{"id":2937,"date":"2025-03-23T11:56:00","date_gmt":"2025-03-23T10:56:00","guid":{"rendered":"https:\/\/senzatempo.org\/?p=2937"},"modified":"2026-02-22T17:00:42","modified_gmt":"2026-02-22T16:00:42","slug":"lfbi-riscrive-la-morte-di-hitler-non-mori-nel-bunker-ma-fuggi-con-eva-braun-in-argentina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/2025\/03\/23\/2937\/lfbi-riscrive-la-morte-di-hitler-non-mori-nel-bunker-ma-fuggi-con-eva-braun-in-argentina\/","title":{"rendered":"L\u2019FBI riscrive la morte di Hitler: \u201cNon mor\u00ec nel bunker ma fugg\u00ec con Eva Braun in Argentina\u201d"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-time-to-read\">33\u201349 minuti<\/div>\n\n<ol class=\"pk-list-positive\">\n<li>\n<h5 id=\"introduzione\"><a href=\"#1\">Introduzione<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"la-storia-ufficiale\"><a href=\"#2\">La storia ufficiale<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"un-cadavere-piu-basso\"><a href=\"#3\">Un cadavere pi\u00f9 basso<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"la-squadra-di-hunting-hitler\"><a href=\"#4\">La squadra di Hunting\u00a0Hitler<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"le-indagini-sul-campo\"><a href=\"#5\">Le indagini sul campo<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"arrivo-a-charata\"><a href=\"#6\">Arrivo a Charata<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"una-casa-in-mezzo-alla-jungla\"><a href=\"#7\">Una casa in mezzo alla jungla<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"il-bunker-di-hitler\"><a href=\"#8\">Il bunker di\u00a0Hitler<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"farmaci-per-lo-stomaco\"><a href=\"#9\">Farmaci per lo stomaco<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"la-fuga-dal-bunker\"><a href=\"#10\">La fuga dal bunker<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"u-boot-la-via-del-mare\"><a href=\"#11\">U-Boot, la via del mare<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"venti-aerei-per-fuggire-da-berlino\"><a href=\"#12\">Venti aerei per fuggire da Berlino<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"i-nazisti-e-la-spagna-di-franco\"><a href=\"#13\">I nazisti e la Spagna di Franco<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"hitler-visto-nel-monastero\"><a href=\"#14\">Hitler visto nel monastero<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"rifornimento-alle-canarie\"><a href=\"#15\">Rifornimento alle Canarie<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"destinazione-san-carlos-de-bariloche\"><a href=\"#16\">Destinazione: San Carlos de Bariloche<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"casa-inalco-la-villa-sul-lago\"><a href=\"#17\">Casa Inalco, la villa sul lago<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"la-testimone-che-vide-hitler\"><a href=\"#18\">La testimone che vide Hitler<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"hitler-presente-a-un-balletto-in-brasile\"><a href=\"#19\">Hitler presente a un balletto in Brasile<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<li>\n<h5 id=\"lultima-segnalazione-hitler-a-bogota\"><a href=\"#20\">L\u2019ultima segnalazione:\u00a0Hitler\u00a0a Bogot\u00e0<\/a><\/h5>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00a0<\/p>\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-luminous-vivid-amber-color has-alpha-channel-opacity has-luminous-vivid-amber-background-color has-background\"\/>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"1\"><span id=\"introduzione-2\">Introduzione<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Declassificati oltre settecento documenti sulle indagini segrete degli agenti americani dal 1945 al 1950, una squadra diretta dall\u2019ex CIA Bob Baer ha ripercorso per History Channel il tragitto che avrebbe compiuto il dittatore tedesco da Berlino a Bariloche, via Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p>La storia dovrebbe essere riscritta: nuove prove lasciano ben pochi dubbi sul fatto che&nbsp;Hitler&nbsp;non sia affatto morto nel bunker sotto la Cancelleria di Berlino. Colui che venne definito \u201cil pi\u00f9 grande criminale del Novecento\u201d, sarebbe invece riuscito a fuggire insieme alla moglie Eva Braun e ad un gruppo di ufficiali del Terzo Reich (tra i quali il fedele segretario Martin Bormann), prima in Spagna e poi in Argentina. Questo, almeno, \u00e8 quanto rivela il Federal Bureau of Investigation (FBI), che nel 2014 ha declassificato oltre 700 documenti relativi alle indagini che vennero svolte dal 1945 al 1950 sulla presunta fuga di Adolf&nbsp;Hitler&nbsp;in America Latina. La desecretazione \u00e8 avvenuta grazie alla legge&nbsp;<strong>Freedom of Information Act<\/strong>&nbsp;(Atto per la libert\u00e0 di informazione), emanata negli Stati Uniti il 4 luglio del 1966, durante il mandato del presidente Lyndon B. Johnson.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricostruzione di quella fuga \u00e8 stata resa pubblica nell\u2019autunno 2015 grazie al programma televisivo \u201cHunting Hitler\u201d (A caccia di&nbsp;Hitler) su History Channel. In otto puntate, una squadra di professionisti ha ripercorso l\u2019itinerario che sarebbe stato seguito dal dittatore tedesco, trovando prove e testimonianze che, apparentemente, non lasciano dubbi su quanto accadde tra l\u2019Europa e l\u2019America Latina nei mesi successivi alla capitolazione della Germania.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo quanto si pu\u00f2 leggere nei documenti FBI, gli Americani non hanno mai creduto al presunto suicidio del dittatore tedesco. Come disse Edgard Hoover, mitico direttore dell\u2019FBI, \u201cgli ufficiali dell\u2019esercito americano di stanza in Germania non hanno localizzato il corpo di&nbsp;Hitler&nbsp;e non c\u2019\u00e8 alcuna fonte attendibile che possa sostenere definitivamente che&nbsp;Hitler&nbsp;sia morto\u201d. La convinzione di Hoover nasce anche dal fatto che il dittatore russo Stalin il 31 luglio del 1945, durante l\u2019incontro di Postdam con il presidente americano Harry S. Truman e con il ministro statunitense James F. Byrnes, presenti il primo ministro britannico Clement Attlee e il ministro degli Esteri sovietico Vjaceslav Molotov, aveva dichiarato con molta fermezza \u201cHitler non \u00e8 nelle nostre mani\u201d. E ha detto apertamente che, secondo lui, il dittatore era fuggito.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"598\" height=\"754\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Doc-desecretati-su-Hitler.webp\" alt=\"Documenti desecretati sulla presunta fuga di Adolf Hitler in America latina.\" class=\"wp-image-2938\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Doc-desecretati-su-Hitler.webp 598w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Doc-desecretati-su-Hitler-238x300.webp 238w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Doc-desecretati-su-Hitler-380x479.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Doc-desecretati-su-Hitler-476x600.webp 476w\" sizes=\"auto, (max-width: 598px) 100vw, 598px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Documenti desecretati sulla presunta fuga di Adolf Hitler in America latina.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"2\"><span id=\"la-storia-ufficiale-2\">La storia ufficiale<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Prima di passare alle indagini dell\u2019FBI, vediamo dunque che cosa dice la storia ufficiale circa la scomparsa di&nbsp;Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando le truppe dell\u2019Armata Rossa, al comando del generale Zucov, conquistarono Berlino, (300 mila morti da parte russa, 40 mila per i tedeschi), i soldati sovietici furono i primi ad entrare nel bunker dove&nbsp;Hitler&nbsp;e i suoi si erano rifugiati. La cronaca di quei giorni \u00e8 raccolta in un dattiloscritto di 114 pagine, intitolato \u201cDossier Hitler\u201d, ancora oggi conservato nell\u2019Archivio del Presidente della Federazione Russa con il numero di matricola 41-Sh\/2-v\/i. Il primo occidentale a studiare ed esaminare il Dossier \u00e8 stato il giornalista tedesco Ulrich Volklein, che ha poi raccontato la sua esperienza nel libro \u201cHitlers Tod. Die letzten Tage im Fuhrerbunker\u201d (La morte di&nbsp;Hitler. Gli ultimi giorni nel bunker del Fuhrer), Steidl Verlag, Gottingen 1998. Come racconta lo stesso Volklein, \u201cpresunti testimoni oculari diffondono versioni assolutamente inconciliabili sugli ultimi avvenimenti nella catacomba hitleriana. E, di conseguenza, gli storici sono tutt\u2019altro che concordi nel ricostruire le ultime ore del<br>Fuhrer\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Secondo la versione pi\u00f9 accreditata dei fatti, nel pomeriggio del 30 aprile 1945&nbsp;Hitler&nbsp;e sua moglie Eva Braun (che aveva sposato appena il giorno prima) si tolsero la vita ingerendo una fiala di cianuro.&nbsp;Hitler&nbsp;si sarebbe anche sparato un colpo alla testa con una delle sue pistole. La sera del primo maggio, invece, i coniugi Joseph e Magda Goebbels uccisero i loro sei figli col veleno e poi si suicidarono. Lui era il potente ministro della Propaganda nella Germania nazista.<\/p>\n\n\n\n<p>I cadaveri degli adulti vennero dati alle fiamme con benzina e poi sotterrati. Quelli dei bambini, invece, furono lasciati sui letti.<\/p>\n\n\n\n<p>I russi trovarono tutti i corpi, ma dovettero arrendersi di fronte ai problemi che le autopsie rivelarono. Vennero eseguite tra il 7 e il 9 maggio 1945 nell\u2019ospedale militare da campo di Berlino-Buch e a praticarle furono sette periti guidati dal capo esperto di Medicina legale del fronte bielorusso, colonnello Faust Josifovic Skaravski. Mentre non ci furono dubbi circa le identit\u00e0 della famiglia Goebbels, si crearono diverse perplessit\u00e0 per quanto riguarda quelle di&nbsp;Hitler&nbsp;e di sua moglie. Partiamo da quest\u2019ultima. Per quanto non riconoscibile a causa del corpo devastato dalle fiamme, la donna della quale si stava esaminando il cadavere doveva avere tra i 30 e i 40 anni ed era alta circa 150 centimetri.