Ci sono dei fatti storici che non sono supportati da documenti credibili, solo la parola, deduzioni, o conclusioni come fossero eventi ineludibili. Proprio il 30 Dicembre scorso è stata effettuata la condanna per impiccagione di Saddam Hussein, ma ma intorno all’evento è nata una bagarre, stranamente per aver violato il divieto di fare video e pubblicarli sul internet, quando invece una prova certa sarebbe stata quanto di più auspicabile per gli storici.
A pochi giorni dall’esecuzione della condanna di Saddam Hussein per impiccagione, montano le polemiche per diverse ragioni, la prima è la data dell’esecuzione troppo breve e senza il tempo per fare un appello. La seconda è il giorno scelto, 30/12/2006 con tutto l’occidente nel pieno delle festività di fine anno, e l’impiccagione di Saddam Hussein viene interpretata come fosse opera degli USA che fanno, davanti ai loro cittadini, la figura dei cattivi.
Ma c’è una terza ragione, riguarda il fatto che non dovevano essere realizzati dei video dell’esecuzione, nel modo più tassativo. Invece nella realtà due video sono stati girati in prossimità del condannato e sono quelli di qualità migliore, riprendevano indisturbati e si sospetta siano osservatori occidentali il cui scopo era esclusivamente documentare. I video di queste due persone sono finiti in rete e si fermano nel momento in cui hanno messo il cappio al collo di Saddam Hussein.
Ma il caos non è per questi due video, ma per un’altro fatto di sfuggita da posizioni arretrate che va un po’ oltre il momento in cui hanno messo il cappio al collo, quanto basta per far incazzare qualcuno in qualche ufficio sia in Iraq che negli USA.
Ecco come il Washington Post descrive questa situazione il 4 Gen 2007:
Il consigliere politico del primo ministro, Sadiq al-Rikabi, ha detto che le autorità irachene stanno interrogando la guardia per vedere se ha agito in modo indipendente o stava lavorando con altri per minare il desiderio del governo di rivelare solo una breve parte dell’esecuzione. Rikabi non ha voluto identificare la guardia, che non era stata accusata, né dire dove fosse detenuto.
Il video, ampiamente diffuso su Internet, mostra uno spettacolo indisciplinato in cui uno spettatore provoca Hussein urlando: “Vai all’inferno” Si sente un’altra voce cantare “Moqtada, Moqtada, Moqtada”, in riferimento a Moqtada al-Sadr, il religioso musulmano sciita che guida uno dei dell’Iraq milizie più potenti.
Il video ha indignato i lealisti musulmani sunniti di Hussein ed è stato condannato da alcuni leader occidentali, come della Gran Bretagna il vice primo ministro John Prescott ha definito le immagini “inaccettabili”
La pubblicazione del filmato è stata “un errore”. “Non era qualcosa di appropriato o accettabile”, ha detto Rikabi. “Questa esecuzione non è stata un evento aperto, per essere stata vista dalle persone di tutto il mondo. “Si tratta di un’attuazione della giustizia e avevamo bisogno solo di un piccolo pezzo sull’esecuzione, solo per dimostrare alla gente che questo è Saddam”, ha affermato.
Rikabi ha detto che cellulari e telecamere sono stati raccolti dai testimoni dopo l’esecuzione per prevenire un simile incidente.
L’accusa secondo cui una guardia di sicurezza sarebbe responsabile del macabro video non ufficiale è stata contraddetta dal vice procuratore sulle tracce di Hussein, Munqith al-Faroun, testimone ufficiale dell’esecuzione. Ha affermato di aver visto altri due osservatori ufficiali usare i loro cellulari per registrare l’esecuzione, ma nessuna guardia.
Faroun ha insistito dicendo che “sono stati coloro che ci hanno accompagnato a girare quel video e sono responsabile di ciò che dico. Forse una delle guardie lo ha fatto di nascosto, ma c’erano due funzionari che lo facevano apertamente.”
Funzionari statunitensi hanno espresso privatamente la loro frustrazione per il fatto che Hussein sia stato giustiziato appena quattro giorni dopo che una corte d’appello aveva confermato la sua condanna a morte e all’inizio di una festività musulmana, l’Eid al-Adha.
“L’ambasciatore e il personale della missione statunitense hanno coinvolto il governo iracheno su questioni relative alle procedure coinvolte e ai tempi dell’esecuzione in vista delle imminenti festività”, ha affermato Lou Fintor, un membro della missione statunitense. Portavoce dell’ambasciata a Baghdad. “Sebbene il governo iracheno abbia preso in considerazione le preoccupazioni degli Stati Uniti, tutte le decisioni prese in merito all’esecuzione sono state decisioni irachene basate sulle proprie considerazioni.”
Mercoledì, durante un briefing con i giornalisti a Baghdad, il Maggior Generale William B. Caldwell ha sottolineato che gli Stati Uniti non sono responsabili delle modalità di esecuzione.
“Se mi stai chiedendo: ‘Avremmo fatto le cose diversamente?’ Sì, lo avremmo fatto”, ha detto Caldwell. “Ma non è una nostra decisione. Questa è la decisione del governo iracheno.”
