Foto da 8,6 Gpx – Record

Gaudenzio Ferrari
Gaudenzio Ferrari
2–3 minuti

8,6 Gpx sembra un numero normalissimo, lo sarebbe se al posto di Gpx ci fosse scritto Mpx. In realtà sono 8.600.000 di Mb, cioè tantissimi, fuori dalla metrica di mercato e dai valori con cui siamo abituati a rapportarci.

Prima ancora di vedere il capolavoro ci viene voglia di capire quanta è grande una foto digitale di 8,6 Gpx, facendo un rapido conteggio se immaginiamo una foto con lo stesso rapporto sui lati del 24×36 mm classico, otterremmo un valore di 75.718 pixel sul lato minore e 113.578 sul lato maggiore che moltiplicati fanno effettivamente 8.599.899.004 pixel totali. Fino a qui ci siamo?

Adesso con una stampa di qualità a 300 dpi, che sono 300 punti per pollice che corrisponde a punticini grandi 0,085 mm (8 centesimi e mezzo di mm), otterremmo una stampa unica come dimensioni che tradotto subito nel sistema metrico sono 6,41 x 9,61 mt, in qualità fotografica, poi spesso si ottengono risultati accettabili anche a 150 dpi, allora le dimensioni sarebbero di 12,82 x 19,23 mt. Dimensioni equiparabili all’affresco che è stato fotografato che occupa una parete di 1040×800 cm, cioè 10,4×8 m.

Gaudenzio Ferrari

Altre informazioni sull’affresco:
– Autore: Gaudenzio Ferrari
– Soggetto: Storie della vita di Cristo
– Datazione: 1513
– Tecnica: affresco
– Misure: 1040×800 cm
– Collocazione: Chiesa di Santa Maria delle Grazie
– Luogo: Varallo Sesia (VC)

Una fotocamera da 8,6 Gpx non esiste, si può arrivare a poche centinaia di Mp con il medio formato, però con tanti scatti e un certo metodo di ripresa poi è possibile assemblare i singoli scatti con grande precisione usando il computer.

Dopo aver stupito con i numeri è doverosa qualche considerazione su fotografia digitale e analogica. Diciamo che anche con la pellicola non è impossibile ricavare immagini giganti incollando insieme più scatti adeguatamente realizzati, ma i tempi richiesti condurrebbero all’uso forzato di un banco ottico, con formato minimo della pellicola 10×12 cm, equivalenti a 13,88 scatti con un 24×36 mm, si crea una matrice di 5 righe per 6 scatti cadauna e ottengo l’equivalente di 416 scatti in 24×36 mm.

Ma il problema è in fase di stampa dove per ragioni di costi, alla fine dovrei accettare di vedere la linea d’interruzione tra gli scatti, ottenendo stampe di qualità elevata e dimensioni complessive di 6×5 mt. Un’impresa del genere è sicuramente un privilegio che occorre saper valorizzare con la propria arte per non sprecare i circa 3.500 Euro per pellicole, sviluppi e stampe da pellicola. Con il digitale è possibile una flessibilità di gestione impagabile e fino all’istante prima della effettiva stampa, non si è speso nulla in materiali di consumo (ma bisognerebbe fare i conti con la spesa per gli HD supplementari), quindi si può concludere che oggi si aprono delle possibilità che fino a ieri non erano esaminate perché alcuni passaggi avevano delle limitazioni effettive, costringendo all’uso di grandi pellicole per fare grandi stampe.

L’immagine da 8,6 Gpx è stata ottenuta assemblando 1.145 scatti da 8,8 Mp
Successivamente elaborata con un PC multiprocessore:
4 X AMD Opteron 885 Dual Core 64bit, 16Gb di RAM e 1,8Tb di HD.

Per info complete sul record di 8,6 Gpx visita:
http://haltadefinizione.deagostini.it/

La Apple ha sempre avuto un occhio di riguardo per i fotografi, basta visitare questi link per rendersene conto:
http://www.apple.com/it/pro/profiles/colinprior/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/takagi/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/christianpopkes/
http://www.apple.com/it/pro/profiles/watson/
Senza considerare che uno dei due soci fondatori della Apple, Steve Wozniak uscito dalla società negli anni ’80, è anche un bravo e appassionato fotografo.

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Categories: Fotografia

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