Analizzo quest’incidente in dettaglio perché è il frutto della pressione psicologica che spinta a certi livelli può indurre in errore o a spingere il superamento dei limiti sperando di poterne avere ancora una briciola da consumare. È la stessa pressione psicologica che ha spinto Verstappen due settimane fa a voler dimostrare che il mega contratto appena firmato da 100 milioni di $ per anno fino al 2028, li vale tutti e che doveva a quel punto dimostrare che rispetto al compagno di squadra li valeva tutti. Quindi, se ne potrebbe concludere che c’è un problema di gestione della “pressione” in situazioni critiche e voi direte che sono allenati per questo e se ogni tanto incorrono in un incidente, non possono lamentarsi, sono profumatamente pagati, perciò il caso è chiuso.
Ni.
Non sono pienamente d’accordo, vi faccio un esempio estremo, gli astronauti dell’ISS sono addestrati per affrontare problemi tecnici in situazioni critiche, specialmente durante una EVA (Extra Veicular Activity), come quando Luca Parmitano durante la sua seconda EVA dovette rientrare perché stava riempendosi il casco di acqua. Una situazione che potrebbe mettere nel panico chiunque.
Anche i piloti di F1 sanno bene quali sono i problemi tecnici a cui potrebbero andare incontro e come affrontarli mentre sono alla guida, ma nessuno li addestra ad affrontare i “problemi non tecnici” come un’azione volontaria di un’altro pilota per farti perdere secondi e posizioni in classifica. Si parla tanto del loro sangue freddo, che però a quanto pare ha dei limiti.
Strategia di partenza delle Ferrari
Nel caso di ieri, invece i motivi che hanno fatto scatenare l’adrenalina sono sorti improvvisamente tra le prime due curve dopo il via della gara e a supporto vi mostro i tre frame chiave della situazione.

È appena stato dato il via trovando lo spazio Hamilton alla prima curva si mette all’interno di Leclerc e in uscita, mette il della macchina davanti a quella di Leclerc. Sono parecchio ingaggiati tra loro.

Se nella 1° curva Hamilton è entrato in un ristretto spazio all’interno della curva, ha consentito a Leclerc d’affrontare la successiva curva senza costringerlo a tagliarla, ma che ha fatto Leclerc all’uscita? lo ha spinto fuori.

Questo è il risultato, Hamilton nella ghiaia e dietro a loro parecchie vetture passano la seconda curva in doppia fila senza alcun problema anche se di team diversi in concorrenza tra loro.

L’incidente è stato notato dalla FIA, poi alla fine non è stata presa nessuna decisione perché non si trattava di un pilota del team A che ha danneggiato il pilota del team B.
Al via le Ferrari erano 3° e 4° dopo due curve sono 3° e 10°, una delle due ha perso sei posizioni, alla fine del primo giro il bolide con il n°12 dalla 19° piazzola passa il traguardo in 13° posizione, ha guadagnato tutto quel che ha perso Hamilton. Era Kimi Antonelli 19 anni sulla sua Mercedes.
La mancata strategia di squadra
Le due Ferrari partendo nella terza e quarta piazza erano nelle posizioni migliori per difendersi rispettivamente dalla RED BULL di Verstappen e la McLaren di Piastri. Per farlo dovevano occupare le due traiettorie utili per fare le prime due curve e in seguito sfilarsi in base all’accelerazione che ognuno poteva esprimere al meglio e al contempo non perdere contatto con i primi due cercando pure d’insidiarli. In seguito le forze in campo avrebbero dimostrato chi meritava la posizione di partenza.
Leclerc spingendo fuori Hamilton ha aperto una via a Verstappen che aveva fatto anche lui nella seconda curva una traiettoria interna ma dopo non buttato fuori Piastri ed è riuscito a guadagnare qualche metro su Leclerc. Quindi, doppio errore, fatto perdere sei posizioni al compagno di squadra e Verstappen che stava più incollato che in curva.
Leclerc è un pilota d’esperienza, da dentro l’abitacolo anche se non c’è il tempo per fare tanti ragionamenti è consapevole di quello che ha fatto e da quel momento ha cominciato a guidare come se volesse dimostrare che lui aveva il passo (minchia, dopo due curve?) per andare a pigliare la Mercedes di Russel. Già, invece Hamilton è in pista solo per perdere? Perciò aveva assolutamente bisogno di un buon argomento, di fatti solidi come scusa parziale dei danni causati ad Hamilton.
Questo dimostra che i piloti non avevano accordi per la partenza della gara e che nemmeno la squadra, visto la possibilità di mettersi in protezione, ha dato ordini precisi. Peccato che Frèdèric Vasseur non sia maggiormente decisionista, un leader di maggior peso, dopo tutto non è in F1 da ieri. Capisco che c’è un galletto che da anni attende quello buono per vincere il mondiale, è un buon pilota, ma non ha mai potuto dimostrare le sue strategie di guida nell’economia del campionato piloti o costruttori, mentre Hamilton ha una visione molto chiara di cosa aiuta e cosa disperde ed ora ha argomenti pesanti da usare all’interno della Ferrari.
Il giorno prima Leclerc nelle interviste diceva che fin che la matematica non gli dice che anche questo mondiale è perso lui ci prova. Minchia (scusate, è la seconda parolaccia), hai un compagno di squadra che potrebbe portare via punti pesanti ai tuoi avversari e gli fai perdere sei posizioni? Prima di Monza in testa c’era Kimi con 242 punti e Leclerc con 155, sono 87 punti di differenza c’erano ancora da disputare 8 al max 9 gare se la FIA riesce a recuperare solo una delle gare in calendario e perse in Medio Oriente. Quindi se vinci 9 gare, tutte quelle che rimangono, ma Kimi arriva secondo ne guadagni solo 9*7=63 non sono sufficienti.
Se vinci 9 gare e Kimi arriva sempre terzo ne guadagni 9*10=90 punti e vinci il campionato mondiale per piloti di F1.
E Leclerc è partito come se fosse un compito dimostrare ciò, mentre il compagno di squadra è solo uno tra i tanti che il team ha messo a contratto. L’atteggiamento aggressivo ci sta, devono essere così, ma poi si deve guardare in faccia alla realtà, per vincere il campionato devi arrivare primo le prossime nove gare in programma (poi se diventano 8 è ancora peggio) ma Kimi che è in testa dovrebbe arrivare terzo ad ogni gara e non arrivare mai secondo o primo, domanda da farsi: ci credi?
Vorrei qualcuno che gli fa questa domanda dopo Monza, perché facendo così se un pilota Ferrari aveva la possibilità di arrivare al secondo posto nel mondiale piloti, lo perde, e farà fatica a mantenere il terzo posto nella classifica generale piloti.
L’incidente visto da diverse prospettive
Dalla McLaren che seguiva la Ferrari.

