Israele. Mentalità e Obiettività Spiegate da Kissinger

Abba Eban. Personaggio israeliano di notevole statura diplomatica. (1915-2002)
Abba Eban. Personaggio israeliano di notevole statura diplomatica. (1915-2002)
Dal passato le origini e cause delle incomprensioni tra Israele e il resto del mondo.
2–4 minuti

Citando Abba Eban e Moshe Dayan, emerge una mentalità israeliana che definisce l’obiettività in base ai propri obiettivi. Un approccio confermato da leader come Netanyahu.

Israele: Mentalità e Obiettività Spiegate da Kissinger #shorts

Guarda, ti do una citazione, anzi due citazioni, perché se uno capisce bene che la mentalità di Israele è diversa da quella del resto del mondo, comprende che lì esiste un concetto diverso di ciò che è giusto.

Dice Henry Kissinger: «Ho incontrato per la prima volta Abba Eban, che era il ministro degli Esteri israeliano a Washington. Mi disse chiaramente: “Voi americani dovete capire una cosa: per noi il concetto di obiettività coincide soltanto con ciò che noi vogliamo ottenere al 100%“.» Cioè, non esiste un’obiettività nelle cose: l’obiettività è ciò che vogliamo noi. Questo sarebbe stato detto da Abba Eban, ministro degli Esteri di Israele, a Henry Kissinger, segretario di Stato americano, nel 1967.

Poi, nello stesso anno, c’è una citazione famosissima di Moshe Dayan: «I nostri amici americani ci offrono soldi, ci danno armi e ci danno consigli. Noi prendiamo i soldi, prendiamo le armi, ma facciamo volentieri a meno dei consigli.»

Questo è il concetto: noi qui facciamo quel cazzo che vogliamo noi, punto. Questa è la testa del sionista da quegli anni in poi; non è mai cambiata, anzi, semmai è peggiorata, e lo vedi in Netanyahu.

Netanyahu lo puoi capire solo se parti da questo presupposto storico. Netanyahu è semplicemente l’ultimo esponente di una scuola di pensiero nata cento anni fa con il sionismo revisionista, passata attraverso leader e terroristi come Begin e Shamir e che poi, attraverso Moshe Dayan e Golda Meir, è diventata ciò che è oggi. Poi c’è stato Sharon e adesso c’è Netanyahu: è sempre la stessa linea di pensiero.

Trascrizione e adattamento da uno short video di Massimo Mazzucco.


È necessario fare un aggiornamento, perché oggi Netanyahu, sta applicando una nuova regola che supera abbondantemente le due precedenti peggiorando enormemente l’opinione mondiale di questa nuova nazione con il sionismo e il supporto economico del Regno Unito che vedeva in questo la possibilità di mantenere un certo tipo di controllo su una regione rilevante dal punto di vista energetico. Quindi il Regno Unito coltivava i suoi interessi finanziari mentre gli U.S. facilitavano le scelte locali e Israele guadagnava in potenza militare e ricchezza.

Purtroppo dal discorso di Netanyahu all’Assemblea Generale dell’ONU di Settembre 2023 ha presentato all’ONU una mappa che non lasciava sperare nulla di buono in Medio Oriente. Nel 2025 presenta su una mappa la “Grande Israele” che comprende, Palestina, Libano, Siria, Giordania, Iraq, Iran e l’area occupata dagli Houti in Yemen. Auguri!

Ora se per capire Israele era necessario sapere cosa è per loro l’obiettività e che non accettano consigli, ora la nuova regola è addirittura legata alle sacre scritture che danno a loro, agli ebrei sionisti, il diritto divino di prendersi tutte le terre che vogliono e insediarvi i coloni dopo aver cacciato o ucciso gli autoctoni. Gli autoctoni per gli ebrei sono “i gentili”, una razza inferiore che ruba le risorse di cui hanno diritto gli ebrei.

Ora comprenderete che dopo queste aggiunte a quel che dice Massimo Mazzucco, non solo non è necessario capire, ma non serve nemmeno discutere con un credente (o presunto tale), Netanyahu non ubbidisce ne a Londra e ne a Trump, ma può annunciare in sede ONU tutti i futuri casini che procurerà in M.O. mostrando le sue mappe.


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