanno aumentato l&#8217;attenzione sulla Groenlandia facendo emergere le vergognose manipolazioni danesi sulla popolazione autoctona di etnia Inuit negli anni &#8217;60 e &#8217;70 del secolo scorso. Alcuni articoli sono di pochi giorni fa ma altri di uno, due o tre anni fa e sono quelli che hanno &#8220;acceso&#8221; i media sull&#8217;argomento.<\/p>\n\n\n\n<p>Eccovi una piccola rassegna stampa:<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-grid wp-container-core-group-is-layout-9649a0d9 wp-block-group-is-layout-grid\">\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-eco-internazionale wp-block-embed-eco-internazionale\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"rRlC2B9hhD\"><a href=\"https:\/\/ecointernazionale.com\/2023\/11\/inuit-un-popolo-tra-isolamento-oppressione-e-richieste-di-giustizia\/\">Inuit, un popolo tra isolamento, oppressione e richieste di giustizia<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Inuit, un popolo tra isolamento, oppressione e richieste di giustizia&#8221; &#8212; Eco Internazionale\" src=\"https:\/\/ecointernazionale.com\/2023\/11\/inuit-un-popolo-tra-isolamento-oppressione-e-richieste-di-giustizia\/embed\/#?secret=8uAcso9kSp#?secret=rRlC2B9hhD\" data-secret=\"rRlC2B9hhD\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-demografica wp-block-embed-demografica\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"TXhXPuplZb\"><a href=\"https:\/\/demografica.adnkronos.com\/fertilita\/contraccezione-forzata-spirale-donne-inuint-groenlandia-danimarca\/\">Contraccezione forzata in Groenlandia: la Danimarca si scusa con le donne Inuit<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Contraccezione forzata in Groenlandia: la Danimarca si scusa con le donne Inuit&#8221; &#8212; Demografica\" src=\"https:\/\/demografica.adnkronos.com\/fertilita\/contraccezione-forzata-spirale-donne-inuint-groenlandia-danimarca\/embed\/#?secret=60KdmQGa2c#?secret=TXhXPuplZb\" data-secret=\"TXhXPuplZb\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-metropolitan-magazine wp-block-embed-metropolitan-magazine wp-container-content-69bc4bdf\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"MRpOait5bS\"><a href=\"https:\/\/metropolitanmagazine.it\/danimarca-pubblicati-i-risultati-di-unindagine-sulla-contraccezione-forzata-delle-donne-inuit-in-groenlandia\/\">Danimarca, pubblicati i risultati di un\u2019indagine sulla contraccezione forzata delle donne inuit in Groenlandia<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; visibility: hidden;\" title=\"&#8220;Danimarca, pubblicati i risultati di un\u2019indagine sulla contraccezione forzata delle donne inuit in Groenlandia&#8221; &#8212; Metropolitan Magazine\" src=\"https:\/\/metropolitanmagazine.it\/danimarca-pubblicati-i-risultati-di-unindagine-sulla-contraccezione-forzata-delle-donne-inuit-in-groenlandia\/embed\/#?secret=xQZ9KTlfu7#?secret=MRpOait5bS\" data-secret=\"MRpOait5bS\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-osservatorio-artico wp-block-embed-osservatorio-artico\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"aANZYlLjRp\"><a href=\"https:\/\/www.osservatorioartico.it\/groenlandia-le-donne-inuit-ora-chiedono-giustizia\/\">Groenlandia, le donne Inuit ora chiedono giustizia<\/a><\/blockquote><iframe loading=\"lazy\" class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; 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SENZA TEMPO<\/a><\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-group is-layout-flex wp-block-group-is-layout-flex\" style=\"margin-top:0px;margin-bottom:0px\"><div class=\"wp-block-comment-date has-small-font-size\"><time datetime=\"2026-02-22T23:16:37+01:00\"><a href=\"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/2026\/01\/21\/2036\/la-groenlandia-calpestata-merita-indipendenza-e-sostegno\/#comment-266\">22 Febbraio 2026<\/a><\/time><\/div>\n\n<\/div>\n\n\n<div class=\"wp-block-comment-content\">[&#8230;] sua volta la Danimarca pu\u00f2 utilizzare le nuove entrate per aiutare la comunit\u00e0 di 50.000 persone, rappresentati principalmente dagli Inuit, che vivono i Groenlandia a crescere poco alla volta e programmare infrastrutture e piccole [&#8230;]\n<\/div>\n\n<div class=\"wp-block-comment-reply-link has-small-font-size\"><a rel=\"nofollow\" class=\"comment-reply-login\" href=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-login.php?redirect_to=https%3A%2F%2Fsenzatempo.org%2Findex.php%2F2026%2F01%2F21%2F2036%2Fla-groenlandia-calpestata-merita-indipendenza-e-sostegno%2F\">Accedi per rispondere<\/a><\/div><\/div>\n<\/div>\n\n<\/li><\/ol>\n\n\n\n\t<div id=\"respond\" class=\"comment-respond wp-block-post-comments-form\">\n\t\t<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\"><span id=\"lascia-un-commento-annulla-risposta\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2036#respond\" style=\"display:none;\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/span><\/h3><p class=\"must-log-in\">Devi essere <a href=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-login.php?redirect_to=https%3A%2F%2Fsenzatempo.org%2Findex.php%2F2026%2F01%2F21%2F2036%2Fla-groenlandia-calpestata-merita-indipendenza-e-sostegno%2F\">connesso<\/a> per inviare un commento.<\/p>\t<\/div><!-- #respond -->\n\t<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Il genocidio silenzioso praticato dai danesi sull&#8217;etnia INUIT impedendo alle donne di procreare.\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2037,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[1598,379,1597,1493,1595,1596],"class_list":{"0":"post-2036","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-europa","8":"tag-controllo-demografico","9":"tag-danimarca","10":"tag-etnia","11":"tag-groenlandia","12":"tag-inuit","13":"tag-spirale-contraccettiva"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2036","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2036"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2041,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2036\/revisions\/2041"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2037"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2036"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2036"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2036"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}