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche se i resti riportavano il classico odore di mandorle amare tipico delle fiale di cianuro, i chirurghi trovarono nel torace della donna un ampio squarcio intercostale e sei grosse schegge d\u2019acciaio nei polmoni. Quella persona, dunque, era stata colpita dai frammenti di una granata.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"3\"><span id=\"un-cadavere-piu-basso-2\">Un cadavere pi\u00f9 basso<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Un altro enigma fu il corpo del presunto&nbsp;Hitler. Alto 165 centimetri, doveva avere tra i 50 e i 60 anni, era privo di un testicolo e, per quanto completamente sfigurato, non aveva alcun segno visibile di gravi ferite mortali. Anche se gli impianti dentali avevano pi\u00f9 o meno confermato la somiglianza con quelli dello scomparso dittatore (almeno secondo le testimonianze raccolte dagli inquirenti russi, il tenente colonnello Fedor Parparov e il maggiore Igor Saveliev, i quali per\u00f2 non nascondevano le loro riserve circa quanto avevano sentito), c\u2019erano un paio di problemi. Prima di tutto, che fine aveva fatto il colpo di pistola alla testa?<\/p>\n\n\n\n<p>Diversi testimoni avevano affermato di aver visto&nbsp;Hitler&nbsp;morto con una ferita d\u2019arma da fuoco alla testa. Secondo punto,&nbsp;Hitler, era alto 176 centimetri e non 165. Del resto, se guardiamo i vecchi filmati dell\u2019epoca, quando&nbsp;Hitler&nbsp;era insieme a Mussolini, si vede chiaramente la differenza d\u2019altezza tra i due dittatori: quello italiano era alto 168 centimetri, il tedesco 8 in pi\u00f9. Di chi era, allora, il corpo carbonizzato? Qualcuno ipotizz\u00f2 che&nbsp;Hitler&nbsp;e Eva Braun fossero fuggiti e che, al loro posto, fossero stati messi i corpi di altre due persone: una donna deceduta durante i bombardamenti (da qui le ferite da granata) e uno dei tanti sosia di cui&nbsp;Hitler&nbsp;si circondava. I testimoni sopravvissuti avrebbero volontariamente taciuto la verit\u00e0 per evitare che gli alleati si mettessero alla ricerca del loro capo. Qualunque sia la realt\u00e0 delle cose, non si \u00e8 mai riusciti a chiudere del tutto il capitolo della morte del dittatore tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Le rivelazioni dell\u2019FBI aprono dunque una nuova prospettiva sul mistero di&nbsp;Hitler.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"4\"><span id=\"la-squadra-di-hunting-hitler-2\">La squadra di Hunting\u00a0Hitler<\/span><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"398\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-squadra-di-Hunting-Hitler.webp\" alt=\"Robert Baer \u00e8 un autore e analista di intelligence\" class=\"wp-image-2940\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-squadra-di-Hunting-Hitler.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-squadra-di-Hunting-Hitler-300x187.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-squadra-di-Hunting-Hitler-380x236.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/La-squadra-di-Hunting-Hitler-600x373.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Robert Baer \u00e8 un autore e analista di intelligence<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Realizzato dalla Karga Seven Pictures per History Channel, il documentario \u00e8 basato sulle ricerche effettuate da un team di specialisti che ha seguito passo passo le indicazioni lasciate dall\u2019FBI sulle tracce di\u00a0Hitler\u00a0dopo la caduta di Berlino. A guidare il gruppo \u00e8 stato <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Robert_Baer\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Bob Baer<\/a>, ex agente della CIA per 21 anni e uno dei pi\u00f9 esperti investigatori di spionaggio internazionale negli Stati Uniti. Avendo condotto complesse indagini di controspionaggio durante la sua carriera, compresa la cattura di Saddam Hussein, Baer ha applicato gli stessi metodi circa la presunta fuga di\u00a0Hitler, riuscendo a verificare sul campo i rapporti che gli agenti dell\u2019FBI avevano preparato nell\u2019immediato dopoguerra. Per la cronaca, il personaggio interpretato da George Clooney nel film \u201cSyriana\u201d \u00e8 basato sulla sua vita.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"483\" height=\"484\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD.webp\" alt=\"Dottor John Cencich (PhD) - Author of The Devil's Garden\" class=\"wp-image-2941\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD.webp 483w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD-300x300.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD-150x150.webp 150w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD-80x80.webp 80w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD-380x381.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/dottor-John-Cencich-PhD-160x160.webp 160w\" sizes=\"auto, (max-width: 483px) 100vw, 483px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Dottor John Cencich (PhD)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Insieme a Bob Baer, l\u2019inchiesta \u00e8 stata condotta anche dal <a href=\"https:\/\/archive.triblive.com\/news\/california-pa-professor-says-hitler-may-not-have-killed-himself\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dottor John Cencich (PhD)<\/a>, professore senior di Giustizia criminale. Cencich \u00e8 un docente di lunga esperienza ed \u00e8 stato lui che ha condotto le indagini che hanno portato all\u2019incriminazione del presidente serbo Slobodan Milosevic. Inoltre, \u00e8 anche l\u2019unico uomo nella storia ad aver portato un membro di governo ad affrontare un processo per crimini di guerra. Chi lo conosce, parla della sua insuperabile abilit\u00e0 ad analizzare, confrontare e mettere insieme tutte le prove circostanziali, per arrivare a elaborare un caso come questo, vecchio ormai di 70 anni. Terzo elemento del gruppo \u00e8 Tim Kennedy, sergente di prima classe della 7\u00b0 Unit\u00e0 Forze Speciali dell\u2019esercito americano, medaglia di bronzo per il suo valore sotto il fuoco nemico. Kennedy, veterano del Medio Oriente dopo la strage dell\u201911 Settembre, ha partecipato alle inchieste contro al-Qaeda e Bin Laden, con esperienze operative anche in Argentina. E\u2019 dunque il caso di dire che in questa squadra sono state messe insieme l\u2019abilit\u00e0 investigativa di Bob Baer, l\u2019analisi comparata di John Cencich e la capacit\u00e0 operativa di Tim Kennedy.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"5\"><span id=\"le-indagini-sul-campo-2\">Le indagini sul campo<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Il documentario inizia con il messaggio lanciato dalla radio tedesca, annunciante la morte di&nbsp;Hitler. Subito dopo seguono le dichiarazioni di Edgard Hoover che, nel 1947, rivela senza mezze misure che non esiste alcuna certezza circa la morte di&nbsp;Hitler. A seguire, si parla della ricostruzione degli avvenimenti relativi agli ultimi giorni di&nbsp;Hitler, citando anche l\u2019opinione di Stalin riguardo la sorte di&nbsp;Hitler. Nel 2009 un gruppo di scienziati americani aveva chiesto ai russi qualche campione della salma del presunto&nbsp;Hitler, per poterlo analizzare.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma quello che venne consegnato, sottoposto all\u2019esame del DNA, si rivel\u00f2 essere di una donna. Si arriva cos\u00ec al 2014, quando i documenti dell\u2019FBI vengono declassificati. Si tratta di rapporti di agenti che rivelano come la persona di&nbsp;Hitler&nbsp;sia stata vista in giro per il mondo, subito dopo la caduta di Berlino. A quel punto, convinto che qualcosa di concreto ci sia dietro tutte quelle indagini, Baer mette insieme investigatori internazionali, cacciatori di nazisti, scienziati forensi, giornalisti investigativi, militari e il dottor Cenchich, per accertare quanto ci sia di vero nelle indagini eseguite a suo tempo dagli agenti dell\u2019FBI.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"358\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Edgar-Hover.webp\" alt=\"J. Edgar Hoover's Obsession With Hitler\" class=\"wp-image-2942\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Edgar-Hover.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Edgar-Hover-300x168.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Edgar-Hover-380x213.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Edgar-Hover-600x336.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">J. Edgar Hoover&#8217;s Obsession With Hitler<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>In una vecchia lettera di <a href=\"https:\/\/forward.com\/fast-forward\/155091\/j-edgar-hoovers-obsession-with-hitler\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Edgar Hoover<\/a>, si legge che\u00a0Hitler\u00a0vive in Argentina, in una grande struttura sotterranea. In un altro rapporto, risalente all\u201911 agosto 1945, si ripete che il dittatore tedesco era ospite in una vecchia struttura sotterranea, con centinaia di nazisti, a circa 1000 km a ovest di Florianapolis, 700 km a nord-nord ovest di Buenos Aires. La comunit\u00e0 pi\u00f9 vicina \u00e8 Charata, ed \u00e8 l\u00ec che Baer spedisce subito Tim Kennedy insieme a Gerard Williams, giornalista investigativo di ottima reputazione (BBC, Reuter, eccetera) che per dieci anni si \u00e8 occupato dei nazisti in Sud America. Insieme a Kennedy e Williams c\u2019\u00e8 anche il cacciatore di nazisti Steven Rambam: durante la sua carriera ne ha rintracciati 170 in giro per il mondo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"6\"><span id=\"arrivo-a-charata-2\">Arrivo a Charata<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>A Charata il gruppo trova un anziano testimone che dice loro come, a quei tempi, i nazisti fossero tenuti in alta considerazione da quelle parti. Un altro, tale Juan Alberto, li porta a vedere una vecchia scuola tedesca che sorgeva nel centro di Charata. L\u2019ultimo direttore della scuola fu Karl Buck, conosciuto dai servizi segreti americani come agente nazista. Tra l\u2019altro, Juan \u00e8 autore di un libro che parla proprio della poco pubblicizzata presenza dei tedeschi nella cittadina. Ed \u00e8 lo stesso Juan che rivela al gruppo di investigatori statunitensi come nel 1970 sia stata scoperta, in una zona rurale ad est di Charata, una cantina segreta contenente documenti, armi e bandiere del regime nazista.