Gli Usa il 28 Febbraio colpiscono la scuola di Minab.

La scuola di Mina nel 2024
La scuola di Mina nel 2024 e il resto del compound
L’attacco di Israele e USA contro l’Iran il 28 Feb 2026, oltre che raccapricciante, ha ottenuto l’effetto esattamente opposto a quel che pensavano. L’ignoranza americana sulla cultura iraniana non è dissimile da quella che hanno sulla cultura russa.
15–23 minuti

Secondo l’ex militare e ispettore ONU Scott Ritter, la guerra contro l’Iran sarebbe il risultato di una politica americana asseverata agli interessi di Israele. Ritter sostiene che una parte dell’establishment politico, mediatico e accademico statunitense promuova sistematicamente una linea filo-israeliana che influenzerebbe la politica estera americana, portando Washington a sostenere operazioni militari contro gli interessi degli Stati Uniti.

Nel suo intervento Ritter afferma che questa dinamica sarebbe accompagnata da una forte manipolazione dell’opinione pubblica, con i media che ripetono narrazioni ufficiali e giustificano il conflitto come un “dolore a breve termine per un guadagno a lungo termine”.

Selezione del bersaglio e IA

Secondo Scott Ritter, nel corso delle operazioni gli Stati Uniti hanno utilizzato un software avanzato di targeting automatizzato per analizzare database di immagini satellitari e identificare potenziali obiettivi associati alle Guardie Rivoluzionarie Iraniane. Il sistema scansiona le immagini e i dati esistenti, valuta caratteristiche come dimensioni e conformazione degli edifici e assegna punti di impatto sulla base di criteri predefiniti. Gli edifici che rientrano in determinati parametri vengono considerati idonei per un attacco preventivo e assegna i punti di impatto sull’edificio e da quale direzione.

In un caso specifico, il sistema IA aveva identificato degli edifici in un complesso edilizio di una base militare nella zona di Minab (sud dell’Iran), tuttavia, secondo Ritter, il database non era aggiornato e non rifletteva la situazione esistente nel 2026. Non comprendevano un ospedale ed una scuola. Il software, basandosi su dati obsoleti, ha assegnato due dei quattro punti ad una struttura medica e ad una scuola piena di bambini al momento dell’attacco.

La missione dei cinque missili

Per colpire il bersaglio, è stato deciso di lanciare cinque missili da crociera Tomahawk Block IV. I primi quattro missili sono programmati per seguire le coordinate iniziali e colpire gli edifici selezionati dal software di targeting. Il quinto missile ha una funzione particolare: non viene immediatamente diretto su un bersaglio fisso, ma “vagabonda” mentre da remoto raccolgono informazioni sugli effetti dei primi quattro strike, decidono dopo valutazione se su uno dei quattro obiettivi necessita di un secondo strike o se destinarlo ad un’altro obiettivo predeterminato prima della missione e già memorizzato nel missile.

Come sono stati usati i Tomahawk Block IV

I Tomahawk Block IV sono missili da crociera a media-lunga gittata con le seguenti caratteristiche operative: programmazione multi‑bersaglio nel senso che mentre è in volo possono accadere cose a terra e da remoto inviano quale bersaglio alternativo colpire e comunicazione in tempo reale: mantengono collegamento continuo con le piattaforme di comando (navi o basi), permettendo di ricevere immagini e dati mentre sono ancora in rotta. Le immagini servono esclusivamente per la guida tramite mappa memorizzata.

I primi quattro missili da crociera colpiscono i loro obiettivi, i primi due su magazzini da cui non esce fumo e non ci sono esplosioni secondarie, il terzo obiettivo colpito si rivela una struttura medica da cui esce fumo, quindi era ok, c’era presenza umana. Nella quarta esplosione oltre al fumo era evidente la presenza umana elevata.

Da remoto il centro di comando vede sul quarto obiettivo quanto segue:
– insegnanti e studenti in una scuola,
– persone riunite nella sala di preghiera dell’edificio scolastico, la più grande e adatta allo scopo
– dopo qualche minuto vedono i genitori che arrivano, ovviamente chiamati d’urgenza dai superstiti, ed entrano nella sala dove erano stati raccolti i feriti (ma non vi è conoscenza che il quinto strike sia arrivato dopo l’arrivo dei genitori o subito dopo che insegnanti e bambine sopravvissute si sono rifugiati nella sala preghiere).

