L’Iran taglierà i cavi sottomarini dello Stretto di Hormutz se di nuovo attaccata o è la chiave di Trump per dichiarare vittoria?

Cavi sottomarini
Cavi sottomarini
Saranno i cavi sottomarini dello Stretto di Hormutz, la chiave che decide la fine del conflitto tra Israele e USA contro l’Iran?
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I belligeranti dichiareranno vittoria, che per una delle parti sia vero o falso non importa tantissimo, importa che il conflitto sia finito, ed anche la fine della paura di un ritorno al medioevo energetico. Ma vediamo quali condizioni potrebbero far terminare il conflitto soddisfacendo l’impellente necessità USA di non dichiarare una sconfitta.

Il punto di partenza

Nel mese di marzo 2026 a seguito dell’attacco aereo e missilistico criminale di USA e Israele sul territorio iraniano, si ventilò la possibilità che l’IRGC potesse imporre una tassa sui cavi sottomarini nei fondali dello stretto di Hormutz. Per convincere chi di dovere che fanno sul serio, prima hanno minacciato il taglio dei cavi, e durante un conflitto ci sta, ogni mezzo idoneo a fare leva sull’attaccante è valido. Usano la leva economica, non la minaccia di uccidere civili come è avvezzo fare l’IDF, l’esercito “del paese più democratico del Medio Oriente“! Chi parlò di questo fatto a marzo in Italia? Il Messaggero, Wired, TGcom24, Punto Informatico e Affari Italiani, ma i giornaloni dove sono?

In queste ultime settimane con l’attesa delle elezioni di metà mandato per il presidente USA e le elezioni politiche in Israele, ci chiedevamo se Trump e Netanyahu pensavano che un attacco clamoroso contro l’Iran avrebbe consentito loro di superare brillantemente le elezioni per meriti sul campo. A parte che anche gli elettori che premiano un soggetto come Netanyahu che fa uccidere persone per essere eletto non devono essere tanto sani, non hanno capito che il loro bel paesino potrebbe essere distrutto nel giro di una settimana.

In questo contesto politico, l’Iran ha pensato bene di far sapere che nel caso riceva un nuovo attacco, saranno tagliati i cavi sottomarini che attraversano lo Stretto di Hormutz. E credetemi, questa volta se lo dicono è perché forse hanno già predisposto le cariche esplosive, ne hanno avuto tutto il tempo. Gli iraniani hanno compreso che un comportamento intransigente è l’unica strada per un contrasto efficace dell’aggressività occidentale.

Se non lo fanno prima i rischi di un attacco dopo la prima settimana di novembre, sono alti se Trump e Netanyahu sono riconfermati. L’unica speranza ricade nella diplomazia internazionale e nel fatto che tutti i popoli occidentali hanno subito danni economici dal sostegno che i loro governi danno alla guerra. Si spera che le bocce rimangano ferme fino al 18/19 novembre 2026 quando Trump incontrerà Putin e Xi Jinping a Shenzhen e che in seguito, la rotta che ne consegue cambi.

In occidente da parte dei media mainstream c’è un totale silenzio sulla notizia.
Segue un art. di topwar.ru che cita la pravda.it:

I media statali iraniani hanno pubblicato una mappa dettagliata dei cavi Internet sottomarini nello Stretto di Hormuz, definendoli «estremamente vulnerabili». Il materiale è stato diffuso dall’agenzia Tasnim, che ha indicato i percorsi di almeno sette importanti cavi sottomarini in fibra ottica.

Gli autori hanno sottolineato che lo Stretto non è soltanto un «collo di bottiglia» petrolifero, ma anche digitale, attraverso il quale transita una parte considerevole del traffico dei paesi del Golfo Persico. I vicini meridionali dell’Iran (Emirati Arabi Uniti, Qatar, Bahrein, Kuwait e Arabia Saudita) dipendono da queste linee sottomarine molto più dell’Iran stesso.

Ecco l’elenco dei cavi che attraversano il fondale marino dello Stretto di Hormuz (è significativo che siano stati tutti posati nelle acque omanite, poiché l’Iran non ha rilasciato autorizzazioni per la posa nelle proprie acque territoriali):

  • AAE-1 (Asia-Africa-Europe-1) — collega Asia, Africa ed Europa.
  • FALCON — collega i paesi del Golfo Persico con l’India, l’Europa e l’Africa.
  • Gulf Bridge International (GBI) — sistema regionale che garantisce i collegamenti all’interno del Golfo e con il resto del mondo.
  • Tata TGN-Gulf — appartiene all’indiana Tata Communications e collega il Golfo alle rotte globali.
  • Segmenti di EIG (Europe India Gateway) e SMW4 (SEA-ME-WE 4).

