
TEHERAN (Tasnim) – L’account ufficiale dell’esercito israeliano sulla piattaforma social X ha espresso una reazione rabbiosa ai resoconti in ebraico dell’agenzia di stampa Tasnim.
La pagina ufficiale dell’esercito israeliano su X ha reagito ai resoconti di Tasnim per la comunità di lingua ebraica.
Negli ultimi giorni, l’agenzia di stampa Tasnim, mentre riportava la notizia del coraggioso scontro tra iraniani e i crimini dei terroristi sionisti americani contro la nazione iraniana, ha raccontato la realtà della guerra al pubblico di lingua ebraica sulla sua pagina in ebraico.
Il gruppo ebraico di Tasnim pubblica quotidianamente notizie, analisi e fatti sulla guerra in video e testi intitolati “Quello che Netanyahu non vi dice“. Fatti che vengono rigorosamente boicottati dall’apparato di censura del regime sionista nell’attuale guerra anti-Iran.
La gravità di questo boicottaggio è cristallina per chi monitora i media e i social media ebraici. Questo boicottaggio è tale che molti account in Israele e anche i media ufficiali sionisti sono obbligati a riportare la frase “approvato dal sistema di censura“. La frase è usata con estrema chiarezza e nudità, nelle poche e limitatissime immagini che pubblicano!
Fonte: https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/03/05/3532673/israeli-army-shows-angry-reaction-to-tasnim-s-hebrew-reports Il testo è stato tradotto automaticamente e adattato dall’originale.
Data dell’art originale: 5 marzo 2026 – 23:40
Fonte immagini: per la copertina è AI, nell’art. è TASNIM
Ripubblicato con licenza Creative Commons Attribuzione 4.0 Internazionale
Commento
La frase “Quello che Netanyahu non vi dice” dovrebbe diventare “Quello che Netanyahu non vuole che sappiate“ e se sei particolarmente insistente, prima o dopo ti individua sul campo e “magia” l’edificio in cui ti trovi viene per coincidenza colpito da bombe rilasciate da un caccia dell’IDF.
Non solo, usano la tecnica del doppio attacco, il secondo avviene 10 o 15 minuti dopo il primo quando i soccorsi si fanno in quattro per salvare ed aiutare feriti, persone bloccate, eccetera, così si ritrovano concentrate i pochi punti molte persone da uccidere con meno bombe.
In pratica raccontano che queste sono uccisioni casuali (effetti collaterali) perché non erano il loro obiettivo primario, ma non regge, perché poi usando la tecnica del doppio attacco in cui periscono i soccorritori, che di nuovo erano lì casualmente e non erano il loro obiettivo primario, perché “loro” dovevano finire di colpire i civili che avevano colpito con il primo attacco. In pratica vogliono fare un genocidio silenziando tutti i media.
La sfortuna di un fotografo o videomaker è che le riprese stesse denunciano il punto di ripresa e se le informazioni veicolate dalle immagini sono sconvenienti, individuano dove eri o sei ancora. La tecnica corretta sarebbe quella di fare le riprese e poi allontanarsi dal luogo quanto basta e inviare il lavoro alle agenzie, in modo da non avere ripercussioni, ma la questione è molto diversa per gli operatori umanitari/ONU e sanitari che non possono decidere come muoversi o dove andare.
Netanyahu è pure consapevole che una dose sufficiente di queste notizie potrebbe far ribaltare l’opinione pubblica occidentale influenzando le politiche dei governi che si adeguerebbero per conservare la poltrona, perciò agisce per censurare e nel suo dizionario il termine “censura” ha un valore esteso che comprende l’omicidio.
Poi colpire scuole, biblioteche, luoghi di culto, siti storici, cancella la cultura di un popolo e le generazioni successive non hanno più un senso di appartenenza etnica.
Quest’operazione è tutt’ora in corso in Iran, un paese con una popolazione più numerosa di Gaza di almeno 30 volte, distante 20 volte di più con un armamento migliaia di volte più potente e numeroso. Una trappola perfetta per il piccolo “satana”.
E l’occidente cosa fa?
Sta a guardare in silenzio.
Se si mostra contrario teme ripercussioni USA o strani incidenti ai treni, rete elettrica, internet, ma ovviamente a riguardo gli incidenti rimangono tali visto che pubblicamente nessuno ha il coraggio di citare alcun paese “democratico” come possibile mandante.
Anzi, uno di questi due paesi democratici sarà prossimamente protetto da una legge italiana specifica, non si potrà parlarne male, diventa reato.
Questo è l’occidente delle mele marce (per non fare riferimenti diretti).
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