Sulla base delle immagini e del punteggio assegnato dal software, gli operatori danno ordine di un secondo impatto sul quarto edificio per ottenere il maggior danno possibile oltre a quelli già fatti. Il missile designato colpisce quindi di nuovo dove ha colpito il quarto missile in precedenza e le immagini suggeriscono di colpire la sala di preghiera, dove si erano raccolti insegnanti, studenti e genitori proprio perché dalle immagini hanno visto che erano lì. Da resoconti sui social sembra che i genitori non abbiano fatto in tempo ad arrivare quando il quinto missile ha colpito. Il Tomahawk oltre alla testata con 450 kg di esplosivo ha ancora circa 250~300 kg di carburante di tipo avio che espande ulteriormente i danni per vaporizzazione, esplosione, fiamma in proporzioni variabili e non controllate.

In tutto questo c’è anche una beffa determinata dal fatto che l’ospedale che hanno appena colpito era a meno di 200 metri ma non possono prestare soccorso perché loro stessi ne hanno bisogno.

Questo attacco ha fatto 170 vittime colpendo due volte il medesimo edificio e scegliendo il secondo punto d’impatto per massimizzare le vittime.

Chi ha lanciato i Tomahawk?

Prima di proseguire eliminiamo qualsiasi dubbio su chi è il responsabile del crimine che ha causato la morte di 170 bambini a Minab in Iran. È un capitolo doloroso ma bisogna parlarne.
Questo genere di operazioni come colpire la scuola di Minab è un comportamento tipico di Israele che fa uso di software di IA dal 7 Ott 2023, che opera senza tenere conto di regolamenti, morale ed etica, ma è esclusivamente uno strumento politico nelle sue mani a cui è stato imposto una sola regola, salvare il culo di chi comanda, in questo caso Netanyahu, grazie allo stato di emergenza in cui si trova lo stato.

Ora comprenderete che dietro una simile crudeltà viene spontaneo pensare che siano stati gli israeliani e non l’America di Trump a commettere il crimine di Minab, non ci verrebbe mai in mente pensare che il nostro “alleato” migliore e più potente possa essersi macchiato direttamente con le proprie mani di una cosa simile, organizzandolo e portandolo a termine scientemente per ottenere il massimo danno umano tra civili “non adulti”, cioè bambini. Sarebbe uno scossone a tutto quello che noi crediamo, agli ideali distrutti di molti italiani a cui basta girare l’occhio e avere davanti un pezzo d’America, come cellulari, bibite, sigarette, PC, software. Un motto di repulsione potrebbe colpire gli italiani e non solo noi, da scendere in piazza per costringere il governo a cambiare la politica estera con gli USA dopo 80 anni, a rispettare l’art. 11 della Costituzione italiana. Ma evidentemente chi è al governo sa così bene chi è stato che finge di fronte l’evidenza, ma c’è un dettaglio tecnico che inchioda gli USA, così tutti gli italiani sapendolo possono scegliere liberamente se continuare a vedere gli USA con gli stessi occhi di prima.

Andate sulla pagina di wikipedia alla voce Tomahawk e andare a leggere alla sezione #Utilizzatori dove troviamo in ordine alfabetico: Australia, Paesi bassi, Regno Unito e Stati Uniti. Come vedete la cattiva Israele non è tra chi ha ricevuto i missili Tomahawk dagli USA. L’attacco del 28 Feb è stato aperto da Israele e a seguire dagli USA, che ha lanciato i Tomahawk dal mare e da indagini iraniane emerge che sono stati lanciati da una nave USA nella base marina in Bahrein che si trova a 650 dalla scuola di Minab. Ora è molto più chiaro il perché di tanto accanimento iraniano nel distruggere le basi USA nel Golfo Persico. Reazione che a quanto pare gli USA oltre a non averla prevista, non avevano nemmeno contromisure idonee a respingere i missili e droni iraniani, ma forse non era nemmeno nei loro pensieri che gli iraniani potessero reagire perché nel frattemo al nord a Teharn Israele si occupava di decapitare i massimi capi iraniani, Ali Khamenei, la sua famiglia ed altri capi religiosi e politici.

