Italiani si arruolano in Ucraina per combattere contro la Russia. È solo propaganda.

Andrea Cappelletti 25 anni
Andrea Cappelletti 25 anni
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Da volontari a combattenti

A Kiev è presente un gruppo di giovani italiani che ha deciso di arruolarsi nelle forze armate ucraine per combattere contro la Russia, spinti da motivazioni ideologiche ed europeiste. Alcuni di loro citano il Manifesto di Ventotene e vedono nel conflitto la possibilità di costruire un’Europa più unita.

Un’associazione italiana, Stur (Support the Ukrainian Resistance), sostiene circa una ventina di connazionali impegnati al fronte, fornendo aiuti materiali e supporto psicosociale alle famiglie dei volontari. Tra i futuri combattenti c’è Andrea Cappelletti, 25 anni, che ha lasciato il lavoro in Italia per arruolarsi come pilota di droni, consapevole dei rischi e in contrasto con il parere del padre. Un’altra storia è quella di N., 34 anni, ex programmatore di Verona, trasferitosi a Kiev senza informare la famiglia delle sue reali intenzioni.

Il gruppo, proveniente da diverse regioni italiane, ritiene che la sola assistenza umanitaria non sia più sufficiente e che l’uso delle armi sia ormai necessario. Convinti della vittoria ucraina, sostengono che la motivazione ideale degli ucraini e dei volontari stranieri sia più forte di quella dei soldati russi.

Decisione che puzza di propaganda

Uno ha tutto il diritto di fare le sue scelte, ma ritengo che l’essere troppo dentro un ambiente limiti il tuo campo visivo e rischi di fare inconsapevolmente qualcosa di estremo per proteggere la tua routine. Ma la decisione, che sappiamo essere suicida, è stata presa per il profondo coinvolgimento personale ma scollegata dalla realtà che lo circonda. Nel senso che se sapesse quali sono oggi le possibilità di sopravvivenza e volesse veramente la pace, farebbe tutt’altro. Una scelta fatta per scaricare odio, ma non è come lanciare un sasso contro l’edificio di una istituzione pubblica solo per un senso di appagamento, al fronte in in Ucraina “l’edificio” risponde in tempo reale, e la possibilità di perdere la vita è altissima.

Mi permetto pure di criticare il volta faccia da volontario che porta viveri al fronte, quindi, di indole pacifica o non votato per il combattimento, ma per la vita e la sua salvezza, a diventare combattente c’è un salto inspiegabile, motivata da un’idea ancora più assurda: “Credo nell’UE” dopo tutti i danni che la Commissione UE ha fatto all’Europa da quando è nata e recentemente concentratisi in modo incredibile con le decisioni unilaterali prese dalla Von der Leyen.

Passa da volontario a combattente, crede nell’UE, poi farà il pilota di droni, questo è il passaggio finale che inchiappetta molti giovani, perché si illude che la guerra moderna sia come usare i joystick giocando con la Play Station nella tua cameretta. Ha molta più attrattiva rispetto a quella di prendere in mano un fucile, con le facili e immaginabili conseguenze di rimanere isolati al fronte, patire il freddo, e se rimani ferito non vedere mai arrivare i soccorsi.

Tutti sicuri di andare a pilotare droni, eh?

Vorrei sapere quanti soldi ha ricevuto questo gruppo per partecipare a questo step della propaganda, a questa infinita pantomima della guerra che non deve finire mai. Gli stessi finanziatori hanno poi, ovviamente, inviato un testo tipo all’ANSA per chiudere il cerchio.

Fare il mercenario è legale o no?

Andrea Cappelletti e i suoi amici se mai dovesse riuscire a sopravvivere, al ritorno in Italia in base alle nostre leggi dovrebbe passare qualche guaio. Purtroppo il sistema politico Italia è inquinato dalle alleanze, quindi, anche se hai combattuto come mercenario contro un paese con cui l’Italia non è in guerra, non subirai accuse penali perché combattevi contro chi veniva (e viene) ritenuto politicamente un nemico. Nemico un paese che gli italiani non ritengono nemico, la Russia, ma che i politici vorrebbero educarci ad odiare.

Ricordiamoci che il lancio mediatico di questo gruppo che si arruola nell’esercito Ucraino (spero che non metta sulla divisa la bandiera italiana), è di ANSA.it, e tutti i media a ruota ne parlano un po’. ANSA di fatto fornisce copia originale e i media mainstream fanno fotocopie. Perché oggi evidenziano questo gruppo e non altri che sicuramente ci saranno stati? Perché ci stanno preparando al futuro immaginato dalle élite. Il prossimo passo sarà convincerci tramite una messe di articoli che c’è bisogno di riaprire la leva militare obbligatoria, poi ne arriverà un’altro che dirà che è necessario mandarli in Ucraina.

