Non è solo il The Economist che dice a Trump di interrompere al più presto il conflitto contro l’Iran, pena un incremento dei costi da crisi mondiale, altri gli avevano già detto prima del 28 Febbraio 2026 che non doveva iniziare questa guerra.
Il ritornello di Israele/USA a cui noi europei con i paraocchi, crediamo, è la chiave che avrebbe smosso le ultime due guerre contro l’Iran, poi puntualmente smentite, dopo cosa accade? Nulla! Anzi, Israele ha una gran voglia di coinvolgere l’Europa nelle sue aggressioni per avere la certezza di essere l’unica potenza militare regionale.
Jeffrey Sachs quando rilascia interviste è quasi sempre per dare avvisi affinché chi di dovere ne tenga conto secondo il suo senso di visione e dovere verso il paese. Ma i politici occidentali, salvo rare occasioni, hanno perso il senso di responsabilità di quel che fanno.
“Attraverso l’inganno, faremo la guerra” questa frase dal sapore biblico ha causato milioni di morti, ma ancora oggi guida le azioni di un gruppo di persone che si ritengono al di sopra di tutto e di tutti?
Trump ha ottenuto dall’Europa la sorveglianza artica. È un successo figlio dello shock causato dal blitz militare a Caracas e dagli evidenti preparativi per un cambio di regime in Iran.
La Groenlandia da semplice territorio inospitale e povero grande 7 volte l’Italia, è divenuto improvvisamente il cuore della sicurezza USA e sede di tesori minerari ed energetici. Vediamo come se la sta cavando la Danimarca.
La rincorsa di Trump a detenere il possesso della Groenlandia come se fosse una cosa personale, ha assunto aspetti dai risvolti semi comici, ma una soluzione semplice chiuderebbe le bocche, impossibili in questo periodo, dei politici.
Dall’intervista di Tucker Carlson a Sergei Karaganov, emergono in pieno quanto le decisioni dell’UE e sui membri siano suicide, sia prima del conflitto Ucraina-Russia, che dopo per aver visto di quali tecnologie missilistiche dispongono.