L’annuncio di Cuba
Il governo cubano ha confermato che 32 suoi agenti di sicurezza sono morti durante il raid statunitense del 3 gennaio 2026 a Caracas volto alla cattura di Nicolás Maduro. La dichiarazione ufficiale sottolinea che si trattava di membri delle Forze Armate Rivoluzionarie di Cuba e del Ministero dell’Interno, inviati in Venezuela su richiesta delle autorità locali per garantire la protezione diretta del presidente. (it.cibercuba.com)
Cuba ha dichiarato lutto nazionale di due giorni e celebrato cerimonie pubbliche in onore dei caduti, con interventi di vertici istituzionali e funerali militari, evidenziando il ruolo strategico che quelle unità avevano nella protezione di Maduro. (repubblica.it)
Maduro: riduzione della fiducia nelle guardie venezuelane
Negli ultimi mesi prima del raid, Maduro aveva progressivamente ridotto la presenza di guardie venezuelane nella sua scorta diretta e aveva affidato compiti chiave a unità cubane specializzate, integrate nei servizi di sicurezza e intelligence.
La misura non era un semplice cambiamento operativo: rifletteva la crescente percezione di vulnerabilità e il sospetto sulle lealtà interne delle forze nazionali. (tg.la7.it)
Questo era l’orientamento di Maduro che accompagnava questa decisione con cambi di posizione del letto, cambi di cellulare, ma tutto ciò non ha impedito ad agenti CIA infiltrati di rilevare le sue abitudini. Mi ricordo che durante la guerra dei 12 giorni Israele-Iran, il capo supremo religioso iraniano, Ali Khamenei, non deteneva nessun cellulare come nessuno dei collaboratori stretti sempre vicino a lui per evitare la localizzazione.
La residenza: struttura e limiti del dispositivo di sicurezza
La residenza principale di Maduro era protetta da un dispositivo multilivello che combinava:
- pattuglie esterne miste, controllo degli accessi e intercettazioni visive;
- unità cubane armate, addette a difesa interna e protocolli di identificazione;
- rifugi interni la famosa panic-room (dall’omonimo film), corridoi ciechi, percorsi di evacuazione separati, e sistemi di comunicazione cifrata.
Il dispositivo era efficace contro attacchi convenzionali, infiltrazioni umane o attentati esplosivi, ma non prevedeva contromisure specifiche contro armi a energia diretta o impulsi sonici, che operano su principi fisici differenti da quelli dei sistemi di protezione tradizionali.
Tra i suoi rifugi preferiti gli agenti della CIA avevano identificato un bunker sotterraneo collegato al regime di Nicolás Maduro sotto l’aeroporto internazionale Simón Bolívar a Maiquetía, in Venezuela, alle coordinate 10.597247, −66.992114. Secondo Marshall Billingslea — ex Sottosegretario al Tesoro per il finanziamento del terrorismo e ex Vice Sottosegretario alla Difesa per la politica negoziale del Pentagono — la struttura è situata sotto la rampa 4 dell’aeroporto e si sviluppa su più di cinque livelli sotterranei, raggiungendo una profondità di oltre 40 metri sotto il suolo e coprendo circa 15.000 metri quadrati.
Il complesso è localizzato sotto la sala arrivi presidenziali e dotato di strutture pensate per garantire autonomia e sopravvivenza per un periodo prolungato. Tra queste vi sono una sala con tecnologia per videoconferenze, alloggi destinati ai membri del regime, una palestra, impianti di refrigerazione e cucina capaci di sostenere 150 persone per quattro mesi e riserve di ossigeno per 25 giorni. Inoltre c’è un collegamento diretto con l’hangar presidenziale, facilitando potenzialmente l’evacuazione rapida via aereo in caso di emergenza.
ovviamente anche qui la sorveglianza e la protezione del bunker sarebbero affidate ad agenti cubani.
Il racconto della guardia sopravvissuta
Washington non si è limitata a catturare Nicolás Maduro; ha voluto inviare un messaggio al mondo, e lo ha fatto con un volume assordante.
La guardia cubana sopravvissuta, ha fornito una testimonianza con descrizioni che sembrano allacciarsi più a film di fantascienza che realtà descrivendo fenomeni fisici non riconducibili ad armi convenzionali, con sintomi quali: collasso immediato, disorientamento, sanguinamento dal naso, incapacità di movimento e nausea acuta.
Questa testimonianza è stata condivisa nientemeno che dalla portavoce della Casa Bianca Karoline Leavittsu X. Dietro a questo rilancio c’è una conferma dell’impiego di tecnologie d’arma avanzate, ma anche un messaggio geopolitico che di lì a pochi giorni avrebbe dovuto impressionare la guida suprema Ali Khamenei. Una conferma che Trump vuole dimostrare, anzi, si ansioso di dimostrare a tutti che se desidera un gelato, lo vuole subito e gratis, se il gelataio si rifiuta lo fa diventare un ghiacciolo con uno schiocco di dita. Tutto ciò non toglie che nel rapporto della guardia sopravvissuta si faccia cenno ad “armi soniche”. (foxnews.com)
Anche le dichiarazioni di Donald Trump subito dopo il raid, affermò che disponevano di “buona tecnologia” senza precisare altro, segnalando così al pubblico che sfruttano un vantaggio operativo.