Secondo la politica USA dopo un simile attacco e le proteste che avvenute in Iran a Gen-2026, lo stato iraniano avrebbe dovuto essere in uno condizione di debolezza psicologica, affranta, facilmente domabile con minacce perentorie. Evidentemente le strategie dei politici fanno schifo e hanno preso la cattiva abitudine di non farsene nulla delle opinioni della CIA e varie intelligence interne.

Perciò quella che era la più grande potenza del mondo, oggi agli occhi di tutti gli 8 miliardi di esseri umani compie crimini al pari e peggio di quel che faceva Hitler, uno smacco castrante al 100% e il fatto che Trump sia un burattino nelle mani di Netanyahu, non potrà mai essere una scusa applicabile, ognuno di noi deve essere responsabile delle proprie azioni.

Automazione e IA

Ritter puntualizza che l’uso di software come quello di IA — che elabora dati da database spesso obsoleti — ha un forte impatto sulla scelta degli obiettivi. In questo caso la scuola non era più un magazzino o una struttura collegata alle forze armate, ma il sistema l’ha comunque riconosciuta come bersaglio. La sua selezione non ha previsto un filtro umano efficace prima dell’attacco, violando delle procedure interne e leggi di guerra.

Ritter sottolinea che:
– non sono state rispettate procedure interne volte a minimizzare i danni collaterali,
– la decisione di colpire una struttura chiaramente civile contravviene ai principi di distinzione e proporzionalità previsti dal diritto internazionale umanitario,
– la selezione e l’ordine di attacco si sono basati su criteri automatizzati, non su un’analisi umana accurata.

Ritter definisce l’episodio non solo un errore tecnico, ma un fallimento operativo che contrasta con i regolamenti militari e con i principi costituzionali di rispetto delle leggi di guerra.

L’attacco ha dimostrato che i sistemi di targeting automatizzato, se non verificati, possono portare a colpire obiettivi civili. Ma questi risultati dovevano essere già noti all’esercito USA grazie all’esperienza dell’esercito israeliano che impiega l’IA contro Gaza, e che sostanzialmente ragiona più o meno così: “Se colpisco tre obiettivi e solo nel quarto trovo la presenza umana, significa che buona parte se non tutti, si sono rifugiati lì per salvarsi, quindi, diventa il tuo obiettivo primario, di conseguenza è logico fare strike di nuovo immediatamente in quel punto”. Il risultato è che Gaza è stata rasa al suolo e le vittime civili si sono rivelate l’obiettivo primario di ogni attacco perché tra esse poteva esserci un terrorista di Hamas, mentre il vero terrorista sei tu che pensi che sia vantaggioso far morire 100 persone per avere la possibilità (non certezza) di uccidere un solo terrorista.

Se l’obiettivo malvagio era perseguito in modo simile a quello israeliano, allora hanno potuto distinguere bene le dimensioni dei corpi i colori dei vestiti che non erano divise militari, poi nel caso in cui siano “militari”, non accorrono i genitori ma eventualmente solo le ambulanze. Perciò esistevano sufficienti informazioni per farti capire quel che avevi appena fatto. Ciononostante l’IA è stata lasciata decidere di colpirli con il “vagabondo”.

Questo è l’abituale comportamento di Israele nelle sue guerre e lo sta facendo anche contro l’Iran su Tehran dove ha già colpito più di una dozzina di scuole, perché colpire il futuro del paese, colpire le istituzioni, decapitare chi guida le istituzioni, continuare a colpire fino a che non c’è alcun essere umano da uccidere, rende un paese controllabile. Tehran è un città con 20 milioni di abitanti, e dove vanno? Possono fuggire e ridistribuirsi nella zona nord dell’Iran, quella maggiormente abitabile, quella con maggiori infrastrutture, ma gli iraniani non fuggono davanti alle difficoltà, si uniscono e aiutano chi ha bisogno anche sotto le bombe israeliane.

