Indice:
– False flag: quando una teoria precede le verifiche
– Le trattative con l’Iran sul nucleare sono un “false flag”?
– L’Iran viene attaccato e scattano le false attribuzioni
– Israele e il suo ultimo false flag
False flag: quando una teoria precede le verifiche
Un post sui false flag sembra inutile ma considerando quel che scrivono i nostri media, la gente non potrà mai comprendere quali inganni stiamo subendo se non guardiamo da vicino gli scopi sottostanti.
Intanto mettiamo in chiaro in cosa consiste un “false flag”, che nel più dilungato italiano diventa “operazione sotto falsa bandiera“.
È una qualsiasi operazione commessa con l’intento di mascherare l’effettiva fonte di responsabilità e incolparne un’altra. Consiste in una tattica segreta perseguita con operazioni militari, attività di intelligence e/o spionaggio, condotte in genere da governi, servizi segreti, progettata per apparire come perseguita da altri enti e organizzazioni.
Il termine ha anche acquisito il significato di un’operazione eseguita da un paese contro sé stesso per farne ricadere la responsabilità su paesi nemici od organizzazioni terroristiche, fornendo così un pretesto per una repressione interna o un’aggressione militare verso uno stato estero. (fonte)
Quando avviene un false flag, ma ancora non sai che lo è, emerge quasi subito la stessa dinamica: prima ancora che esistano prove solide, parte una narrazione. Non è analisi. È una costruzione ideologica che spesso segue schemi ricorrenti.
Invertono il concetto di responsabilità
La logica del false flag ribalta il principio fondamentale dell’analisi dei fatti: chi colpisce apertamente viene trasformato automaticamente in una pedina, mentre il colpevole “vero” sarebbe nascosto dietro le quinte.
In questo schema, la responsabilità diretta perde importanza e conta soltanto la narrativa resa dominante.
Arrivano prima dei fatti
Le teorie del false flag compaiono quasi sempre nelle prime ore, quando non esistono ancora indagini complete, verifiche indipendenti o dati consolidati.
La conclusione è già pronta e preconfezionata prima delle prove. I fatti vengono poi selezionati solo se confermano la tesi iniziale. Per avvalorare la news usano l’espressione “fonti di intelligence anonime”.
La prima notizia che si diffonde raggiunge sempre un picco di ascolti che la smentita non raggiunge mai.
Una strana convergenza nei “false flag”
C’è un elemento ricorrente nelle narrative costruite troppo velocemente negli ultimi decenni: il “colpevole” viene fatto percepire al pubblico quasi immediatamente, spesso prima delle prove, delle indagini o persino della ricostruzione tecnica dei fatti. Il colpevole “reale” appartiene nel 99,99% dei casi, ad una lista molto breve di quattro paesi.
Negli ultimi decenni i responsabili di false flag che appaiono a volte vittime e beneficiari e altre volte solo beneficiari, sono quasi sempre riconducibili o collegate in modo convergente a quattro paesi: Stati Uniti, Israele, Regno Unito e negli ultimi quatto anni, l’Ucraina.
L’Italia conosce bene questo meccanismo per aver passato decenni con atti di terrorismo in casa, controllato da una mano straniera ma di cui la popolazione non è mai stata consapevole.
Bisognerebbe farsi alcune domande e non sempre valgono in tutti i casi:
– Chi vogliono farci odiare?
– C’è uno scopo politico o geopolitico?
– Chi ne beneficia?
– È possibile seguire il flusso di denaro per scoprire il mandante?
Avendo un quadro geopolitico abbastanza completo, sarebbe molto più semplice darsi delle risposte nell’immediato in attesa dei fatti, ma l’intelligence, i politici e i media contano proprio sull’ignoranza della gente e sul fatto che dimenticano la storia.
Le trattative con l’Iran sul nucleare sono un “false flag”?