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"359\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/gli-americani.webp\" alt=\"Scena tratta dalla serie televisiva &quot;Hunting Hitler&quot;.\" class=\"wp-image-2943\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/gli-americani.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/gli-americani-300x168.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/gli-americani-380x213.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/gli-americani-600x337.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scena tratta dalla serie televisiva &#8220;Hunting Hitler&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Gli americani notano un\u2019altra cosa: la gente del posto ha ancora paura a dare informazioni sui tedeschi. Ed \u00e8 quello che succede anche quando arrivano alla fattoria dove venne scoperta la cantina, a oltre 15 chilometri dalla citt\u00e0. I proprietari mettono subito le mani avanti, spiegando che a scoprirla fu il precedente proprietario. Loro non sanno assolutamente nulla. Mostrano anche la cantina: si tratta di un locale sotterraneo, al quale si accede attraverso una scala ben costruita, dotato di sistema di areazione a due condotti. I muri sono piastrellati e il pavimento in cemento.<\/p>\n\n\n\n<p>A quel punto le indagini del gruppo si spostano su quella che era la tenuta di propriet\u00e0 di Karl Buck. Per accertare se sotto il terreno ci fosse un sotterraneo, gli americani si avvalgono dell\u2019opera di David Kelly, compagno d\u2019armi di Tim Kennedy in Irak. Con un georadar, e cio\u00e8 una macchina in grado di verificare la presenza di locali sottoterra, Kelly comincia a il suo lavoro ispettivo. E qualcosa salta fuori.<\/p>\n\n\n\n<p>Infatti, ad una profondit\u00e0 tra i 2,50 e i 3 metri, il georadar localizza una galleria sotterranea. Ma \u00e8 una propriet\u00e0 privata e non vengono concessi permessi per scavare nella zona.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"7\"><span id=\"una-casa-in-mezzo-alla-jungla-2\">Una casa in mezzo alla jungla<\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"497\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/moneta.webp\" alt=\"Moneta tedesca\" class=\"wp-image-2944\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/moneta.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/moneta-300x233.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/moneta-380x295.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/moneta-600x466.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Moneta tedesca<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Intanto, a Los Angeles, Bob Baer e il dottor Cencich scoprono che a Misiones, altro piccolo centro dell\u2019Argentina a 950 km da Buenos Aires, alcuni archeologi hanno trovato una palazzina residenziale di propriet\u00e0 tedesca nel bel mezzo della jungla. Nessuno sa perch\u00e9 sia stata costruita proprio l\u00ec e a che cosa servisse. Tim e il suo gruppo vengono inviati immediatamente sul posto, insieme a Philip Kiernan, esperto in archeologia tedesca. Dopo aver guidato per tutta la notte, Tim e Philip raggiungono il campo base degli archeologi e incontrano Daniel Shavelzon, direttore dello scavo. Non ci sono dubbi: Shavelzon spiega che la struttura trovata risale agli anni 40 e, con ogni probabilit\u00e0, serviva da rifugio ai nazisti in fuga. C\u2019erano due camere da letto, una cucina e un bagno. Il pavimento \u00e8 realizzato con piastrelle gialle e blu. Il direttore dello scavo mostra anche una scatola trovata all\u2019interno di un muro. Tra le altre cose, conteneva monete tedesche degli anni 40 e due fotografie: in una c\u2019era un ragazzo che indossava la divisa nazista, con la svastica sul braccio. L\u2019altra era un\u2019istantanea con&nbsp;Hitler&nbsp;e Mussolini in primo piano. Curiose le caratteristiche della costruzione: i muri erano tutti in pietra e lo stile di questa villa immersa nella jungla era chiaramente europeo. C\u2019era persino un\u2019ampia veranda che si affacciava sulla jungla.<\/p>\n\n\n\n<p>Come Philip Kiernan fa osservare, se la casa fosse stata costruita in mattoni, bisognava acquistarli e farseli mandare. Dunque, in citt\u00e0 l\u2019avrebbero saputo tutti. Se, invece, fai lavorare quattro o cinque persone nella jungla, senza che le autorit\u00e0 ne siano al corrente, nessuno sapr\u00e0 mai che cosa stai facendo.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"8\"><span id=\"il-bunker-di-hitler-2\">Il bunker di&nbsp;Hitler<\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"505\" height=\"653\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/capitano-della-SS-Heinz-Linge.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-2961\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/capitano-della-SS-Heinz-Linge.webp 505w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/capitano-della-SS-Heinz-Linge-232x300.webp 232w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/capitano-della-SS-Heinz-Linge-380x491.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/capitano-della-SS-Heinz-Linge-464x600.webp 464w\" sizes=\"auto, (max-width: 505px) 100vw, 505px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Capitano della SS Heinz Linge<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Tornando a Los Angeles, Baer e Cencich vogliono controllare che cosa sia rimasto del bunker di\u00a0Hitler\u00a0e se sia possibile trovare un qualunque riferimento a come sono andate realmente le cose in quel giorno del 1945. Allo scopo inviano a Berlino Lenny DePaul, un cacciatore di uomini tra i pi\u00f9 abili al mondo. DePaul era al comando di 380 investigatori a tempo pieno (US Marshall), incaricati dal Congresso degli Stati Uniti di ricercare i peggiori criminali in fuga. Per l\u2019occasione, DePaul ha interpellato Sasha Keil, co-fondatore di \u201cBerlino Sotterranea\u201d, un\u2019organizzazione che conserva un ampio archivio di documenti del Terzo Reich. Scartabellando tra le varie pagine, Keil trova le testimonianze del capitano della SS <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Heinz_Linge\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Heinz Linge<\/a>, cameriere personale di\u00a0Hitler, e dell\u2019autista personale di\u00a0Hitler, il soldato delle SS Erich Kempa.<\/p>\n\n\n\n<p>Ebbene, n\u00e9 Linge n\u00e9 Kempa dissero di aver visto personalmente i corpi senza vita di&nbsp;Hitler&nbsp;e di sua moglie.<\/p>\n\n\n\n<p>Affermarono, invece, che quei cadaveri appartenevano ad un uomo e a una donna avvolti nelle coperte e che a loro era stato detto che fossero appunto quelli del dittatore e di Eva Braun. Il fatto poi che le varie testimonianze fossero di fatto contraddittorie e in diverse occasioni anche opposte fra loro, fa considerare al team di Hunting&nbsp;Hitler&nbsp;che il caso della morte del dittatore sia davvero ancora aperto.<\/p>\n\n\n\n<p>Baer e Cencich giungono alla conclusione che una risposta alla scomparsa di&nbsp;Hitler&nbsp;pu\u00f2 trovarsi soltanto in Argentina, paese che ha dato ospitalit\u00e0 a diverse centinaia di nazisti in fuga. Qualcuno, come Adolf Eichmann, viveva allo scoperto con il nome di Riccardo Klement, lavorando come meccanico nella fabbrica Mercedes Benz di Buenos Aires.<\/p>\n\n\n<blockquote class=\"q-relative qu-color--gray\">\n<p class=\"q-text qu-display--block qu-wordBreak--break-word qu-textAlign--start\"><em>Fino a quando non venne catturato dagli israeliani.<\/em><\/p>\n<\/blockquote>\n<div class=\"q-absolute qu-borderRadius--pill QTextBlockQuote___StyledAbsolute-an1wlz-0 gYaYDc\">\u00a0<\/div>\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"9\"><span id=\"farmaci-per-lo-stomaco-2\">Farmaci per lo stomaco<\/span><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"670\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Argentina.webp\" alt=\"\" class=\"wp-image-2945\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Argentina.webp 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Argentina-270x300.webp 270w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Argentina-380x423.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Argentina-539x600.webp 539w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Intanto Tim Kennedy e Philip Kiernan, esperto di archeologia tedesca, esaminano la struttura trovata nel bel mezzo della jungla a Misiones. Il primo edificio \u00e8 una residenza molto lussuosa. Il secondo non si capisce bene. Forse era una specie di grande camera blindata, visto lo spessore dei muri. Ma non si riesce a comprendere a che cosa servisse.<\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 anche un terzo edificio, probabilmente un laboratorio, con tunnel sotterraneo che forse serviva a incanalare l\u2019acqua piovana. Tra le rovine, diverse bottiglie di farmaci, la maggior parte dei quali per problemi di stomaco. Dal momento che la peggiore preoccupazione di&nbsp;Hitler&nbsp;era costituita dai problemi allo stomaco, gli investigatori ipotizzano che quella struttura nascosta nella jungla sia stata fatta apposta per nascondere un personaggio importante come il dittatore tedesco. Non \u00e8 un\u2019idea balzana: come si vedr\u00e0 nel corso delle indagini, ben prima della fine della guerra i tedeschi avevano realizzato in varie parti del mondo strutture in grado di nascondere personaggi in fuga, in perfetta sicurezza. In altre parole, si erano gi\u00e0 preparati ad affrontare un\u2019eventuale sconfitta allestendo un corridoio di emergenza per il proprio leader. Da notare che, quando le strutture non servivano pi\u00f9, venivano subito demolite per non lasciare tracce.