A Washington, il portavoce della Casa Bianca Tony Snow ha affermato che l’attenzione dovrebbe concentrarsi sui crimini di Hussein. “Sembra esserci molta preoccupazione per gli ultimi due minuti di vita di Saddam Hussein e meno per i primi 69 [anni] in cui ha ucciso centinaia di migliaia di persone”, ha detto.
Mercoledì sono proseguite le richieste di clemenza per altri due ex funzionari iracheni condannati all’impiccagione per la loro partecipazione all’uccisione di 148 persone del villaggio di Dujail negli anni ’80.
ONU L’Alto Commissario per i diritti umani Louise Arbour ha rilasciato una dichiarazione in cui afferma di aver “fatto appello diretto” al presidente iracheno Jalal Talabani affinché sospenda le esecuzioni di Awad Haman Bander, ex presidente della Corte rivoluzionaria, e di Barzan Ibrahim, fratellastro di Hussein.
“Le preoccupazioni che ho espresso pochi giorni fa riguardo all’equità e all’imparzialità del processo di Saddam Hussein valgono anche per questi due imputati”, ha detto Arbour.
Rikabi ha detto di non sapere quando i due sarebbero stati giustiziati. Un’altra consigliera di Maliki, Mariam Rayis, ha dichiarato alla televisione al-Arabiya che le esecuzioni non avranno luogo giovedì ma potrebbero avvenire dopo la fine delle vacanze sabato.
…
Leggi tutto l’art. su: https://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2007/01/03/AR2007010300358.html
Ovviamente il mondo occidentale si mostra sorpreso, come se questa notizia avesse disturbato le feste di fine anno, e fanno un po’ tutti dei proclami contro la condanna a morte quando non si rendono conto e non vogliono ricordare che erano andati là proprio con quello scopo, eliminare Saddam Hussein.
Adesso guardiamo per quale ragione i responsabili di due video non hanno avuto problemi ma la guardia di sicurezza che aveva girato un video con il cellulare è stata arrestata. Prima di entrare nel merito osserviamo un video di 53 secondi della scena di un film, anche se per ciò che vorrei rilevare in seguito, è sufficiente il frame iniziale.
Se avete visto il video, appare normale che la corda e il cappio siano orientati verso l’alto, compreso il nodo scorsoio, non tirata, ma ancora lasca, affinché l’apertura della botola sottostante la metta rapidamente in tensione.

Ora osserviamo i frame di video girati dai due osservatori stranieri.
1 – Intanto il cappuccio non lo mettono al condannato ma si incappucciano i boia come da consuetudine.
2 – mettono una sciarpa intorno al collo del condannato
3 – metto il cappio intorno al collo cercando di tenere in posizione la sciarpa

Ora osserviamo l’ingrandimento:
4 – nell’ingrandimento si può notare come il nodo scorsoio sia eccessivo, così come la corda, per un collo umano
5 – sempre nell’ingrandimento, si nota un particolare che sembra essere una specie di freno del nodo scorsoio, pare pure di vedere dai segni che l’abbiano provato con un peso più volte
6 – nell’ingrandimento si vede uno dei boia con il cappuccio che lascia intravvedere un trucco verde intorno agli occhi come quello che usano i militari per fare un camouflage, gli iracheni non ne avrebbero bisogno, dal baffo è un po’ biondo, inoltre in uno dei due video (autorizzati) questo boia osserva dritto in camera come se fosse tutto regolare.
7 – Ma queste osservazioni sono nulla senza il video della guardia arrestata.
Molti osservatori che hanno cercato di fare un’analisi concordano con buona parte dei primi 6 punti.
Ora osservando il video che ha causato l’arresto della guardia che lo ha realizzato, vediamo che ci sono dei flash, quindi, c’è la presenza di un fotografo ufficiale. Ma andiamo al punto chiave, noterete che fino al 1 min e 37 sec. il cappio e la relativa corda non sono mai stati posizionati, come sarebbe logico, come avete visto nel primo video con la scena di un film.
Il nodo scorsoio è laterale e la corda prima di salire verso l’alto fa un’ampia ansa verso il basso. Questo suppone che i piedi debbano scendere per molto prima che possa avvenire l’impiccagione e se c’è veramente tutto questo spazio, muore come un pollo a cui si tira il collo. Notare che nel video Saddam Hussein sembra letteralmente scomparso nella botola.
Ma uno dei testimoni, si legge in rete, afferma che la fune sembrava agitarsi in modo strano, questo lascia supporre che potevano vedere solo la parte di fune sopra la botola e non sotto? Cioè sotto poteva esserci la qualunque e quello che doveva essere un’esecuzione reale senza ombra di dubbi, invece appare come una farsa. Questo è sicuramente l’aspetto che ha fatto più rumore al pentagono, mentre i media si sono soffermati sullo scandalo di chi ha fatto le riprese e le opportuniste dichiarazioni contro la pena di morte.
Ad incrementare i sospetti c’è il luogo segreto di sepoltura per evitare vandalismi, dicono, oppure per evitare che a qualcuno venga in mente di fare verifiche sull’identità?
Saddam Hussein sarà riuscito a vendere la pelle agli americani per non raccontare quello che sa?
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