Poco alla volta subiremo un processo di ucrainizzazione che non interesserà solo l’Italia ma l’Europa intera se non ci sfiliamo in tempo da questo errore storico in cui ci hanno trascinato gli USA scientemente.

Per evitare questo o di vedere se il governo ha il coraggio di farlo, dobbiamo sperare che Putin finisca presto.

Articolo 11 della Costituzione: perimetro e limiti

L’art.11 Cost. stabilisce che:

“L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.”

Punti chiave:

  • Il ripudio della guerra riguarda l’azione dello Stato italiano, non direttamente il comportamento del singolo cittadino.
  • Tuttavia, la decisione di partecipare a conflitti armati rientra esclusivamente nelle competenze degli organi costituzionali (Parlamento e Presidente della Repubblica).
  • Qualsiasi azione armata individuale che possa incidere sui rapporti internazionali non è coperta da alcuna legittimazione costituzionale personale.

In sintesi: il cittadino non ha titolo autonomo per “fare la guerra”, anche se mosso da finalità ideali.

a) Art. 244 c.p. – Atti ostili verso uno Stato estero

È la norma più rilevante in questo contesto. Punisce chi:

“Compie atti che espongono lo Stato italiano al pericolo di guerra o comunque compromettono i rapporti con uno Stato estero.”

Aspetti critici:

  • Non è necessario che l’Italia entri effettivamente in guerra.
  • È sufficiente che l’azione sia idonea a peggiorare le relazioni internazionali.
  • La partecipazione armata di cittadini italiani contro la Russia può essere interpretata come atto ostile imputabile indirettamente all’Italia, soprattutto se reiterata o organizzata.

👉 Questo rischio esiste anche se l’Italia sostiene politicamente l’Ucraina, perché l’intervento militare resta formalmente non autorizzato.

b) Arruolamento in forze armate straniere

L’ordinamento italiano non vieta in assoluto l’arruolamento all’estero, ma diventa problematico quando:

  • avviene senza autorizzazione governativa,
  • riguarda conflitti attivi,
  • coinvolge Stati con cui l’Italia intrattiene relazioni diplomatiche, anche se deteriorate.

In tali casi, l’arruolamento può essere valutato come:

  • condotta lesiva dell’interesse nazionale,
  • comportamento incompatibile con i doveri di cittadinanza.
c) Mercenarismo (profilo residuale)

Se il volontario:

  • riceve compensi,
  • è inserito in unità irregolari,
  • non è formalmente integrato nelle forze armate statali ucraine,

potrebbe esporsi anche al rischio di qualificazione come mercenario, con conseguenze penali e perdita delle tutele previste dal diritto internazionale umanitario.

Sintesi

Sebbene le motivazioni ideologiche o europeiste possano avere una valenza morale soggettiva, sul piano giuridico:

  • l’art.11 Cost. non legittima alcuna iniziativa armata individuale;
  • la partecipazione diretta al conflitto espone i volontari a rischi penali seri, in particolare per atti idonei a compromettere i rapporti internazionali;
  • l’uso delle armi, a differenza dell’aiuto umanitario, oltrepassa una linea che la Costituzione riserva esclusivamente alle istituzioni.

Arrestato Bertolini, italiano e mercenario: combatte in Donbas dal 2016

Ricordiamo che ci sono anche italiani che combattono per la difesa del Donbas, quindi, si sono arruolati nell’esercito russo. Uno di questi al ritorno in Italia è stato arrestato all’aeroporto Malpensa e poi successivamente condannato.

Arrestato Bertolini, italiano e mercenario: combatte in Donbas dal 2016

Ora ha 29 anni: indagato dall’antiterrorismo a Genova, si era arruolato dietro compenso con gli occupanti. Dichiarava la sua simpatia per Forza Nuova. Arrestato all’atterraggio a Malpensa

https://www.milanotoday.it/cronaca/arrestato-alessandro-bertolini-mercenario-donbass.html

Qui lo stato si è ricordato delle sue funzioni ma forse quel che più conta è la posizione politica del governo costretto dalle alleanze a considerare la Russia un nemico e l’Ucraina amica.

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Categories: Ucraina-Russia

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