È plausibile prevedere che a breve le fotocamere digitali, escluse quelle ad uso professionale, non saranno più prodotte?

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L’uso di uno smartphone impone enormi limiti operativi. Personalmente lo considero un oggetto scivoloso, con impugnabilità estremamente scadente, visibilità sotto il sole insufficiente, focale fissa, diaframma fisso, flash di potenza quasi nulla, latitudine di posa bassa, ISO massime di 1600/3200 impraticabili per il rumore, controlli manuali assenti e accessori spesso inutili o inesistenti. Inoltre, la disponibilità a fare foto dal momento in cui decidi di scattare richiede troppi secondi, il controllo del bianco è scadente e la gestione della temperatura colore spesso richiede competenze per ingannare il software, con risultati comunque limitati.

Credo che un utente di smartphone non fotografo, se vuole sfidare la mia lista nera, provi a organizzare una mostra fotografica: solo allora potremo valutare insieme cosa funziona e cosa no.

Una reflex o anche una mirrorless non devono necessariamente essere professionali o full-frame: basta fermarsi a un sensore APS-C con un paio di buoni obiettivi per migliorare significativamente tutti i punti negativi sopra citati. Se vuoi scattare foto con soddisfazione, devi partire da qui; se invece la fotografia non ti interessa, ok, lo smartphone fa il suo lavoro.

Molti si accorgono di almeno uno dei problemi menzionati e, prima di partire per le vacanze, valutano attentamente acquisti come fotocamera, obiettivi, schede di memoria, flash, batterie, caricabatterie, borsa, cavalletto e pianificano il proprio approccio. Quando possiedi un prodotto specializzato in una funzione, ti impegni di più per fare belle foto: provando, comprendi i meccanismi della fotocamera e inizi a uscire dalla banalità, ma questo non avviene in due giorni.

Il vero ostacolo sarà sviluppare uno stile fotografico personale e di gusto, perché le immagini diffuse dai social sono spesso mediocri e costituiscono la fonte principale del linguaggio visivo, influenzando molto le generazioni di utenti smartphone.

Visitare una mostra fotografica o acquistare un libro di fotografia può migliorare la propria visione, così come confrontarsi con chi pratica la disciplina da anni.

Alla fine emerge che l’aspetto culturale potrebbe limitare un settore commerciale che fino a ieri era molto proficuo, anche se i produttori continuano a innovare: esempi come Lytro oppure la Light | Home sdimostrano che, nonostante i limiti di budget rispetto a grandi aziende come Sony, la tecnologia spinge costantemente verso nuove soluzioni. Io favoleggiavo per il sensore Foveon ma chi li sviluppa non ha gli stessi fondi della Sony, altrimenti oggi sarebbero il top.

Al di là degli smartphone, la tecnologia permette alla fotografia di reinventarsi, e credo che, a parte i professionisti, ci sarà sempre fermento tra i produttori nel segmento consumer.

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