False flag su un aeroporto in Azerbaijan

Colpito aeroporto Baku
Colpito aeroporto Baku | senzatempo.org © 2026
I false flag sono pensati accuratamente per far pensare nell’immediato che il responsabile sia uno solo, ancor prima delle verifiche.
2–3 minuti

🔥 Tasnim: i droni di Nakhchivan si sono rivelati essere di produzione della stessa Repubblica dell’Azerbaijan.

▪️In seguito al sospetto e controverso attacco con droni che ieri avrebbe colpito l’aeroporto della regione di Nakhchivan, le autorità di Baku hanno puntato frettolosamente il dito contro Teheran. Tuttavia, le immagini trasmesse in diretta e i reportage sul campo dell’emittente «Baku TV» – considerata uno dei principali media vicini al governo della Repubblica dell’Azerbaijan – hanno fornito una prova difficile da contestare.

▪️Come mostrano chiaramente le immagini diffuse dalla stessa emittente, sui componenti principali dei droni distrutti sono visibili incisioni con la dicitura «İstehsalat Birliyi» («Unione di Produzione» in lingua azera).

▪️Secondo Tasnim, questo clamoroso errore mediatico dimostrerebbe che i velivoli senza pilota impiegati nel presunto attacco appartenevano in realtà all’industria militare della stessa Repubblica dell’Azerbaijan e sarebbero stati lanciati dall’interno del Paese.

Fonte: 🇮🇷 @QODS_COM | Notizie della Sepah Qods
Data: 06 Marzo 2026


Perché è stato così naturale dare la colpa a Tehran?
Ci è sembrato quasi come dire “Ha stato Putin”.

Perché lo scorso anno durante la guerra dei 12 giorni, Israele fece accordi per sfruttare alcuni aeroporti dell’Azerbaijan come punto di partenza per gli attacchi con i caccia sul territorio iraniano, ciò permetteva di svolgere missioni in Iran senza la necessità di mettere in volo gli aerei cisterna per il rifornimento, purché decolli con dei serbatoi supplementari ma rinunciando al potenziale bellico. L’IDF in ogni sua azione, mette sempre in atto il massimo potenziale bellico. Vuole umiliare il nemico, distruggerlo, e per lanciare anche solo 10 bombe in più, è disposto a violare gli accordi altrui, nessuno avrebbe pensato che Israele avrebbe chiesto aiuto all’Azerbaijan, visto la sua vicinanza, non solo fisica ma anche politica, alla Russia.

Così un bel giorno sulle rive iraniane del Mar Caspio arrivarono due serbatoi vuoti. Sono stati identificati e così si è scoperto che esisteva un accordo tra Israele e Azerbaijan.

Se avete letto I “false flag” nel conflitto Iran vs Israele\US saprete che la prima informazione sull’accaduto è quella che circola ancora prima delle verifiche e che si diffonde più di ogni altra smentita. Però in questo caso l’Azerbaijan ha emesso un comunicato abbastanza celermente precisando che i droni sono di loro produzione e sono partiti dal loro paese per colpire se stessi.

Ma ritengo sia necessario rifletterci su un attimo.
Intanto nessuno gode a dire cose simili, si cerca sempre qualcuno su cui scaricare la colpa, quindi, la verità potrebbe essere ancora diversa.
Non hanno precisato chi ha lanciato i droni e nemmeno che si è trattato di un errore, sembra più che altro un’informazione politica, fornita solo per evitare che l’Azerbaijan sia coinvolto nella complessa geopolitica del 2026, lavando i panni sporchi in casa. Il loro comunicato implicherebbe automaticamente che, se l’accordo del 2025 tra Israele e Azerbaijan non era mai stato interrotto, a lanciare questo messaggio: “Non metteremo di nuovo a disposizione le nostre strutture a Israele”.


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