Dalla McLaren vediamo che la coda della Ferrari che Leclerc mantiene le ruote anteriori in linea per correggere il posteriore che scivola verso l’esterno. Sotto lo specchietto del retrovisore della McLaren si vede la presenza di una griglia sulla striscia verde che serve per far defluire l’acqua. È larga forse mezzo pneumatico e non offre l’aderenza sia del resto della striscia verde che dell’asfalto della pista.

Purtroppo vediamo che la correzione è avvenuta ma innesca un effetto “pendolo”, e con una rapidità abbastanza sorprendente.

Qui la situazione è già fuori controllo e occorre prepararsi all’incontro con le barrire di protezione. Inutile dirvi che se la velocità in aingresso alla parabilica è di 180 km/h poi dopo metà curva si è in piena accelerazione, quindi, ben oltre i 200 km/h. Possiamo aggiungere che la scia non disturba selettivamente i piloti, qui vediamo 4 auto, solo la terza ha un problema?
Vista aerea dell’incidente











Nella Fig.b1 indicato con la freccina rossa, Leclerc sta facendo la prima correzione. È al secondo giro ed è stato appena superato da Verstappen, quinto al via e ora è al 3° posto, quindi, Leclerc esce di pista da quarto in classifica.
Nella Fig.b2 l’auto sembra in traiettoria, ma è già fuori controllo.
Nella Fig. b3 e b4, vediamo come la prima correzione di traiettoria (rotazione volante in senso antiorario di Fig.1) sia stata così violenta da innescare l’incidente dato che il posteriore, probabilmente non godeva più dell’aderenza che il pilota si aspettava d’avere. perciò l’auto si mette a ruotare in senso anti orario.
Nella Fig.b5, si vedeva il casco del pilota che si muoveva, ma che probabilmente il pilota necessitava di un attimo per riprendersi dallo shock subito, infatti, in casi simili il pilota esce più rapidamente
Nella Fig.b6 esce, non guarda la vettura, tocca i pannelli con le scritte quesi per verificarne la consistenza e si allontana.
Nelle immagini da Fig.b7 a Fig.b9 si siede sul prato e vi rimane fino all’arrivo dell’auto medica. In seguito abbiamo saputo che aveva solo qualche problema di vista, ecco perché si era seduto a testa bassa e probabilmente teneva gli occhi chiusi per aprirli ogni tanto.
Nella Fig.b10 la disperazione della tifoseria femminile di Leclerc già in lacrime.
Infine nella Fig.b11 vediamo il personale di Monza che ripara velocemente e con professionalità le protezioni.
Vista in soggettiva dell’incidente






Nella Fig.1 vediamo che per correggere il posteriore che scivolava verso l’esterno Leclerc ruota il volante di circa circa 120°.
Nella Fig.2 l’auto si è corretta, ma troppo, sta già puntando leggermente verso l’esterno della pista e il volante dalla Fig.1 è in ritardo di circa 45°60°.
Nella Fig.3 lo vediamo nel fotogramma in cui il pilota è riuscito a ruotare di 180° il volante ma si può dire che l’auto era già fuori controllo dalla Fig.2.
Nella Fig.4 si prepara per l’impatto, dovrebbe togliere le mani dal volante e visto che l’impatto sarà laterale, poggiare il casco sul lato destro.
Nella Fig.5 il momento dell’impatto con il casco inclinato a destra di circa 43°, come ho documentato dopo verifiche fatte sul fotogramma con il capo più inclinato, ha schiacciato il poggiatesta rimovibile, che durante la gara consente dimuovere lateralmente la testa di non più di 10°~15°, e decelerato il colpo di frusta laterale della testa durante i restanti 28°~33°, comprimendosi con resistenza progressiva. Ho anche verificato da testi di medicina anatomica quale inclinazione laterale può fare la testa di un uomo sotto i 30 anni sano ed il valore era di 78° complessivi che dall’asse mediano sono 39°, ma con un movimento volontario. Nell’incidente ha superato di poco questo valore, ma l’importante è che il pilota non abbia lamentato problemi al collo.
La Fig.6 l’ho messa solo per far capire che la miriade di oggetti volanti che si vedono sono i sassi sollevati che finisco il loro volo a 200 km/h, quindi, Leclerc deve aver sentito la gragnuola di sassi che si fermavano contro auto, pannelli delle protezioni e casco.
Da Maranello (MO) con i migliori AUGURI

“San Charles Leclerc, da Maranello protettore degli sfortunati.
Per questa volta diciamo che non ha fatto vincere ma ha aiutato ad evitare conseguenze gravi nell’incidente.
IMMAGINI: sono dei frame della diretta live su TV8.
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