<\/p>\n\n\n\n<p>Parlando delle ultime ore di&nbsp;Hitler&nbsp;nel bunker, Cencich spiega che \u00e8 stato in Russia dove gli hanno mostrato un teschio dicendo che era quello di&nbsp;Hitler. Bast\u00f2 un piccolo esame per accertare che quel cranio era appartenuto ad una donna sulla trentina e mostrava i buchi di una pallottola.<\/p>\n\n\n\n<p>In teoria, quindi, avrebbe potuto appartenere ad Eva Braun, ma non risulta che la moglie di&nbsp;Hitler&nbsp;si fosse sparata.<\/p>\n\n\n\n<p>Cencich afferma che l\u2019ideale sarebbe poter confrontare il DNA del teschio con quello di un parente vivente della Braun. Per ottenerlo, Lenny DePaul e l\u2019investigatore privato tedesco Stephan Schlentrich, si recano presso l\u2019abitazione dell\u2019unica parente ancora in vita di Eva Braun, in un piccolo sobborgo della Germania sud-occidentale. Ma viene loro sbattuta la porta in faccia: la donna non vuole avere a che fare con quella storia.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"10\"><span id=\"la-fuga-dal-bunker-2\">La fuga dal bunker<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Chiusa l\u2019opportunit\u00e0 della parente di Eva Braun, Baer si domanda come abbia potuto fare\u00a0Hitler\u00a0a fuggire dal bunker, superando le linee russe. Tra l\u2019altro, nel 1999 il <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/F%C3%BChrerbunker\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Fuhrerbunker<\/a> \u00e8 stato riempito e interrato per costruire un parcheggio, per cui non esiste pi\u00f9. Christoph Neubauer, storico forense e artista del 3D, ha trascorso circa un decennio in cerca di prove per realizzare la ricostruzione storica in 3D del bunker di\u00a0Hitler. Riesce dunque a farne una copia abbastanza attendibile.<\/p>\n\n\n\n<p>Il problema, per\u00f2, \u00e8 un altro. Come avrebbe fatto&nbsp;Hitler&nbsp;a fuggire dal bunker, se la zona in cui si trovava era ormai sotto il controllo dei russi?<\/p>\n\n\n\n<p>Ne discutono Lenny DePaul e Sasha Keil, un esperto della Berlino di quegli anni. Le tre possibili vie di fuga erano via mare, treno o aereo. Escluse le prime due per ovvi motivi logistici, non restava che l\u2019ultima. Tanto pi\u00f9 che il 28 aprile del \u201945 (due giorni prima del presunto suicidio di&nbsp;Hitler) la pilota collaudatrice Hanna Reitsch, che apparteneva al giro di&nbsp;Hitler, port\u00f2 in volo fuori dalla Berlino assediata dai russi, il generale della Luftwaffe Robert Ritter von Greim.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"404\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rifugio.webp\" alt=\"F\u00fchrerbunker\" class=\"wp-image-2948\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rifugio.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rifugio-300x189.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rifugio-380x240.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/rifugio-600x379.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><em>F\u00fchrerbunker<\/em><\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Sarebbe stato dunque possibile che&nbsp;Hitler&nbsp;avesse pianificato la fuga, in modo che nessuno ne sapesse nulla? Basandosi sulle centinaia di ore di interrogatori ai membri della ristretta cerchia di&nbsp;Hitler&nbsp;da parte di Michael Musmanno, giudice del processo di Norimberga, Keil riesce a trovare alcune dichiarazioni illuminanti. Un tenente tedesco afferm\u00f2 che esisteva un piano per far fuggire il fuhrer gi\u00e0 due anni prima della fine della guerra. Inoltre, il 20 aprile del \u201945, giorno del suo compleanno,&nbsp;Hitler&nbsp;disse chiaramente che accettava di andare a Sud. Quello fu anche l\u2019ultimo giorno in cui gli abitanti del bunker videro&nbsp;Hitler&nbsp;vivo. Ma la testimonianza pi\u00f9 straordinaria fu quella dell\u2019ammiraglio nazista Karl von Puttkamer, il quale raccont\u00f2 che il 21 aprile otto o dieci aerei decollarono dagli aeroporti di Staaken e Tempelhof in direzione sud. L\u2019aereo dell\u2019ammiraglio decoll\u00f2 da Staken, tutti gli altri da Tempelhof. Dai registri di volo degli aerei che abbandonarono Berlino, risulta che, oltre ai piloti e ai militari, c\u2019erano almeno 16 passeggeri. Il primo aereo, inoltre, era stato caricato con gli effetti personali di&nbsp;Hitler. Che motivo c\u2019era di portar via quel materiale, se&nbsp;Hitler&nbsp;non fosse stato su quel volo?<\/p>\n\n\n\n<p>Un altro interrogativo era la posizione dell\u2019aeroporto di Tempelhof. Da un controllo, emerge che questo scalo si trovava all\u2019interno delle linee di difesa tedesche e i russi riuscirono ad occuparlo soltanto il 28 aprile del \u201945. Quattro giorni dopo i tedeschi si arresero.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma come avrebbe potuto&nbsp;Hitler&nbsp;raggiungere l\u2019aeroporto, se tutto intorno al bunker infuriava la battaglia? Studiando la Berlino sotterranea, gli investigatori americani hanno cos\u00ec scoperto che un tunnel della metropolitana collegava direttamente l\u2019area del bunker con l\u2019aeroporto di Tempelhof.<\/p>\n\n\n\n<p>Il cerchio si chiude: a quel punto ci sono le prove che il 21 aprile avvenne l\u2019esodo di alcuni grandi gerarchi nazisti che lasciarono Berlino via aereo. Tra di loro, poteva benissimo esserci anche&nbsp;Hitler, i cui effetti personali viaggiavano con lui.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"11\"><span id=\"u-boot-la-via-del-mare-2\">U-Boot, la via del mare<\/span><\/h4>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"339\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/U-Boot.webp\" alt=\"L'immagine mostra l'U-Boot tedesco U-25, uno dei due soli sottomarini oceanici di Tipo IA costruiti dalla Kriegsmarine tedesca. \" class=\"wp-image-2949\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/U-Boot.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/U-Boot-300x159.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/U-Boot-380x201.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/U-Boot-600x318.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;immagine mostra l&#8217;U-Boot tedesco U-25, uno dei due soli sottomarini oceanici di Tipo IA costruiti dalla Kriegsmarine tedesca.\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo un rapporto FBI dell\u2019epoca, sei alti ufficiali argentini avrebbero aiutato a nascondere Adolf\u00a0Hitler, giunto in Sud America con un sottomarino. Gli <a href=\"https:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/U-Boot_Tipo_I\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">U-Boot tedeschi<\/a> approdarono in Argentina, lungo la penisola di Valdes, sulla costa meridionale. Secondo le relazioni ufficiali, il 5 maggio del \u201945 a tutti i sottomarini tedeschi venne ordinato di entrare nel porto pi\u00f9 vicino per la resa. Quasi tutti i capitani ubbidirono, ma 46 U-Boot non si fecero vedere. Due di questi, emersero al largo delle coste argentine e si arresero tre mesi dopo.<\/p>\n\n\n\n<p>Bob Baer si domanda quale distanza possa percorrere uno di quei sottomarini, senza fare rifornimento. Il dottor Cencich risponde 14mila km, e la distanza tra l\u2019Europa e il Sud America \u00e8 di circa 12mila km. Per determinare se ci sono testimonianze circa la presenza di sottomarini tedeschi in Argentina, Baer invia Steven Ramban, cacciatore di nazisti, Tim Kennedy, delle forze speciali dell\u2019esercito USA, e Gerrard Williams, giornalista investigativo, nel presunto approdo argentino di&nbsp;Hitler. Dopo aver guidato per ore, alla fine la squadra raggiunge la punta della penisola di Valdes, esattamente nel punto preciso dell\u2019approdo, secondo i rapporti FBI. Tuttavia, i tre si rendono presto conto che quel posto, dotato di un faro nel bel mezzo del nulla, \u00e8 troppo scomodo da raggiungere e non sarebbe stato agevole per un uomo di 56 anni, come&nbsp;Hitler. Decidono, dunque, di cercare un approdo pi\u00f9 confortevole per un sottomarino.<\/p>\n\n\n\n<p>Analizzando i rapporti FBI, il gruppo scopre che la persona che faceva da punto di riferimento per i nazisti in fuga, era un certo Geraldo Lahusen, proprietario di un\u2019importante azienda (la German Lahusen, molto nota nel commercio della lana) con sede a San Antonio Oeste, poco distante dalla penisola di Valdes.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"614\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Penisola-di-Valdes.webp\" alt=\"Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file \u00e8 Penisola-di-Valdes.webp\nPenisola di VALDES\" class=\"wp-image-2950\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Penisola-di-Valdes.webp 640w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Penisola-di-Valdes-300x288.webp 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Penisola-di-Valdes-380x365.webp 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Penisola-di-Valdes-600x576.webp 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Penisola di VALDES<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Lahusen e i suoi dipendenti erano nazisti convinti e avevano giurato fedelt\u00e0 a&nbsp;Hitler.<\/p>\n\n\n\n<p>Poco per volta emerge il piano nazista in Sud America: creare una rete di aziende floride che, all\u2019occorrenza, avrebbero potuto finanziare e sostenere i nazisti in fuga. Per la cronaca, questo intreccio economico \u00e8 giunto sino a noi ed \u00e8 esteso in tutto il mondo.