L’opera è di un tale, poi identificato grazie alle telecamere, che versa un liquido innocuo di colore rosso e se ne va di corsa.
Il gesto in concomitanza del Festival del Cinema a Roma e a seguito d’alcuni importanti eventi politici della sinistra, quindi il rosso è in tema, lascia sconcertati e increduli sui veri motivi di quel gesto dagli effetti teatrali, che non aggiunge nulla d’artistico e lascia il vago sapore di un rituale cui sono dediti ben altre culture e in altri luoghi.
Rimane un senso di vulnerabilità degli oggetti simbolo della nostra cultura e storia, ci si accorge di ciò solo quando qualcuno compie un gesto lucidamente folle, ma per fortuna (in questo caso) innocuo.
Vorrei suggerire all’autore della Trevi-rossa, che in futuro può utilizzare anche Photoshop e poi distribuire dei volantini con il suo messaggio, capiremmo ugualmente.
Foto dal sito: http://gallery.panorama.it/
2 risposte a “Trevi-rossa, questa non è arte, però …”
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lucien › Martedì 23 Ottobre 2007 alle 00:27
Scusate ma alla fine debbo scriverlo, e non è per simpatia con l’autore, ma situazioni simili sono molto ghiotte per i fotografi, ne vanno a caccia, e quei fortunati hanno fatto delle foto esclusive. Penso agli stranieri, che si sono portati a casa una Fontana di Trevi rossa, pensate ad un giapponese che fa 10.000 km, che stupore, quale occasione ghiotta, rendersi conto della rarità. Esisteranno anche i puristi che avranno sollevato mille proteste e classificati noi italiani dei casinisti incoscienti, come se non ci meritassimo l’eredità di certe opere artistiche.
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[…] il primo ad opera di Eleonora Brigliadori e il secondo più famoso per il nome dell’opera la Trevi Rossa, in entrambi i casi si trattava di interventi temporanei. Ma pur sconvolgendo un pezzo del creato, […]
2 comments
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lucien › Martedì 23 Ottobre 2007 alle 00:27
Scusate ma alla fine debbo scriverlo, e non è per simpatia con l’autore, ma situazioni simili sono molto ghiotte per i fotografi, ne vanno a caccia, e quei fortunati hanno fatto delle foto esclusive. Penso agli stranieri, che si sono portati a casa una Fontana di Trevi rossa, pensate ad un giapponese che fa 10.000 km, che stupore, quale occasione ghiotta, rendersi conto della rarità. Esisteranno anche i puristi che avranno sollevato mille proteste e classificati noi italiani dei casinisti incoscienti, come se non ci meritassimo l’eredità di certe opere artistiche.
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