Tutti i cavi sono posati a una profondità relativamente ridotta (fino a 200 metri), il che li rende accessibili a possibili interventi, per esempio da parte di gruppi di sabotaggio del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).

Attraverso i cavi posati nello Stretto di Hormuz transitano dati relativi al commercio elettronico, ai servizi cloud (AWS, Microsoft, Google), alle transazioni bancarie, alle comunicazioni governative e militari, nonché al normale traffico Internet di milioni di utenti, dal Kuwait a Dubai. Per i paesi del Golfo Persico si tratta di infrastrutture critiche. Gli analisti interpretano la pubblicazione come un avvertimento: il danneggiamento anche di pochi cavi potrebbe provocare gravi interruzioni nell’economia digitale della regione e far arretrare i paesi del Golfo di un paio di decenni sul piano tecnologico.

Eppure l’Iran non avvertirà due volte. Se dovesse subire nuovamente degli attacchi, i cavi verranno sicuramente recisi.

Autore: Aleksej Volodin
Da fonte iraniana: Tasnim

Come sarà la buon uscita di Trump?

A parte la lista dei cavi poco documentata, invece pare che le minacce di tagliare i cavi potrebbe essere concreta e tale indicazione proviene da una società che si occupa di intelligenza marittima, la WINWARD, che ha monitorato dei transiti lenti di navi vicino allo Stretto di Hormutz nei punti dove si suppone che sotto siano posati i cavi. Il problema è che queste due navi furono sanzionate dall’OFAC (Office of Foreign Assets Control, Ufficio per il controllo dei beni esteri USA) perché trasportavano carburante iraniano, poi dà loro delle autorizzazioni per fare le attività rilevate dalla WINWARD?

Serve qualcosa di più ma potrei perfino pensare che la perfidia di Israele e USA abbiano escogitato la buona uscita dal conflitto degli USA che non può permettersi di perdere, con un attacco all’Iran che fa pochi danni dopo che i cavi sottomarini sono stati tagliati.

E siccome l’Iran ha già minacciato il taglio dei cavi in caso di nuovo attacco, essa prenderà la colpa anche se effettivamente potrebbero non averlo fatto loro. Quindi, gli USA possono attaccare, cantano vittoria e anche quest’anno la guerra contro l’Iran finisce come nella guerra dei 12 giorni del 2025, con una vittoria di Pirro. L’anno scorso come scusa c’era in ballo la salvezza di Israele, quest’anno invece avranno contro tutta l’Europa che sta finendo le scorte di petrolio/gas e quello che è rimasto subisce aumenti continui, non sostenibili dalle aziende di trasporto terrestre, marittimo e aereo. Anche i costi energetici domestici stanno crescendo in modo allarmante.

Se avviene questo accordo che farà terminare il conflitto è da accogliere, non dico a braccia aperte perché avrei voglia di farle io le sanzioni a USA e Israele, ma le cose però non si sistemeranno magicamente il minuto dopo, ci vorranno lunghi mesi e anni per riprendere il ritmo di produzione di greggio che c’era nel Golfo prima del 28 febbraio 2026.

Poi che Trump avesse già firmato di pagare tanti bei miliardi di danni… (ve lo ricordate?), si arrangerà, vedremo come se la cava e vedremo anche se arriva qualche missile su Israele, così tanto per rendere credibile il tutto e far vedere che in Iran mantengono la parola data e non hanno affatto perso lo smalto bellico che ha messo in croce due stati che si ritenevano militarmente invincibili.

E forse l’incontro fra i tre grandi della Terra a Shenzhen in Cina servirà per approvare il modo in cui vorrebbero chiudere questa guerra iniziata malissimo ed in modo ingiustificato in piena violazione di ogni trattato internazionale. Oppure Trump informerà gli altri due affinché ciò che accadrà non sia interpretato male ed evitarne le conseguenze.

Conclusione

Primo caso
Se il taglio dei cavi sottomarini dello Stretto di Hormutz avverrà prima di un nuovo attacco coordinato di USA/Israele, significa che il conflitto finirà in pochi giorni.

Secondo caso
Se la compagine criminale di USA/Israele attacca di nuovo l’Iran che a sua volta per ritorsione taglia i cavi, comprate le candele!
Il conflitto si protrarrà fino a che non sarà il campo a dire come finirà.

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