Se ne conclude che l’IA viene usata scientemente per ottimizzare i danni umani civili, è più facile colpire il 98% della popolazione rispetto al 2% costituito dai militari ben armati e abituati a dissimulare la loro presenza e rispondere al fuoco.

Hanno lanciato l’attacco e visto le immagini dei sistemi di sorveglianza remota, sia il comando militare dal Mar Arabico che dalla ROOM SITUATION da dove di solito Trump ama stare per godersi l’azione da una posizione privilegiata insieme ai suoi più stretti collaborati ed erano tutti quanti a conoscenza e consapevoli di quel che stavano facendo ma nessuno ha detto di cambiare l’obiettivo del quinto missile. In tutto questo non vedo nulla di diverso da quello che fece Hitler quando decise di gasare milioni di ebrei, esattamente ciò che stanno facendo oggi anche gli ebrei sionisti suprematisti alla guida di Israele, lo abbiamo visto dopo il 7 Ott. come hanno ridotto la città di Gaza, un ammasso di ceneri.

Le reazioni nella politica internazionale

✔️ Paesi arabi e media regionali hanno reagito in modo molto critico sull’attacco, collegandolo a questioni di diritto internazionale, sicurezza e destino geopolitico della regione.
✔️ Reazioni europee e multilaterali si concentrano sulla condanna di danni ai civili e sull’importanza di investigazioni legali.
✔️ Negli USA l’evento ha aggravato il dibattito politico interno sulla conduzione della guerra e sull’uso dell’intelligence. Nelle ultime ore e forse in preda a qualche tipo di delirio, Trump ha detto che probabilmente sono stati gli iraniani a colpire la scuola di Minab.

Oltre a quanto sopra, se il risultato delle prime ore di attacco sono l’uccisione di 170 bambini chiusi dentro una scuola, non può far altro che isolare politicamente gli USA e far nascere nella popolazione mondiale, occidente, BRICS e paesi del Sud, un senso di ripugnanza da sfociare in odio contro chi fa queste atrocità. Tra i paesi UE solo la Spagna ha avuto il coraggio di dissociarsi da quest’attacco vergognoso non concedendo l’uso delle basi militari USA sul territorio spagnolo per attaccare l’Iran, divieto poi aggirato con la voce di scalo tecnico prima di arrivare a Sigonalla in Italia o altre destinazioni intermedie in UE. Il nostro premier Meloni, invece dichiara davanti i microfoni che non sapeva che fossimo in guerra e invoca la diplomazia e contenimento del “regime iraniano” lasciando di fatto le basi italiane illimitatamente a disposizione in barba all’art.11 della nostra Costituzione. Il nostro governo ha taciuto il 100% su quello che sa.

Ciò non toglie che gli iraniani sembrano aver accolto favorevolmente una decisione italiana:

ULTIM’ORA: L’Italia ha deciso di ritirare le sue truppe dall’Iraq a seguito degli attacchi iraniani.

Sui social iraniani questa notizia è apparsa il 14-Mar-2026, ciò indica che in Iran monitorano tutte le informazioni delle agenzie di stampa.

Le immagini da Minab

Questa sezione mostra immagini e video particolarmente drammatiche e di forte impatto, sono state realizzate da persone presenti a qualsiasi titolo in seguito all’attacco e le hanno postate sui social senza che alcuna censura o regolamento impedisca loro di pubblicarle, “alla faccia della dittatura che controlla tutto“, ciò implica che le immagini che circolano diventano parte della storia documentata, quella che i nostri giornaloni nascondono perché “sconveniente” per il governo parte della cricca della NATO dove un iscritto sta dando di matto credendo d’essere il capo del pianeta Terra.