<\/p>\n\n\n\n<p>Intanto a Berlino Lenny De Paul e Sasha Keil scoprono che il bunker e l\u2019aeroporto sono collegati da un tunnel della metropolitana lungo 3,5 km. La galleria della linea U6, termina a 275 metri dall\u2019aeroporto, l\u2019unico tratto scoperto che avrebbe dovuto percorrere&nbsp;Hitler&nbsp;nella sua fuga. Ma ci sono alte probabilit\u00e0 che durante la guerra ci fosse una galleria che univa l\u2019uscita della metropolitana all\u2019entrata dell\u2019aeroporto. La cercano con il georadar e, alla fine, la trovano. Si tratta di un tunnel alto circa 3 metri e largo uno che portava dall\u2019uscita della metropolitana all\u2019interno dell\u2019aeroporto: i tedeschi, dunque, avevano preparato con cura la fuga dei propri capi. Niente, come ci si aspetta dai tedeschi, era stato lasciato al caso. A guerra conclusa, comunque, quella galleria venne murata.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"12\"><span id=\"venti-aerei-per-fuggire-da-berlino-2\">Venti aerei per fuggire da Berlino<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>La scena ritorna in Argentina, dove la squadra americana scopre che Lahusen era un ricco imprenditore che controllava anche il Banco Nation, la banca locale. I tre vengono in contatto con un testimone che parla loro della presenza di un sottomarino tedesco nel porto di San Antonio Oeste. Non solo. Tre mesi dopo la fine della guerra, la nave argentina Mendoza avvista un sottomarino tedesco che operava nel loro stesso mare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"421\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-8.png\" alt=\"L'immagine raffigura un aereo Focke-Wulf Fw 200 Condor, un bombardiere e aereo da ricognizione marittima tedesco della Seconda Guerra Mondiale.\" class=\"wp-image-2959\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-8.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-8-300x210.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-8-380x266.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-8-600x420.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">L&#8217;immagine raffigura un aereo\u00a0<strong>Focke-Wulf Fw 200 Condor<\/strong>, un bombardiere e aereo da ricognizione marittima tedesco della Seconda Guerra Mondiale.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Gli americani trovano anche un vecchio subacqueo, Tony Brochado, che per decenni ha lavorato nelle acque della zona. Brochado sostiene che la presenza di sottomarini tedeschi in quell\u2019area, dopo la guerra, \u00e8 assolutamente certa. E porta anche la testimonianza di una donna italiana, tale signora Paesani, che dalla sua cucina aveva visto un sommergibile in un posto detto Caleta de los Loros.<\/p>\n\n\n\n<p>A Los Angeles, nel centro comandi dal quale l\u2019intera operazione viene seguita, Baer riflette su quello che deve essere stato il piano di fuga dei gerarchi nazisti. Studiando le carte dell\u2019epoca, ha scoperto che i tedeschi per le ricognizioni a lungo raggio usavano i <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Kampfgeschwader_40\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Focke-Wulf Condor 200<\/a>, aerei dotati di serbatoi di carburante supplementari, in grado di percorrere fino a 3200 km con un pieno.\u00a0Hitler\u00a0ne aveva 20 a disposizione. Considerando la situazione geografica del \u201945, l\u2019unico Paese in cui i tedeschi potevano trovare aiuto in caso di fuga, era la Spagna di Francisco Franco.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"13\"><span id=\"i-nazisti-e-la-spagna-di-franco-2\">I nazisti e la Spagna di Franco<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Ed \u00e8 proprio in Spagna che l\u2019esercito americano si rec\u00f2 in cerca di&nbsp;Hitler, su segnalazione dell\u2019FBI. La squadra americana viene cos\u00ec a conoscenza che il dittatore spagnolo aveva una residenza fortificata in Galizia e vi si trasferisce. Cercano di visitarla, ma vengono cacciati in malo modo.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, nel vecchio cimitero di La Coruna, trovano una svastica su una lapide che indica l\u2019ultima dimora di un gruppo di soldati tedeschi. E\u2019 la prova che la Spagna di Franco mantenne contatti aperti con la Germania nazista fino all\u2019ultimo. Ma questo non \u00e8 il solo elemento di congiunzione tra la Spagna franchista e la Germania nazista. Nel 1944 l\u2019allora OSS, l\u2019Ufficio dei Servizi Strategici che dopo la guerra assumer\u00e0 il nome di CIA, lanci\u00f2 il progetto \u201cSafe Haven\u201d (Paradiso Sicuro) per rintracciare i movimenti di oro e beni nazisti nel mondo.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"452\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7.png\" alt=\"Porto turistico di Vigo, una citt\u00e0 portuale situata nella regione della Galizia, nel nord-ovest della Spagna\" class=\"wp-image-2958\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7-300x225.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7-200x150.png 200w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7-380x285.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7-600x450.png 600w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-7-400x300.png 400w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Porto turistico di Vigo, una citt\u00e0 portuale situata nella regione della Galizia, nel nord-ovest della Spagna<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Nel 2009 questi documenti vennero resi pubblici e si venne cos\u00ec a scoprire che l\u2019intera Spagna era una partner commerciale dei nazisti. In particolare la Galizia. A Vigo, 294mila abitanti, era attivissima l\u2019esportazione di tungsteno, una sostanza molto usata per le armi da guerra. Solo nel 1945 il commercio di tungsteno verso la Germania risult\u00f2 essere di 22,7 milioni di dollari, pari ad un valore attuale di 299 milioni di dollari. Questa montagna di soldi veniva gestita da una struttura tedesca in loco. Struttura, per inciso, che rest\u00f2 inalterata anche dopo la guerra. Dunque, i nazisti potevano contare su un punto d\u2019appoggio di non poco conto in terra spagnola. Baer invia Gerrard Williams e Lenny DePaul a Vigo, per studiare l\u2019ambiente. A loro si unisce lo storico Edoardo Rolland, esperto della presenza tedesca in Galizia. Quest\u2019ultimo fa delle rivelazioni fondamentali agli amici americani. Si viene cos\u00ec a sapere che nella baia di Vigo, sull\u2019Atlantico, c\u2019\u00e8 sempre stata un\u2019intensa attivit\u00e0 di sottomarini tedeschi durante e dopo la guerra. Dal momento che il tungsteno serve a rendere pi\u00f9 duro l\u2019acciaio, \u00e8 sicuro che quel sito spagnolo fosse di importanza strategica per i nazisti. Ma come mai gli U-Boot tedeschi continuavano a far scalo a Vigo a guerra conclusa, quando delle citt\u00e0 tedesche non restavano ormai che fumanti macerie? Rolland spiega che da qualche parte continuava ad esserci una centrale nazista operativa e che Vigo veniva utilizzata per far fuggire i criminali nazisti dall\u2019Europa. Probabile destinazione: la costa meridionale dell\u2019Argentina. Secondo fonti storiche, pare che i fuggitivi si travestissero da sacerdoti, con il consenso del Vaticano. Del resto, il coinvolgimento della Croce Rossa e della Chiesa cattolica nella fuga dei nazisti venne ampiamente provato nel dopoguerra.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"14\"><span id=\"hitler-visto-nel-monastero-2\">Hitler\u00a0visto nel monastero<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Indagando sul posto, gli americani incontrano lo storico galiziano Xavier Quiroga, il quale ha scritto un libro sul monastero di Samos, un\u2019imponente struttura religiosa risalente al settimo secolo, a circa 200 km da Vigo. Dal monastero dipendono oltre duecento chiese della zona.<\/p>\n\n\n\n<p>Quiroga racconta che nel 1945 il monastero era guidato dall\u2019abate Mauro, molto vicino al dittatore Franco. In quell\u2019anno cominciarono ad arrivare diversi nazisti, travestiti da monaci. Il monastero li ospitava e forniva loro documenti falsi e nuove identit\u00e0, in attesa che si imbarcassero sui sottomarini che li avrebbero portati in Argentina.<\/p>\n\n\n\n<p>Misteriosamente, la biblioteca e l\u2019ala del monastero dove venivano ospitati i nazisti, nel 1950 vennero distrutte da un incendio.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"246\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-6.png\" alt=\"Monastero di San Xuli\u00e1n de Samos\" class=\"wp-image-2957\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-6.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-6-300x123.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-6-380x155.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-6-600x245.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monastero di San Xuli\u00e1n de Samos<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Un vecchio della zona afferma che il primo maggio del 1945 vide con i suoi occhi&nbsp;Hitler&nbsp;in persona al monastero. Era il giorno dopo la presunta morte del dittatore tedesco. Questo testimone afferma che nel 1945 aveva 15 anni e lavorava insieme ad altri operai alla costruzione di tunnel segreti all\u2019interno del monastero. Queste opere erano state ordinate dai tedeschi. Fu durante quei lavori, che un giorno vide distintamente&nbsp;Hitler. Del resto, la presenza del Fuhrer era nota ai residenti della zona. Secondo il racconto del vecchio spagnolo,&nbsp;Hitler&nbsp;era atterrato con un aereo, insieme ad altre quattro persone, in una pista nei pressi della cittadina di C\u00f2rneas. Da qui, poi, lo avrebbero portato al monastero. Il vecchio insiste sul fatto che anche altre persone avrebbero visto il dittatore tedesco, quando era sceso dall\u2019aereo.