Se andiamo a vedere la cronologia di questo inutile attacco del 28 Febbraio 2026 contro l’Iran, dovremmo tornare indietro di alcune ore, momento in cui l’Iran aveva annunciato che accettava l’accordo sull’uranio arricchito e lo ha fatto in un orario in cui gli uffici negli U.S. sono ancora aperti. La notizia non è un’invenzione, lo hanno riportato le news di agenzia nella notte tra il 27/28 Febbraio 2026, ma Israele ligio alle sue regole in base alle quali gli accordi vanno sempre violati per avere un vantaggio, attaccano l’Iran a cui si aggiungono gli U.S.
Tutto questo non sarebbe possibile se durante i negoziati non avessero attivato la logistica militare per essere pronti ad un attacco in forze ed esteso allo scopo di creare uno schock all’Iran tale da potersene avvantaggiare. Un comportamento premeditato e teso a far credere alla controparte che se si adegua non dovrà temere alcuna minaccia. Ma come si fa con un Trump che inventa un “accordo” gli da una scadenza e se non viene raggiunto ci saranno guai seri? Perciò gli U.S. credono che per evitare guai accetteranno l’accordo. Da parte iraniana credono o dovrebbero credere che l’accettazione dell’accordo annulli ogni tipo di minaccia.
Se in definitiva un false flag è un inganno, allora, anche le trattative per un “accordo” volute da U.S. e Israele sono un inganno, quindi, è un false flag.
Ma gli iraniani hanno già messo in cantiere questo perfido comportamento di U.S./Israele e non si sono fatti trovare impreparati. Hanno memoria, sanno come si comportano, specialmente Israele.
Infatti la mattina del giorno dopo tutte le agenzie scrivono dell’attacco contro l’Iran, ingiustificato, illegale, contro il diritto internazionale, un atto di puro terrorismo che merita una repressione totale e convincente affinché non avvengano più attacchi simili in giro per il mondo. Ma non è possibile, altrimenti potenze fuori controllo come Israele pur non avendo mai dichiarato d’essere un paese nuclearizzato, userebbe l’atomica e gli U.S. sarebbero pronti a usarla dopo aver distrutto due città nel 1945.
La cosa più vergognosa è dichiarare questa guerra, quelle che fanno U.S. e sionisti, “guerre giuste” e chiedere aiuto agli alleati dopo che non sono stati chiamati a partecipare alla decisione e lasciati all’oscuro dell’attacco imminente, e mettere a disposizione tutto il necessario per facilitare le operazioni. Altrimenti saremmo contro di loro. Avrei risposto come la Spagna, noi ci facciamo i cazzi nostri, abbiamo già abbastanza problemi per causa vostra.
L’Iran viene attaccato e scattano le false attribuzioni
L’Iran viene attaccato il mattino presto del 28 Febbraio 2026 da U.S. e Israele, il primo avendo la presenza della marina militare nel mare arabico si occupano del sud dell’Iran, mentre l’IDF per Israele la zona nord. Cercano di produrre uno stordimento agli iraniani, invece si scoprirà che proprio quello che hanno fatto ha saldato il popolo in un blocco solo contro il nemico.
Le azioni di guerra compiute al Sud prevedevano di colpire quella che poi si è rivelata essere una scuola femminile, peraltro colpita due volte, la seconda mentre i soccorritori erano in azione.
Quello che sorprende in questo caso è la rapidità con cui è stata divulgata la notizia secondo cui la scuola di Minab è stata colpita in pieno giorno mentre era piena di allieve tra i 7 e 12 anni e a seguire le smentite dei vigliacchi che non aspettano nemmeno le verifiche:
Al Jazeera mette le immagini della scuola di Minab alle 13:13 (la prova che hanno corrispondenti locali) e al momento in cui vi sto scrivendo ha avuto 13,3 k view.
tre ore e mezza dopo un certo Mariano Giustino replica in modo allarmante che tale notizia è falsa, di farlo sapere a tutti i canali dove siamo iscritti. Al momento in cui vi scrivo il post su X qui sopra ha avuto 112,4k view.