Non sono scene costruite a tavolino per impressionare come quelle che escono da Kiev, sono vere e per tale ragione ho deciso di metterle in fondo al post e oscurarle in modo che tu possa osservarle solo se vuoi e non perché te le sbatto davanti gli occhi. Ovviamente non si sono trattenuti nel riprendere qualunque situazione, il mondo deve vedere cosa fanno gli USA, deve sapere, deve scandalizzarsi, l’occidente deve provare repulsione nei confronti di chi ordina e compie gesti simili. Peraltro molta satira in Iran prende in giro Trump come colui che prende ordini da terzi di un’altro stato perché non si rivelino tramite gli Epstein files le atrocità compiute su bambini, quindi, lo ritengono un habitué che spiega il suo gesto.

Medico con camice insanguinato ripreso in una catena umana.

Il medico e il truccatore.

Ricordate l’ospedale pediatrico di Kiev colpito a luglio 2024? Queste sono due immagini che sono diventate virali sul web perché erano un clamoroso falso. Il medico che vedete a sinistra (o infermiere) ha destato più di un sospetto e poi salta fuori un video dove si vede un agente (immagine di destra) con una sacca di sangue sporca il camice del finto sanitario che poi si mette in mezzo alla catena umana per aiutare. L’impatto emotivo e psicologico al primo colpo è elevato. Ci voleva dire: “Vedete quanto è cattivo Putin, colpisce i nostri ospedali“, peccato che il missile era stato lanciato dagli ucraini, i sanitari non calzano scarpe da ginnastica e poi se era un ospedale pediatrico i bambini dov’erano? Mi chiedo se oggi c’è ancora gente che crede in Zelensky!

Qui sotto non vedrete falsità simili, è tutto tragicamente vero.
In Iran non censurano le riprese e non puniscono la successiva pubblicazione, mentre in Medio Oriente nell’unico paese con una democrazia se fai una cosa simile ti becchi 5 anni di carcere.
La scuola elementare di Mina, prima e dopo l’attacco.

New York Times: Gli Stati Uniti sono stati responsabili dell’attacco alla scuola elementare femminile di Minab, Hormozgan, che ha causato il martirio di 170 studenti iraniani.
L’attacco è partito da una base navale statunitense nel Bahrein.

Panoramica dei soccorsi.

Chi ha fatto le riprese (15 secondi) era fuori campo, dal lato dove erano ancora in piedi pezzi della scuola, ma in lontananza si sentono le urla strazianti delle mamme.

Si continua a scavare con le mani, trovano qualcosa…

Come avrete notato c’è una partecipazione collettiva senza distinzione di ruoli come avviene in occidente dove solo gli operatori autorizzati possono svolgere questo genere di compiti secondo un criterio dettato dl “protocollo” quella linea di confine che rende distaccati gli uni dagli altri rendendo un po’ tutti meno coinvolti e meno responsabili. 50~60 anni fa noi eravamo ancora come loro.

Un papà che guarda gli effetti della figlia.
Il caos dei soccorsi
L’ultimo ricordo.

Fine della ricerca della scuola elementare delle ragazze martirizzate con 165 martiri.
Il governatore della contea di Minab ha annunciato la fine della ricerca degli studenti martiri a Minab, dicendo: Con il completamento della rimozione dei detriti presso la scuola Shajareh Tayebeh, i corpi puri di 165 martiri sono stati recuperati dalle macerie.”

Se mancassero dati essenziali per sapere che missili erano, questi resti dei missili Tomahawk, sono tracce sufficienti per un tecnico militare ad identificare a quale modello di missile appartenevano. Questa è una firma che non obbliga gli iraniani a rivelare come, quanto, quando, con cosa vedono i lanci USA.

1 Marzo 2026 – Gli iraniani scrivono una dedica su un missile destinato alle basi militari USA.

La scritta sul missile in persiano dice: “In memoria delle ragazze della scuola di Minab“.
Anche nelle scritte sui missili gli iraniani rivelano la loro umanità, lo fanno in memoria di qualcosa di estremamente importante dal punto di vista umano. Non è una frase di odio fine a se stesso come abbiamo già visto fare dagli israeliani per Gaza o dagli americani per i missili destinati a colpire i russi.

I nostri “giornaloni” non riescono a scrivere nulla di più eticamente sensibile .

Io voglio capire come sia possibile, guardando la foto, pensare che sia una fossa comune!

