{"id":5230,"date":"2007-07-15T12:59:00","date_gmt":"2007-07-15T10:59:00","guid":{"rendered":"https:\/\/senzatempo.org\/?p=5230"},"modified":"2026-08-13T13:13:13","modified_gmt":"2026-08-13T11:13:13","slug":"locchio-vuole-la-sua-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/2007\/07\/15\/5230\/locchio-vuole-la-sua-parte\/","title":{"rendered":"L\u2019occhio vuole la sua parte"},"content":{"rendered":"<div class=\"wp-block-post-time-to-read\">2\u20133 minuti<\/div>\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Entrate in un ristorante, e a parte i saluti, la prima impressione si ha dall\u2019aspetto pi\u00f9 o meno gradevole del locale, \u00e8 quell\u2019occhiata di controllo che si d\u00e0 mentre si guarda se c\u2019\u00e8 un posto libero che ti piace.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Nella ristorazione i locali possono avere differenze estreme nell\u2019aspetto, dalla mensa aziendale o scolastica ad un arredo complesso e articolato con richiami storici e culturali alle radici della propria terra, che non \u00e8 esattamente quello che ci si aspetta entrando in un Mc Donald\u2019s, anzi, controlli che ci sia un minimo di decoro e pulizia, solitamente nei posti molto affollati potrebbe essere difficile mantenere un buon livello (per non parlare dei servizi) e molte persone si allontanano e poi di riflesso non entrano pi\u00f9 in un Mc Donald\u2019s.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">\u00c8 vero che i Mc Donald\u2019s da sempre rappresentano l\u2019estrema razionalizzazione e risparmio nel campo dei fast-food, infatti, il cibo \u00e8 preparato con un metodo che nell\u2019industria manifatturiera si chiama \u201cjust in time\u201d, sorpassando in questo modo ogni self-service nell\u2019ottimizzazione degli sprechi, poi c\u2019\u00e8 la sala e l\u00ec il percorso per il cliente \u00e8 un po\u2019 pi\u00f9 duro perch\u00e9 l\u2019ottimizzazione \u00e8 ottenuta con maggiori posti a sedere grazie ad una dimensione media della larghezza dei tavolini di poco maggiore a quella del vassoio. Si sceglie il posto a sedere in base allo spazio disponibile e non ai gusti personali e se il locale \u00e8 affollato si sta gomito a gomito.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Insomma un Mc Donald\u2019s descritto in questo modo sembrerebbe una soluzione d\u2019emergenza per viaggiatori con i minuti contati, altrimenti non vi andresti mai, ebbene da un annetto il Mc Donald\u2019s dei Portali di Modena, dopo una chiusura per lavori di ristrutturazione, si \u00e8 ripresentato ai clienti con un aspetto tutt\u2019altro che banale. Hanno fatto un lavoro eccezionale e ricercato nell\u2019arredo della sala, sembra un salotto artistico, non \u00e8 pi\u00f9 uno spazio di passaggio angusto, ma da abitare e ogni angolo ha una soluzione d\u2019arredo e architettura che manco pensi d\u2019essere un Mc Donald\u2019s. Ti siedi e mentre mangi non puoi evitare d\u2019ammirare un angolino interessante, puoi stare sullo sgabello alto, basso, in centro sala, angolo Picasso o giovani, per non dimenticare quello dei bambini, insomma, arrivi e finisci di mangiare senza veder l\u2019ora di scappare via e finalmente c\u2019\u00e8 un bagno che non sembra una latrina. Chi arriva oggi per la prima volta al Mc Donald\u2019s dei Portali fa un&#8217;esperienza positiva.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Potete apprezzare in parte quanto ho scritto guardando le immagini estratte dal sito\u00a0<a href=\"http:\/\/www.mcdonalds.it\/ristoranti\/index.asp\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Mc Donald\u2019s<\/a>, sul quale si possono vedere anche quali altri punti di ristorazione sono stati ristrutturati seguendo uno stile personalizzato, pi\u00f9 o meno elaborato, ma migliorando in ogni caso la gradevolezza dell\u2019ambiente.<br>Ne ho guardati molti e mi sono convinto che il Mc Donald\u2019s dei Portali di MO \u00e8 tra i meglio riusciti. Peccato per le fotografie (la prima l\u2019ho dovuta ritagliare e ritoccare), molte sono occasioni fotografiche sprecate e mal presentano gli ambienti nella loro bellezza.<\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator has-text-color has-luminous-vivid-orange-color has-alpha-channel-opacity has-luminous-vivid-orange-background-color has-background is-style-wide\"\/>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-comments\">\n\n\n\n\n\n\t<div id=\"respond\" class=\"comment-respond wp-block-post-comments-form\">\n\t\t<h3 id=\"reply-title\" class=\"comment-reply-title\"><span id=\"lascia-un-commento-annulla-risposta\">Lascia un commento <small><a rel=\"nofollow\" id=\"cancel-comment-reply-link\" href=\"\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5230#respond\" style=\"display:none;\">Annulla risposta<\/a><\/small><\/span><\/h3><p class=\"must-log-in\">Devi essere <a href=\"https:\/\/senzatempo.org\/wp-login.php?redirect_to=https%3A%2F%2Fsenzatempo.org%2Findex.php%2F2007%2F07%2F15%2F5230%2Flocchio-vuole-la-sua-parte%2F\">connesso<\/a> per inviare un commento.<\/p>\t<\/div><!-- #respond -->\n\t<\/div>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"Entrate in un ristorante, e a parte i saluti, la prima impressione si ha dall\u2019aspetto pi\u00f9 o meno&hellip;\n","protected":false},"author":1,"featured_media":5231,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[206],"tags":[2761,259,2762,2763,2765,2760,186,2764],"class_list":["post-5230","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-cibo-cucina-salute","tag-accoglienza","tag-ambiente","tag-arredamento","tag-arredi","tag-i-portali","tag-mc-donalds","tag-modena","tag-servizi"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5230","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5230"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5230\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5232,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5230\/revisions\/5232"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5231"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5230"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5230"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/senzatempo.org\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5230"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}