8,6 Gpx sembra un numero normalissimo, lo sarebbe se al posto di Gpx ci fosse scritto Mpx. In realtà sono 8.600.000 di Mb, cioè tantissimi, fuori dalla metrica di mercato e dai valori con cui siamo abituati a rapportarci.
Prima ancora di vedere il capolavoro ci viene voglia di capire quanta è grande una foto digitale di 8,6 Gpx, facendo un rapido conteggio se immaginiamo una foto con lo stesso rapporto sui lati del 24×36 mm classico, otterremmo un valore di 75.718 pixel sul lato minore e 113.578 sul lato maggiore che moltiplicati fanno effettivamente 8.599.899.004 pixel totali. Fino a qui ci siamo?
Adesso con una stampa di qualità a 300 dpi, che sono 300 punti per pollice che corrisponde a punticini grandi 0,085 mm (8 centesimi e mezzo di mm), otterremmo una stampa unica come dimensioni che tradotto subito nel sistema metrico sono 6,41 x 9,61 mt, in qualità fotografica, poi spesso si ottengono risultati accettabili anche a 150 dpi, allora le dimensioni sarebbero di 12,82 x 19,23 mt. Dimensioni equiparabili all’affresco che è stato fotografato che occupa una parete di 1040×800 cm, cioè 10,4×8 m.

Altre informazioni sull’affresco:
– Autore: Gaudenzio Ferrari
– Soggetto: Storie della vita di Cristo
– Datazione: 1513
– Tecnica: affresco
– Misure: 1040×800 cm
– Collocazione: Chiesa di Santa Maria delle Grazie
– Luogo: Varallo Sesia (VC)
Una fotocamera da 8,6 Gpx non esiste, si può arrivare a poche centinaia di Mp con il medio formato, però con tanti scatti e un certo metodo di ripresa poi è possibile assemblare i singoli scatti con grande precisione usando il computer.
Dopo aver stupito con i numeri è doverosa qualche considerazione su fotografia digitale e analogica. Diciamo che anche con la pellicola non è impossibile ricavare immagini giganti incollando insieme più scatti adeguatamente realizzati, ma i tempi richiesti condurrebbero all’uso forzato di un banco ottico, con formato minimo della pellicola 10×12 cm, equivalenti a 13,88 scatti con un 24×36 mm, si crea una matrice di 5 righe per 6 scatti cadauna e ottengo l’equivalente di 416 scatti in 24×36 mm.
Ma il problema è in fase di stampa dove per ragioni di costi, alla fine dovrei accettare di vedere la linea d’interruzione tra gli scatti, ottenendo stampe di qualità elevata e dimensioni complessive di 6×5 mt. Un’impresa del genere è sicuramente un privilegio che occorre saper valorizzare con la propria arte per non sprecare i circa 3.500 Euro per pellicole, sviluppi e stampe da pellicola. Con il digitale è possibile una flessibilità di gestione impagabile e fino all’istante prima della effettiva stampa, non si è speso nulla in materiali di consumo (ma bisognerebbe fare i conti con la spesa per gli HD supplementari), quindi si può concludere che oggi si aprono delle possibilità che fino a ieri non erano esaminate perché alcuni passaggi avevano delle limitazioni effettive, costringendo all’uso di grandi pellicole per fare grandi stampe.
L’immagine da 8,6 Gpx è stata ottenuta assemblando 1.145 scatti da 8,8 Mp
Successivamente elaborata con un PC multiprocessore:
4 X AMD Opteron 885 Dual Core 64bit, 16Gb di RAM e 1,8Tb di HD.
Per info complete sul record di 8,6 Gpx visita:
http://haltadefinizione.deagostini.it/
La Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo per i fotografi, basta visitare questi link per rendersene conto:
http://www.apple.com/it/pro/profiles/colinprior/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/takagi/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/christianpopkes/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/watson/
Senza considerare che uno dei due soci fondatori della Apple, Steve Wozniak uscito dalla società negli anni ’80, è anche un bravo e appassionato fotografo.
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