Notate la similitudine di questo post su X con quando scritto sopra sui false flag:
– l’informazione falsa arriva in tempi brevissimi,
– prima di ogni possibile verifica sul campo avvenuta giorni dopo,
– ottiene una visibilità e diffusione più elevata rispetto il sottostante messaggio di Al Jazeera di ‘n’ volte nonostante fosse vera,
– inoltre afferma che è falsa una “LIVE”?
Avere uno come Mariano Giustino che si interessa di quella parte del mondo ed ha 36000 contatti/iscritti, può essere un punto di propagazione a macchia d’olio dell’informazione sbagliata.

Chi è Mariano Giustino
Corrispondente radioRadicale per Turchia, Medioriente e Caucaso.
Autore Rassegna stampa turca.
Analisi su radioradicale.it, huffingtonpost.it e il foglio.it
Ma vediamo il testo intero del messaggio scritto da Giustino che giusto non è affatto.
ATTENZIONE! Vi prego di non seguire la notizia [falsa] della scuola a Minab che sarebbe stata colpita da un missile durante gli attacchi aerei israelo-americani e che avrebbe provocato decine di studenti morti. È FALSO! Fate circolare, per favore, anche sui media televisivi in #Italia che seguono troppo le veline del regime. Ebbene, il video che circola in rete non riprende la scuola di Minab. La scuola di Minab era un noto scudo umano perché attorno ad essa era stata costruita una base navale dei guardiani della rivoluzione sul viale Rasalat, vicino alla Brigata Asaf. La base navale è stata colpita, ma non la scuola. Aggiornamenti a breve… @RadioRadicale #Iran #Turchia

Dunque, il Viale Rasalat è a Bandar Abbas città portuale con 500.000 abitanti, distribuita sulle coste che si affacciano sullo stretto di Hormutz. La città è sulla mappa in posizione più o meno orizzontale e da est verso ovest abbiamo nell’ordine: l’aeroporto civile, la zona marittima con la base navale militare con di fronte un pontile per pescherecci, poi la città dove il Viale Rasalat è a 14 km dalla base navale. Ancora più a est, a circa 87 km dalla base navale, c’è la scuola di Minab.
Ha escluso che lungo il Viale Rasalat sia stato colpito qualcosa, perciò è falso che a Minab siano state uccise 160 bambine tra i 7 e 12 anni e maestre. Giudicate voi.
Ma il giorno dopo succede il finimondo, il fatto è accaduto veramente e non si possono bloccare le immagini che arrivano da lì, quindi, la disinformazione cambia strategia.
Nioh Berg scrive (testo tradotto automaticamente dal farsi):
“Il regime iraniano ha ora ammesso che ieri le Guardie Rivoluzionarie hanno bombardato per errore una scuola iraniana, uccidendo molti bambini.
A tutti i media tradizionali e agli influencer filo-regime che hanno diffuso le vostre notizie false:
RITIRATE E CANCELLATE.”
La nuova strategia mira a far credere che gli iraniani sparano i primi missili in risposta all’attacco US/Israele, contro se stessi!
Peccato che cita un messaggio che non ha un link per verificare se quel che dice è vero, infatti, per diffamare non si mette la prova che sta dicendo bugie. Ad esempio Radio Golan su X esiste ma con zero post. Esiste Radio Golan Org su Telegram ma guarda caso a causa, forse del blocco di internet praticato dall’Iran, ha un vuoto di contenuti per alcuni giorni dopo l’inizio dell’attacco, segno distintivo che opera da dentro il paese.
Nelle due immagini si vede che si tratta di un fotogramma di un video girato da iraniani e messo sui social per mostrare al mondo quel che accade, perciò Nioh Berg ha visto l’aria che tira e prova a creare un false flag. Il ragionamento sottostante è che gli iraniani sono divisi e stanno sollecitando la popolazione a sollevarsi.