<\/p>\n\n\n\n<p>Gerrard e DePaul si recano quindi a C\u00f2rneas, in cerca di nuovi testimoni. E un altro salta fuori. All\u2019epoca aveva 18 anni e spiega che stava pescando nel fiume, quando vide un aereo abbassarsi sopra la sua testa. Atterr\u00f2 in un campo di patate l\u00ec vicino e ne uscirono il pilota con quattro o cinque soldati tedeschi. Il giornalista spagnolo Serafin Terrajorres conferma che sul posto c\u2019era una caserma che ospitava soldati tedeschi. Sul tetto di questa caserma si trovava un\u2019antenna radio di 120 metri, costruita dalla Telefunken, all\u2019epoca una delle industrie di comunicazione pi\u00f9 importanti della Germania. In seguito ne costruirono altre due, che svolgevano la funzione di radiogoniometro per gli aerei in avvicinamento. In pratica, una specie di radio faro che permetteva l\u2019atterraggio nella zona. Gli americani verificano anche la grandezza del campo di atterraggio: era lungo 2.454 metri e largo 430 metri. Ad un Condor tedesco ne bastavano 1.800 per atterrare.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"15\"><span id=\"rifornimento-alle-canarie-2\">Rifornimento alle Canarie<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Si presenta un altro problema. La distanza tra la costa spagnola e quella argentina, come abbiamo visto, \u00e8 di circa 12mila km. Si tratta di un viaggio molto lungo, estenuante.<\/p>\n\n\n\n<p>Particolarmente gravoso, poi, per un uomo come&nbsp;Hitler&nbsp;che soffriva di asma e ulcera. Baer si domanda, dunque, dove un sottomarino possa fare tappa prima di intraprendere la pista atlantica. La risposta \u00e8 una sola: le isole Canarie, a quel tempo territorio neutrale in quanto parte della Spagna.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo 1500 km dalla partenza, sono l\u2019unico posto dove un U-Boot si poteva fermare per fare rifornimento. La squadra americana, dunque, si sposta a Las Palmas, capitale della Gran Canaria.<\/p>\n\n\n\n<p>La prima persona che incontrano \u00e8 Francisco Kampof, discendente di una delle pi\u00f9 grandi compagnie navali degli anni Quaranta: la Warman House. Era stata fondata da suo nonno, un ingegnere. Kampof spiega che durante la guerra gli U-Boot tedeschi facevano regolarmente scalo a Las Palmas, dove facevano rifornimento, riparavano eventuali guasti e caricavano siluri.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"392\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-5.png\" alt=\"Villa Inverno - Las Palmas - Isole canarie\" class=\"wp-image-2956\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-5.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-5-300x195.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-5-380x247.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-5-600x391.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Villa Inverno &#8211; Las Palmas &#8211; Isole canarie<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A Las Palmas, infatti, si trovava una forte concentrazione di tecnici tedeschi, in stretto contatto con la Germania. Le comunicazioni radio venivano eseguite con quattro macchine Enigma, cio\u00e8 con uno strumento che criptava qualunque messaggio inviato via etere. Solo verso la fine della guerra un gruppo di matematici inglesi riusc\u00ec a scoprire, e a decriptare, il metodo di trasmissione.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli armamenti dei sottomarini venivano eseguiti in tunnel sotterranei, prossimi al mare. Javier Duran, un giornalista del posto, rivela che nella zona ci sono circa 7000 metri quadrati di gallerie, con ventilazione naturale e meccanica. I tedeschi, insomma, avevano costruito una vera e propria base militare segreta che costituiva uno strategico punto d\u2019appoggio nel bel mezzo dell\u2019Atlantico.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuando ad indagare, gli americani scoprono che il primo tedesco ad arrivare alle Canarie fu l\u2019ingegnere Gustav Winter che nel 1930 si trasfer\u00ec alle Canarie, <a href=\"https:\/\/de.wikipedia.org\/wiki\/Villa_Winter\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">dove costru\u00ec una villa<\/a> che divenne zona militarizzata sotto il regime di Franco. E da allora che i tedeschi cominciarono a costruire la loro base alle Canarie. Gli americani si recano sul posto dove sorge la villa: si parla di 17 ettari di terreno privato e vulcanico, in prossimit\u00e0 del mare, completamente sgombro di vegetazione, nel mezzo del quale sorge la villa. Da l\u00ec gli occupanti potevano controllare tutta l\u2019area intorno. Senza ombra di dubbio, quella costruzione in mezzo al nulla \u00e8 una fortezza, un nascondiglio ideale. Gli americani riescono ad ottenere il permesso di visitarla dagli attuali proprietari, una societ\u00e0 di sviluppo immobiliare che vuole trasformare la villa in un resort turistico. Oltre a diverse stanze in grado di ospitare pi\u00f9 di dieci persone, gli americani trovano anche una specie di struttura medica, completamente piastrellata.<\/p>\n\n\n\n<p>In altre parole, una specie di clinica dove si potevano effettuare operazioni chirurgiche e avere assistenza. Il posto ideale dove nascondersi, in caso di bisogno. Soprattutto per un fuggitivo del livello di Adolf&nbsp;Hitler.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"16\"><span id=\"destinazione-san-carlos-de-bariloche-2\">Destinazione: San Carlos de Bariloche<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Secondo i documenti dell\u2019FBI, vi sono due ipotesi praticabili per trovare quella che fu la destinazione finale di Adolf\u00a0Hitler. La prima dice che il dittatore tedesco e i suoi collaboratori si fossero diretti verso le Ande meridionali, dove poi si sarebbero nascosti in un ranch. La seconda, invece, afferma che\u00a0Hitler\u00a0viaggiasse verso la vasta tenuta di un tedesco in Patagonia. Comunque sia, la strada da percorrere passa per <a href=\"https:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Bariloche\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">San Carlos de Bariloche<\/a>, la Berlino argentina. Bariloche \u00e8 nota da anni per essere l\u2019epicentro della fuga dei criminali tedeschi in Argentina. Qui, Reinhard Koops, ufficiale dell\u2019intelligence nazista, ricercato per crimini contro l\u2019umanit\u00e0, \u00e8 morto all\u2019et\u00e0 di 86 anni. Sempre qui, Erich Priebke, capitano delle SS, responsabile del massacro di 325 italiani alle Fosse Ardeatine, ha vissuto liberamente, facendo l\u2019insegnante, fino alla sua cattura nel 1995.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"297\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-4.png\" alt=\"San Carlos de Bariloche (Argentina)\" class=\"wp-image-2955\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-4.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-4-300x148.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-4-380x187.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-4-600x296.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\"><strong>San Carlos de Bariloche<\/strong> (Argentina)<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A Bariloche, per essere chiari, gli stranieri non sono graditi e nessuno vuole avere a che fare con chi d\u00e0 la caccia ai criminali nazisti. Tanto per dare un\u2019idea pi\u00f9 precisa di che cos\u2019\u00e8 questo posto, occorre sapere che Bariloche \u00e8 un remoto paese al confine con il Cile, isolato, inaccessibile e protetto dal resto del mondo. Una volta era la roccaforte dei nazisti in fuga, che qui hanno ricostruito un angolo di Germania. L\u2019architettura \u00e8 in stile bavarese e non mancano i negozi che vendono cioccolato e altri generi tipicamente germanici. Per farsi aiutare nel difficile compito di raccogliere informazioni, la squadra americana ha assunto J.P. Cervantes, berretto verde con una lunga carriera militare alle spalle. Cervantes si era addestrato proprio a Bariloche con i militari argentini, i quali gli avevano detto che negli anni Quaranta la loro missione era proprio proteggere gli ufficiali delle SS rifugiati in loco. Del resto, nessuno a Bariloche parlerebbe mai con uno straniero. Indagando a livello istituzionale, gli americani scoprono che la linea ferroviaria che raggiunge Bariloche venne costruita dai tedeschi gi\u00e0 nel 1934, undici anni prima della fuga di&nbsp;Hitler. I treni giungono da San Antonio Oeste, altra base nazista in Argentina, a 640 km di distanza. Il maggior utilizzatore della linea ferroviaria era il tedesco Geraldo Lahusen, che trasportava animali e persone fino a Bariloche. Insomma, un dominio tedesco in terra argentina costruito con largo anticipo, rispetto alla guerra, per poter permettere una comoda via di fuga, con protezione politica e finanziaria, qualora le cose si fossero messe male.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"17\"><span id=\"casa-inalco-la-villa-sul-lago-2\">Casa Inalco, la villa sul lago<\/span><\/h4>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"340\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-3.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-2954\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-3.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-3-300x169.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-3-380x215.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-3-600x339.