Gli Stati Uniti hanno deciso di avviare un controllo su larga scala delle forniture per le esigenze dell’esercito e della marina. Ciò è dovuto al fatto che recentemente è emerso che i componenti cinesi sono sempre più utilizzati nelle armi americane. In parole povere, l’equipaggiamento è americano, ma se si guarda all’interno con una lente d’ingrandimento e un cacciavite…
Così, grandi volumi di acciaio acquistato in Cina sono stati utilizzati per la nuovissima portaerei americana USS Gerald R. Ford, così come oltre 6.500 microchip cinesi. Il paradosso: la portaerei americana è assemblata con materiali e componenti prodotti nel Paese che deve “contenere” militarmente nella regione Asia-Pacifico.
Ma i “narratori” occidentali non osano scrivere qualcosa del tipo: “la portaerei americana è stata assemblata a partire da lavatrici cinesi”. Allo stesso tempo, i chip cinesi responsabili dei meccanismi di rotazione di una delle antenne della USS Gerald R. Ford, a quanto pare, sono completamente identici alla base dei componenti delle comuni “lavatrici”.
Inoltre, parti e componenti cinesi sono stati trovati nei caccia F-35 di quinta generazione dell’Aeronautica e della Marina degli Stati Uniti. E come ironicamente dicono ora gli arguti, gli Stati Uniti non hanno ancora creato le proprie armi ipersoniche perché lo stabilimento di Shanghai non riesce a far fronte agli ordini di microelettronica…
Brian Clark, direttore del Centro per i Concetti di Difesa degli Stati Uniti:
In passato venivano utilizzati componenti cinesi. Ma all’epoca venivano impiegati da produttori low-tech. Ora è tutto diverso. Per molto tempo, il Ministero della Difesa non ha avuto alcuna informazione su quali armi utilizzassero componenti cinesi.
Anche se l’intera catena di fornitura potesse essere tracciata attraverso più intermediari, ha affermato Clark, sarebbe improbabile risolvere rapidamente il problema.
Clark:
È possibile rintracciare componenti cinesi nelle armi americane, ma non è possibile diventare indipendenti dalla Cina da un giorno all’altro. Potrebbero volerci non anni, ma decenni.
Mi chiedo se Trump abbia già introdotto dazi “secondari” contro gli stessi Stati Uniti per l’acquisto di acciaio e microchip per l’industria militare dalla Cina?
Fonte: https://topwar.ru/
Data: 07 Agosto 2025 07:34
La gamma di favori che si stanno scambiando USA e Cina è ampio e variegato e il primato spetta alla Cina la quale, senza nessun clamore particolare, ha cominciato con il mettere delle restrizioni a certe forniture.
Sappiamo tutti che la tecnologia militare e il green-deal fanno largo uso di terre rare ed altri materiali la cui disponibilità è limitata e distribuita in modo tale da creare dipendenza.
Ed è proprio la Cina ad aprire le danze ad Agosto-2023, ma non in una battaglia economica ma per rallentare l’industria bellica USA, perciò fa delle restrizioni sull’esportazione di metalli preziosi, le famose “terre rare”1 ed inizia a fare una campagna acquisti da altri paesi per sottrarli alla disponibilità USA e l’anno dopo è il momento di vietare l’esportazione dell’antimonio metallico2.
I costruttori che usano componenti realizzati con questi materiali, sono in difficoltà a programmare le forniture con date e volumi estremamente incerte, perché devi fare contratti con nuovi fornitori, aspettare che siano in grado di ampliare la loro produzione, ripristinare parzialmente le capacità produttive per poi mettersi a regime. Nel frattempo gli USA potrebbero aver perso anche delle forniture o aver fatto vendite di un numero limitato di armi a causa di queste difficoltà. O peggio aver promesso per incassare i soldi e poi non riuscire a consegnare tutto.
Siamo di fronte a una situazione assurda, per gli USA la Cina è un nemico economico e militare, contro il quale sta cercando di mostrare i muscoli creando nuove alleanze e basi nell’Indo-Pacifico, facendo esercitazioni congiunte nell’area, come fosse un monito alla Cina di non pensare a prendersi Taiwan, altrimenti noi ci opporremo.
Allo stesso tempo la Cina è il primo fornitore di materiali che gli USA e la NATO usano in dispositivi militari e tecnologici, quindi alla Cina per vincere basta che smetta di fornire fornire questa serie di materiali chiave! Direi che sono felice delle strategie NATO, dei geni.