Anche i messaggi di Trump raggiungono livelli di assurdità mai visti: “Iraniani, state tranquilli, arriveremo presto a liberarvi!” più o meno questo era il concetto, per poi fare la faccia sorpresa quando emerge che erano stati loro a fare tale crimine, peraltro programmato.
Il fatto grave è che sia Nioh Berg che altri utenti hanno divulgato lo stesso messaggio facendo imbestialire i social per più di una decina di giorni e con volumi di utenti ben oltre il milione dando una mano alla propaganda cercando di far diventare “verità” quello che non lo è.
In Iran le 168 vittime della scuola di Minab, diventano martiri, la popolazione si unisce più che mai contro gli attaccanti, anche perché nelle medesime ore a Tehran l’IDF uccide il loro leader massimo.
Israele e il suo ultimo false flag
Dopo oltre un mese di guerra, l’Iran è in tregua ma non i suoi nemici, infatti l’IDF continua a colpire il Libano, gli U.S. finiranno con il fare un accordo anche se sfavorevole, ma per loro continuare la guerra sarebbe peggio. Israele invece è un fervente sostenitore della guerra, e per convincere il suo alleato più prezioso è disposto a tutto.

Il quotidiano online lapresse.it scrive: Iran, attacco con droni vicino a centrale nucleare negli Emirati. Trump: “Teheran si dia una mossa o non rimarrà più nulla”. Il titolo lascia intendere che l’Iran ha infranto la tregua minacciando di fare una strage ambientale, una nuova Cernobyl, nel senso che “attenzione, la prossima volta potrei colpire il nocciolo del reattore, quindi, firmate quelle cazzo di carte con le nostre richieste“
Lapresse.it nella medesima pagina in una delle news giornaliere titola: Riad: “Intercettati tre droni provenienti da Iraq”, e si fermano lì.
Poi si apprende che i droni sono partiti dal deserto iracheno, l’esercito di Bagdad si reca in quell’area e scoprono d’avere una base militare israeliana sul loro territorio. Vi lascio immaginare la fine di quella base. Nella mappa i droni hanno dovuto fare circa 1100±50 km per arrivare negli Emirati, molto probabilmente non ha droni simili in grado d’arrivare direttamente da Israele per mancanza d’autonomia, secondo perché un percorso più lungo significa anche maggiori possibilità d’essere individuati, infatti, in tutte le basi USA di Kuwait, Bahrain, Qatar ed U.A.E sono stati abbattuti i radar e l’unico paese che li ha visti è l’l’Arabia Saudita, che però non ha fatto nulla, salvo indicare d’averli visti, ma dopo l’incidente.
Questo è il contributo d’Israele alla pace nel mondo, cercando di trascinare e spesso riuscendoci, gli U.S. a fare le loro guerre sante e convincere noi europei a credere che hanno nemici cattivi.
Israele vive di false flag fin dalla sua nascita.
Il caso vuole che molte modalità operative attuate dallo “sniffolo” più famoso di Kiev, sono poi state messe in pratica anche da Israele dal 7 Ott.
Guardando la mappa, voglio che notiate quanto è piccolo Israele rispetto all’Iran e vi chiedo se ha senso che brami d’attaccarlo, volete la risposta? Israele ha armi nucleari, e con quelle domina il Medio Oriente, se domani l’Iran otterrà armi nucleari, Israele la vedrà come una minaccia al suo progetto della Grande Israele, cioè estendersi dal Nilo all’Eufrate. Abbiamo già visto con Gaza quali sarebbero i metodi.
Paradossalmente quest’ultima azione israeliana in territorio degli Emirati servirà solo ad aumentare la sua distanza politica dai paesi del golfo, che vistisi indifesi e abbandonati da U.S. non faranno altro che fare l’unica cosa sensata, fare accordi con l’Iran.
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