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Scena di Bush Pilot &#8211; Hard to Kill (Season 1, Episode 3) &#8211; Apple TV<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Secondo i documenti FBI,&nbsp;Hitler&nbsp;avrebbe vissuto per un certo periodo di tempo in una villa protetta nei pressi di Bariloche, la Casa Inalco. Il nascondiglio era perfetto. Si tratta, infatti, di una residenza a diversi chilometri dalla citt\u00e0, circondata da 180 ettari di fitta foresta e accessibile solo dal lago, nei pressi del quale si trova. Due isolette ne nascondono la vista. Nessuna strada raggiunge la villa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tutto quello che si sa \u00e8 che tutto quel terreno venne acquistato nel 1940 da Jorge Antonio, capo della Mercedes Benz in Argentina, uno dei primi nazisti ad essersi trasferito qui. La residenza venne completata nel 1945 e poi non se ne sent\u00ec pi\u00f9 parlare. Il problema \u00e8 che la villa ancora oggi \u00e8 propriet\u00e0 privata e che gli attuali proprietari, dei quali non si sa assolutamente nulla, non rilasciano permessi di alcun tipo. L\u2019area, insomma, \u00e8 off limits, per cui l\u2019unico sistema per vedere la villa \u00e8 avvicinarsi di nascosto. Tim Kennedy si dice pronto a farlo, per cui gli americani decidono di raggiungere la locazione. Dopo alcune ore di viaggio in motoscafo, la squadra arriva nei pressi della piccola insenatura dove sorge la villa. Subito notano una torre di guardia che protegge l\u2019area in entrata e in uscita. Se una mitragliatrice fosse piazzata l\u00ec, impedirebbe l\u2019accesso di qualunque natante. L\u2019imponente struttura di Casa Inalco sorge a una decina di metri dalla spiaggia, circondata da una fittissima vegetazione alle sue spalle. Tim Kennedy conta tre comignoli, due porte d\u2019ingresso, quindici o diciassette finestre. Kennedy ferma il motoscafo dietro una delle due isolette di fronte alla villa, affinch\u00e9 non si possa notare dalla villa, e scende in acqua.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"300\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-2.png\" alt=\"Villa La Angostura, conosciuta anche come la &quot;Mansi\u00f3n Inalco&quot;, situata sulle rive del lago Nahuel Huapi in Argentina.\" class=\"wp-image-2953\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-2.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-2-300x150.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-2-380x189.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-2-600x299.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Villa La Angostura, conosciuta anche come la &#8220;Mansi\u00f3n Inalco&#8221;, situata sulle rive del lago Nahuel Huapi in Argentina.<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>A nuoto arriva fino alla villa. La prima cosa che vede, toccata terra, \u00e8 una rampa da idrovolanti che dal lago arriva fino all\u2019ingresso della villa. E\u2019 chiaro che sia proprio quello il mezzo di trasporto pi\u00f9 usato dai proprietari della villa.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio, comunque, non \u00e8 disabitato. Mentre Kennedy ispeziona la zona, nota una persona che esce dalla villa e si dirige verso la spiaggia. L\u2019americano si nasconde e aspetta fino a quando il custode non rientra in casa. Poi, torna a nuoto verso il motoscafo.<\/p>\n\n\n\n<p>Bob Baer, a Los Angeles, decide che sia il caso di sapere qualcosa di pi\u00f9 su quella villa che si configura come un perfetto nascondiglio per un fuggitivo come&nbsp;Hitler. Questa volta Tim Kennedy sar\u00e0 affiancato da J.P. Cervantes e si faranno precedere da un drone, che controller\u00e0 la situazione dall\u2019alto. Questa volta scoprono che, dietro la villa, c\u2019\u00e8 il sistema di areazione di un tunnel sotterraneo. Controllano con una microtelecamera in fibra ottica, dotata di un tubo di trenta metri. Ma si accorgono che sottoterra ci sono solo macerie. Il tunnel \u00e8 stato fatto saltare.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"18\"><span id=\"la-testimone-che-vide-hitler-2\">La testimone che vide\u00a0Hitler<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Proseguendo nelle loro indagini, gli americani apprendono dai documenti FBI che&nbsp;Hitler&nbsp;sarebbe stato ospite anche dell\u2019albergo Eden di La Falda, poco fuori Cordoba, a met\u00e0 tra Bariloche e Misiones. Vi si recano. Scoprono cos\u00ec che questo hotel, il pi\u00f9 lussuoso della zona, era di propriet\u00e0 di Ida e Walter Eichhorn, due nazisti della prima ora che si erano trasferiti in Argentina gi\u00e0 nel 1912. Nelle lettere,&nbsp;Hitler&nbsp;li chiamava \u201cmiei cari amici\u201d. A questo punto pare evidente che almeno una decina d\u2019anni prima della fine della guerra, la Germania aveva costruito in Sud America un tessuto economico-finanziario in grado di nascondere e sostenere finanziariamente i propri capi, qualora la situazione fosse precipitata da un punto di vista militare.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"442\" height=\"389\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-1.png\" alt=\"Catalina Gamero\" class=\"wp-image-2952\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-1.png 442w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-1-300x264.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-1-380x334.png 380w\" sizes=\"auto, (max-width: 442px) 100vw, 442px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Catalina Gamero<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Quando gli americani giungono sul posto, l\u2019Albergo Eden \u00e8 ormai in disuso da anni. Ariel Mansoni, uno storico locale, spiega che la struttura a suo tempo era l\u2019hotel pi\u00f9 lussuoso dell\u2019Argentina e aveva ospitato numerosit\u00e0 celebrit\u00e0, come Albert Einstein. Negli anni Trenta era il punto d\u2019incontro dei nazisti della regione di Cordoba.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019aiuto di Mansoni diventa determinante per scoprire un\u2019altra testimone che sostiene di aver visto\u00a0Hitler\u00a0in persona proprio in quel posto. Secondo questa testimonianza,\u00a0Hitler\u00a0non stava nell\u2019albergo, bens\u00ec nella casa degli Echhorn, a circa 150 metri dall\u2019hotel. La persona di cui si parla \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=nq7mfMn-zQs\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Catalina Gamero<\/a>, la quale dice che tutti i giorni andava a portare la colazione a\u00a0Hitler\u00a0presso la residenza degli Echhorn. Secondo il racconto di questa signora, ormai molto anziana e malata,\u00a0Hitler\u00a0stette per 9 o 10 giorni a La Falda, in casa dei coniugi Echhorn. Subito dopo, il dittatore si sarebbe spostato nel castello Mandl, anche questo di propriet\u00e0 tedesca. Fritz Mandl, amico di Ida e Walter Echhorn, era conosciuto dall\u2019FBI come il re delle munizioni austriaco. Secondo gli agenti FBI, aveva convertito la sua fabbrica di biciclette in Argentina in una fabbrica di munizioni. Un altro documento FBI, la cui fonte era un agente segreto francese, rivela che il 7 novembre 1944 vi fu una riunione con i maggiori industriali tedeschi, i quali vennero informati che la guerra non poteva essere vinta, pertanto gli imprenditori dovevano prepararsi a finanziare il partito nazista che sarebbe stato costretto alla clandestinit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"19\"><span id=\"hitler-presente-a-un-balletto-in-brasile-2\">Hitler\u00a0presente a un balletto in Brasile<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Lo stesso agente segreto di prima, avverte l\u2019FBI che nel febbraio del 1947 a Cassino, citt\u00e0 del Brasile a circa 800 km da Misiones, durante uno spettacolo che si svolgeva al Grand Hotel di Cassino, aveva riconosciuto senza ombra di dubbio Adolf&nbsp;Hitler&nbsp;tra il pubblico presente. L\u2019agente riferisce, inoltre, che vicino all\u2019albergo si trovava una stazione radio dotata di una lunga antenna che, invece di essere in verticale, era stata collocata orizzontale, forse per non essere notata dall\u2019alto. Per verificare l\u2019informazione, Baer manda la sua squadra in Brasile.<\/p>\n\n\n\n<p>A Cassino gli americani incontrano Alessandra Farhina, direttrice ed esperta della storia dell\u2019albergo della zona, l\u2019Hotel Atlantico. La donna conferma che quello \u00e8 lo storico, e unico, albergo della zona. Ed \u00e8 lo stesso molto frequentato dai tedeschi nel dopo guerra. Scartabellando negli archivi della Gazzetta, un giornale locale, il giornalista Gerrard Williams scopre che il 5, 6 e 7 febbraio del 1947 al Grand Hotel Atlantico di Cassino si svolse uno spettacolo di danza classica, prima ballerina Liza Cova. La notizia dell\u2019agente francese pare dunque confermata.<\/p>\n\n\n\n<p>Un\u2019altra conferma arriva dalla dottoressa Tais Capello, una storica che da anni studia la presenza dei nazisti in Brasile. Alla Capello risulta che a Cassino risiedeva un tedesco di nome Sanders che aveva lavorato all\u2019installazione di un stazione radio locale. Oggi quell\u2019edificio non esiste pi\u00f9.<\/p>\n\n\n\n<h4 class=\"wp-block-heading\" id=\"20\"><span id=\"lultima-segnalazione-hitler-a-bogota-2\">L\u2019ultima segnalazione:\u00a0Hitler\u00a0a Bogot\u00e0<\/span><\/h4>\n\n\n\n<p>Ma c\u2019\u00e8 un altro rapporto dell\u2019FBI che suscita l\u2019interesse della squadra americana. Il documento, datato 22 maggio 1948, colloca&nbsp;Hitler&nbsp;a Bogot\u00e0, in Colombia. Secondo questa nota informativa,&nbsp;Hitler&nbsp;sarebbe giunto in aereo a Bogot\u00e0 insieme a due medici tedeschi e a due piloti. Secondo l\u2019agente dell\u2019FBI, il gruppo portava i piani segreti per la bomba B3 Skyrocket e l\u2019intera documentazione sulle armi nucleari tedesche. Una volta atterrati, il pilota avrebbe bruciato l\u2019aereo e sommerso i resti nella vicina palude.<\/p>\n\n\n\n<p>Queste informazioni corrispondono a quelle storiche in nostro possesso. Risulta, infatti, che gi\u00e0 nell\u2019aprile del \u201939 la Germania aveva lanciato l\u2019Uranprojekt, per sviluppare armi nucleari tedesche in segreto.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"602\" height=\"339\" src=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.png\" alt=\"Edificio del Banco de la Rep\u00fablica in Colombia. \" class=\"wp-image-2951\" srcset=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image.png 602w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-300x169.png 300w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-380x214.png 380w, https:\/\/senzatempo.org\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/image-600x338.png 600w\" sizes=\"auto, (max-width: 602px) 100vw, 602px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Edificio del Banco de la Rep\u00fablica in Colombia.