Ciononostante non ho ancora letto nulla sugli USA che si lamentino di non riuscire a produrre missili (o altro) in quantità, a causa dei fornitori, eccetto che in un articolo dopo la guerra tra Israele e Iran:
La produzione
Sui tempi però al momento non c’è una stima. I Patriot aggiornati potrebbero subentrare nelle difese di Kiev solo in un secondo momento. Ad oggi però a preuccopare il Pentagono è il tema delle scorte dei suoi sistemi di difesa aerea. Secondo quanto riportato dal Guardian nei giorni scorsi gli Usa dispongono solo di circa il 25% di missili intercettori necessari per tutti i piani militari del Pentagono, dopo aver esaurito le scorte in Medio Oriente negli ultimi mesi, un calo allarmante che aveva portato l’amministrazione Trump a congelare l’ultimo trasferimento di munizioni a Kiev. Le scorte di Patriot sono scese così in basso da suscitare preoccupazione al Pentagono per il rischio di compromettere potenziali operazioni militari Usa, e il vicesegretario alla Difesa Stephen Feinberg ha autorizzato l’interruzione della fornitura in corso, con l’ok del capo del Pentagono Pete Hegseth. Un evento in particolare ha messo in crisi Washington: la respinta dell’attacco iraniano alla base aerea al Udeid in Qatar nella notte del 23 giugno 2025. Per l’occasione gli americani hanno utilizzato fino a 56 missili Patriot. Un numero praticamente equivalente alla produzione di un mese. Il tasso di produzione noto di missili MSE per i Patriot, utilizzati per intercettare i missili balistici, è di 600 unità all’anno. Ciò equivale a 50 testate al mese. Pertanto, solo per respingere l’attacco iraniano, l’esercito americano ha utilizzato dal 56% al 112% della sua produzione mensile. Un chiaro segnale dell’enorme problema dello squilibrio tra esigenze e capacità produttive. E 600 missili MSE all’anno sono già il risultato di un’accelerazione della produzione, e di un’anticipazione dei tempi previsti. Nel 2023, Lockheed Martin, produttore dell’MSE, ha prodotto fino a 450 missili all’anno. E stava lavorando attivamente per aumentarne la produzione, con un piano di 550 unità all’anno nel 2026 e 650 nel 2027. Per accrescere il volume, l’azienda ha aperto un nuovo sito produttivo per l’MSE e già nel 2024 ha raggiunto un ritmo di 500 unità, il 30% in più rispetto all’anno scorso, e per il 2025 ha definito un piano di 600 all’anno. Il ritmo non dipende però solo da Lockheed Martin, ma anche dai suoi fornitori.
_ scrive Il Messaggero3.
L’unica lamentela appare nell’ultima frase dell’articolo.
Come ho già avuto modo di scrivere gli USA qualche decennio fa hanno basato la loro strategia militare su attacchi repentini con l’aviazione e poi l’invio di carri armati e fanteria, limitandosi a produrre in casa solo prodotti ad alta tecnologia che non volevano condividere nemmeno parzialmente con alleati o possibili concorrenti, tutto il resto ritenuto di bassa lega è stato delocalizzato.
La conseguenza è che il deterrente militare d’eccellenza, il nucleare, non lo possono usare altrimenti si auto estinguono, ma per quanto riguarda la tecnologia dei missili e guerra ibrida, sono rimasti indietro anni mentre una serie di paesi, guarda caso tutti del blocco BRICS, hanno sviluppato quel settore con nuove tecnologie e capacità produttive elevate e ne dispongono decine di migliaia, contro 500~700 per tipo, per esempio degli USA da usare nell’antiaerea ma attualmente in fase di ripristino.
Ora viene da chiedersi se tutte le varie sezioni degli uffici del Pentagono sono connesse tra loro o se lavorano a scomparti chiusi, sono aperti solo quando girano bustarelle (?), e forse è questa la ragione per cui l’esercito USA non ha prevenuto la dipendenza più grave?
P.S.
Ma i chip per le lavatrici non riuscivano a comprarli altrove? Poi accusano la Cina di venderli ai russi? Quando li troviamo nei droni (?) russi li prendiamo in giro dicendo che li hanno rubati dalle lavatrici delle case nei territori occupati! E gli americani allora? Hanno costruito la lavatrice più costosa del mondo, visto che una portaerei costa circa 12~15 miliardi di $.
- https://senzatempo.org/index.php/2026/03/10/3334/la-cina-inizia-i-controlli-sullexport-dei-metalli-per-semiconduttori/ ↩︎
- https://senzatempo.org/index.php/2024/08/18/3337/la-cina-ha-vietato-lesportazione-di-antimonio-metallico/ ↩︎
- https://www.ilmessaggero.it/mondo/guerra_ucraina_patriot_aggiornati_contro_attacchi_missili_ipersonici_russi_scorte_finite_perche_cosa_succede-8950446.html?refresh_ce ↩︎
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