Lo sanno benissimo cosa stanno vedendo, ma vogliono sminuire il rilievo che ha un fatto così grave come l’attacco sulla scuola di Minab, relegando le vittime come ad anonime trovatelle senza nome e a cui non vale la pena darne uno, trovate morte è buttate in una fossa comune, quasi a nascondere un peccato inconfessabile di cui si cerca di non essere giudicati.

LA STAMPA e gli altri “giornaloni” che adottano il medesimo approccio, hanno perfettamente ragione di lasciare in sottofondo quel senso di colpevolezza, perché siamo alleati a quei criminali che lo hanno commesso, perciò siamo soggetti a comportamenti psicologici che ci spingono a nascondere la rilevanza di quanto accaduto sminuendo il valore delle vittime rimaste uccise nell’esplosione. Con quest’espressione non esiste un colpevole, così, evitiamo di piangerne il dolore per le colpe che sentiamo d’avere anche noi in tutto questo.

Nel frattempo a Tehran…

Mentre vicino allo stretto di Hormutz si è consumata una tragedia, a Tehran invece era stata attuata una strategia complementare che secondo la mente malata di coloro che l’hanno progettata, se da una parte colpisci duro il futuro del popolo e dall’altro chi ne tiene le redini avresti dovuto ottenere facilmente l’effetto Venezuela.

Perciò a Tehran gli israeliani hanno colpito il capo supremo, Ali Khamenei, che era insieme alla sua famiglia. Aveva 86 anni, non si nascondeva più ed era consapevole che era il momento di diventare martire per unire ancora di più il popolo iraniano. E così è stato, lo abbiamo visto da dolore nei volti che mostravano le telecamere ovunque si girasse nella folla accorsa per commemorarlo ignare delle bombe che continuavano a cadere. Guardate cosa succede a Tel Aviv se cade una bomba e provate ad immaginare cosa accade se mai dovessero fare il funerale di Netanyahu, probabilmente il 99% delle persone vorrebbe avvicinarsi alla bara per sputarci sopra!

Ora dopo esserci levati qualche sassolino, che cosa collega così tanto ciò che è accaduto quella mattina a Tehran con quel che è successo a Minab?

Il caso vuole che insieme a Khamenei è morta anche una nipote di 14 mesi di età di cui la stampa iraniana ha divulgato qualche immagine. La rara bellezza dell’innocenza infantile non poteva essere ripubblicata in occidente, come fai, sei alleato di chi ha fatto la strage a Minab e poi ti commuovi davanti ad una foto? Perciò i giornaloni l’hanno completamente ignorata.

Zahra Mohammadi Golpayegani, 14 mesi, nipote di Khamenei.

Qualcuno vicino alla famiglia ha pensato di fare un omaggio a questo piccolo essere morto innocente.

Zahra Mohammadi Golpayegani era la nipote più piccola del leader martire della rivoluzione islamica. È stato trovato un Corano nel luogo del loro martirio, che Zahra di 14 mesi ha ricevuto in regalo dal nonno il 10 Esfand 1403. È morta accanto a Sua Santità l’Ayatollah al-Uzma Khamenei.

Sua Santità l’Ayatollah al-Uzma martire Seyyed Ali Khamenei ha scritto all’inizio di questo Corano donato alla nipote: “Nascita dell’occhio caro della luce Zahra Mohammadi il 28 Azar 1403, corrispondente al sedicesimo di Jumada al-Thani 1446. Chiedo a Dio misericordioso salute, benessere e felicità per questo bel fiore.

A Minab hanno fatto la stessa cosa per i bambini e bambine morte a causa dell’attacco USA e questo video omaggio chiude questo difficile post che tenta di ritrovare un’umanità persa.

Omaggio alle bambine della scuola di Minab

Video: alcuni sono stati ricodificati per compatibilità con i tutti i browser usando WP
Credit per immagini ospedale Kiev: Telegram
Credit per screenshot LA STAMPA: screenshot diretto
Credit per altre immagini: 🇮🇷 @QODS_COM | Notizie della Guardia Qods (canale Telegram)

Alcune opinioni di Scott Ritter riportate nel post, possono essere verificate in questo video.


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