\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n<p>Il missile B3 aveva una gittata di 3mila km, per cui dalla Colombia sarebbe stato in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Quello del \u201948 era l\u2019ultimo rapporto FBI disponibile. La squadra americana si \u00e8 recata anche in Colombia per vedere se riusciva a trovare i resti dell\u2019aereo, ma non ci \u00e8 riuscita. A questo punto non \u00e8 stata pi\u00f9 in grado di andare avanti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Cosa resta, dunque, di questa grande e complessa indagine internazionale?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Considerando tutti gli elementi trovati, risulta che la Germania ha preparato con circa dieci anni di anticipo sulla Seconda Guerra Mondiale una base in America Latina per favorire un\u2019eventuale fuga dei propri capi nazisti. Gli aerei che hanno lasciato la Germania sono giunti in Galizia, nella Spagna franchista; da qui i fuggitivi si imbarcavano con nuovi documenti e identit\u00e0 sugli U-Boot tedeschi; la prima tappa era Las Palmas, alle Canarie, dove i sottomarini facevano rifornimento; successivamente ripartivano verso la costa meridionale dell\u2019Argentina; qui trovavano una rete logistico-finanziaria in grado di smistarli in vari centri protetti. Dalle prove ottenute dall\u2019FBI, e verificate dalla squadra di Bob Baer, risulta che effettivamente&nbsp;Hitler&nbsp;sia fuggito dal bunker e si sia rifugiato da qualche parte in America Latina. Ovviamente, sarebbe molto meglio se questa parte della storia sconosciuta fosse indagata e studiata dagli storici di professione, invece che dai giornalisti. Altrimenti, come spesso succede, la realt\u00e0 finisce per diventare una specie di leggenda metropolitana sulla quale ognuno dice la sua. A meno che, e questo \u00e8 pi\u00f9 probabile, non ci sia l\u2019interesse di qualcuno per lasciare tutto cos\u00ec com\u2019\u00e8.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Fonte:&nbsp;<\/strong><a href=\"https:\/\/www.rinodistefano.com\/it\/articoli\/hunting-hitler.php\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">RINODISTEFANO.COM<\/a><strong><br><\/strong>Data: 27 Gennaio 2020<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-luminous-vivid-amber-color has-alpha-channel-opacity has-luminous-vivid-amber-background-color has-background\"\/>\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio lyte-align aligncenter\"><div class=\"lyte-wrapper fourthree\" title=\"Hunting Hitler: Bonus -Nada Bakos on Terrorist Targeting (Season 3) | History\" style=\"width:480px;max-width:100%;margin:5px auto;\"><div class=\"lyMe hidef\" id=\"WYL_CDhZ1sazLB8\" itemprop=\"video\" itemscope itemtype=\"https:\/\/schema.org\/VideoObject\"><div><meta itemprop=\"thumbnailUrl\" content=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/CDhZ1sazLB8\/maxresdefault.jpg\" \/><meta itemprop=\"embedURL\" content=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/CDhZ1sazLB8\" \/><meta itemprop=\"duration\" content=\"PT2M41S\" \/><meta itemprop=\"uploadDate\" content=\"2018-01-10T15:00:00Z\" \/><\/div><div id=\"lyte_CDhZ1sazLB8\" data-src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/CDhZ1sazLB8\/maxresdefault.jpg\" class=\"pL\"><div class=\"tC\"><div class=\"tT\" itemprop=\"name\">Hunting Hitler: Bonus -Nada Bakos on Terrorist Targeting (Season 3) | History<\/div><\/div><div class=\"play\"><\/div><div class=\"ctrl\"><div class=\"Lctrl\"><\/div><div class=\"Rctrl\"><\/div><\/div><\/div><noscript><a href=\"https:\/\/youtu.be\/CDhZ1sazLB8\" rel=\"nofollow\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.ytimg.com\/vi\/CDhZ1sazLB8\/0.jpg\" alt=\"Hunting Hitler: Bonus -Nada Bakos on Terrorist Targeting (Season 3) | History\" width=\"480\" height=\"340\" \/><br \/>Guarda questo video su YouTube<\/a><\/noscript><meta itemprop=\"description\" content=\"Terrorist targeting officer and analyst Nada Bakos disscusses her role in the CIA in this exclusive from Season 3. #HISTORY #HuntingHitler Find out more about the series on our site: http:\/\/www.history.com\/shows\/hunting-hitler?cmpid=Social_YouTube_HuntingHitler Stream full episodes and more clips here: http:\/\/www.history.com\/shows\/hunting-hitler\/videos?cmpid=Social_YouTube_HuntingHitlerVid Newsletter: https:\/\/www.history.com\/newsletter Website - http:\/\/www.history.com Facebook - https:\/\/www.facebook.com\/History Twitter - https:\/\/twitter.com\/history Hunting Hitler Season 3 Episode 1 In &quot;Hunting Hitler,&quot; an FBI cold case that has laid dormant for 70 years leads a group of world-renown investigators on the ultimate manhunt to finally answer the question: Did Adolf Hitler survive World War II? Don&#039;t miss a video! Subscribe NOW: https:\/\/www.youtube.com\/@HISTORY?sub_confirmation=1 ABOUT THE HISTORY CHANNEL: The HISTORY\u00ae Channel, a division of A+E Global Media, is the premier destination for historical storytelling. From best-in-class documentary events, to a signature slate of industry leading nonfiction series and premium fact-based scripted programming, The HISTORY\u00ae Channel serves as the most trustworthy source of informational entertainment in media. 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Per un certo periodo si era perfino diffusa la voce che\u00a0Hitler\u00a0fosse morto in Namibia dove tutt&#8217;ora c&#8217;\u00e8 una piccola comunit\u00e0 che parla tedesco.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi \u00e8 quasi ridicolo che le varie agenzie USA forniscono a distanza di anni una dall&#8217;altra, informazioni sul medesimo episodio della storia come se lo avessero fatto sempre per primi, mentre forse si tratta di cartucce di propaganda dell&#8217;amministrazione USA in corso.<\/p>\n\n\n\n<p>Comunque \u00e8 noto che <a href=\"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/2024\/08\/10\/2789\/gli-usa-hanno-finanziato-il-nazismo-nella-seconda-guerra-mondiale-come-oggi-con-lucraina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">1000 (1200 secondo alcuni siti) banche USA avevano finanziato il regime nazista<\/a>, perci\u00f2 \u00e8 presumibile che gli americani abbiano prelevato\u00a0Hitler\u00a0prima che i russi potessero catturarlo, interrogarlo, apprendendo che gli USA appoggiavano effettivamente la conquista dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, se vogliamo essere onesti, tra i vincitori della seconda guerra mondiale sarebbe necessario depennare un nome, quello degli USA, quindi, perch\u00e9 cazzo abbiamo 120 basi USA\/NATO in casa? Adesso lo capite che il nostro vassallaggio \u00e8 finalizzato fin dal 1945 ad esercitare sull&#8217;allora Unione Sovietica una tensione a freddo a causa delle minacce nucleari incombenti piazzate nell&#8217;est dell&#8217;Europa? Infatti si chiamava &#8220;guerra fredda&#8221; per questa ragione. Il bello (per modo di dire) \u00e8 che quest&#8217;idea girovaga per l&#8217;Europa intera da 80 anni con alti e bassi secondo la convenienza di questo o quel gruppo politico e ancor pi\u00f9 oggi per interessi privati di fronte ai quali la nostra classe politica dirigente si sente sottomessa (o ricattata\u2026).<\/p>\n\n\n\n<p>Perci\u00f2 senza la guerra fredda o anche se ci sarebbe stata, l&#8217;Italia non sarebbe stata soggetta a trattati vessatori o alla presenza di forze militari straniere. Probabilmente avremmo avuto solo una debole presenza militare USA e per un breve periodo.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-luminous-vivid-amber-color has-alpha-channel-opacity has-luminous-vivid-amber-background-color has-background\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-comments\">\n\n\n\n\n\n\t<div id=\"respond\" class=\"comment-respond wp-block-post-comments-form\">\n\t\t<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\"><span id=\"lascia-un-commento-annulla-risposta\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2937#respond\" style=\"display:none;\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/span><\/h3><p class=\"must-log-in\">Devi essere <a href=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-login.php?redirect_to=https%3A%2F%2Fsenzatempo.org%2Findex.php%2F2025%2F03%2F23%2F2937%2Flfbi-riscrive-la-morte-di-hitler-non-mori-nel-bunker-ma-fuggi-con-eva-braun-in-argentina%2F\">connesso<\/a> per inviare un commento.<\/p>\t<\/div><!-- #respond -->\n\t<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"A quasi 70 anni ricostruita, grazie a documenti desecretati, la fuga di Hitler che non si suicid\u00f2 nel bunker di Berlino, ma si rifugi\u00f2 in Argentina.\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2939,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[1870,1871,1873,1874,1876,1823,1878,148,1877,1872,1875,99],"class_list":{"0":"post-2937","1":"post","2":"type-post","3":"status-publish","4":"format-standard","5":"has-post-thumbnail","7":"category-europa","8":"tag-adolf-hitler","9":"tag-argentina","10":"tag-canarie","11":"tag-colombia","12":"tag-edgar-hoover","13":"tag-fbi","14":"tag-fuhrerbunker","15":"tag-germania","16":"tag-robert-baer","17":"tag-spagna","18":"tag-u-bot","19":"tag-usa"},"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2937","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2937"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2937\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2970,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2937\/revisions\/2970"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/2939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2937"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2937"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2937"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}