L’arma speciale
Non sappiamo di documenti declassificati che possano ricondurre all’arma usata nel raid a Caracas, ma anche senza di essi oggi sappiamo che esiste un’arma sonica ad energia diretta.
Tuttavia, le caratteristiche dei sintomi riportati dalla guardia sopravvissuta — sintomi neurologici intensi senza traumi esterni o danni fisici convenzionali — sono coerenti con le tecnologie a energia diretta sperimentate dagli USA, già studiate per scopi di difesa e controllo.
Il programma per armi non letali del Dipartimento della Difesa ha presentato il suo ultimo sistema a un gruppo di personale del Corpo dei Marines e del Dipartimento della Difesa. Prodotto dal sergente Andrew Milner.
Il video ha 13 anni, ma ne esiste uno identico, con qualche secondo in più, di 16 anni, ma trattandosi di sistemi di deterrenza che chiunque poteva testarne gli effetti senza subire danni, penso che era una versione destinata all’impiego delle forze di polizia per disincentivare a distanza gruppi violenti nelle manifestazioni.

In particolare, gli effetti di queste onde o energia diretta, riescono a superare vestiti e la pelle come fossero trasparenti ed intervenire nel primo sottile strato subcutaneo riscaldandolo finché ad un certo punto il soggetto sente un fastidio così intenso da avere la necessità di spostarsi urgentemente. Teoricamente emettono un raggio che si sintonizza sulla frequenza specifica di quel tessuto sotto cutaneo.
Ma questo descrive gli effetti del dissuasore per impiego da parte della polizia, i militari devono disporre di qualcosa che lasci immediatamente il nemico senza capacità di reagire, perciò utilizzano frequenze diverse con potenze Q.B. per spappolare i polmoni con la ovvia conseguenza di fuoriuscita di sangue da naso, bocca e orecchie. Molto probabile che questa tecnologia abbia come target i polmoni con efficacia al 100% ma che su altri organi sia efficace al 50%, 70%, in dipendenza dalla differenza di tessuti di cui sono composti, ciò spiegherebbe i danni multi organo e la fuoriuscita di sangue da ogni orifizio della testa.
Un’analisi del punto in cui si trovava questa guardia sopravvissuta nel momento in cui è avvenuta l’esplosione (che non c’è stata) di onde, potrebbe offrire dei parametri su cosa le può fermare analizzando gli ostacoli che si frapponevano tra la fonte e la guardia stessa.
Casi storici di armi non convenzionali statunitensi
Numerosi precedenti confermano l’esistenza di tecnologie simili impiegate o testate in contesti operativi:
- Havana Syndrome (Cuba e Cina, 2016–2018): diplomatici USA e canadesi colpiti da sintomi neurologici inspiegabili. Studi successivi hanno suggerito esposizione a energia diretta come possibile causa primaria. (en.wikipedia.org)
- Iraq (2003–2011): segnalazioni di microonde e sistemi a energia diretta utilizzati in alcune basi e centri di detenzione, con sintomi neurologici nei soldati e negli operatori civili, senza conferme ufficiali ma con documentazione testimoniale consistente. (interestingengineering.com)
Questi esempi illustrano come la prova dell’uso di armi non convenzionali spesso emerga dopo l’osservazione diretta degli effetti sui soggetti, più che tramite ammissioni pubbliche o documenti ufficiali immediati.
Energia diretta: il precedente cinese
Sebbene la Casa Bianca non abbia confermato ufficialmente la natura dell’arma, gli esperti di intelligence suggeriscono l’uso di armi a energia diretta (DEW), come microonde ad alta potenza. Non sarebbe una prima assoluta a livello globale: rapporti precedenti indicano che la Cina avrebbe utilizzato armi a microonde contro i soldati indiani durante le scaramucce di confine nel Ladakh nel 2020. I sintomi descritti – nausea, disorientamento, dolore fisico intenso – coincidono perfettamente con le capacità di questi sistemi, che gli Stati Uniti sviluppano silenziosamente da decenni.
Fonte: https://scenarieconomici.it/
Conclusione
Le guardie di Maduro non sono morte durante un’aggressione standard, ma all’interno di un contesto che combina:
- personale straniero integrato nell’apparato di sicurezza,
- impiego di tecnologie non convenzionali da parte degli attaccanti dagli effetti letali,
- frutto di un’operazione “Absolute Resolve” la cui complessità potete osservarla nella grafica di copertina e qui ci siamo limitati a parlare solo dell’operazione di terra delle forze speciali USA.
La testimonianza, il successivo rilancio dell’Amministrazione USA e i precedenti storici confermano che l’uso di armi non convenzionali da parte degli USA non è isolato. Anche se non rimane traccia o come si direbbe in stile forense non lascia una firma come nell’uso di armi cinetiche o chimiche gli effetti possono essere osservati ugualmente e registrati prima ancora che emergano documenti e caratteristiche delle armi impiegate che evidentemente sono oggetto di segreto di stato.
Gli USA devono stare attenti a come utilizzano quest’arma così efficace, altrimenti potrebbe essere classificata al pari delle mine antiuomo, delle armi chimiche di distruzione di massa e alle bombe al fosforo.