Nel contesto delle tensioni in Medio Oriente, Israele sta intensificando la censura sui media internazionali presenti nel Paese. Diversi video diventati virali mostrano membri delle Israel Defense Forces mentre allontanano troupe di emittenti come CNN e Al Jazeera, per evitare la diffusione di immagini dei danni causati dagli attacchi provenienti da Iran.
Nel pieno dell’escalation, le autorità israeliane avrebbero rafforzato le restrizioni sulle riprese legate agli impatti di missili e droni lanciati anche da gruppi alleati di Teheran, come Hezbollah e Houthi. L’obiettivo dichiarato è impedire che immagini e informazioni sensibili possano essere sfruttate per migliorare l’efficacia degli attacchi.
Tra gli episodi, il fermo temporaneo di una troupe della CNN turca durante una diretta a Tel Aviv il 5 marzo, mentre trasmetteva la schermata del cellulare che mostrava i punti in cui erano segnalati imminenti attacchi (vedi sequenza immagini sotto), praticamente su tutto Israele in concomitanza con un allarme missilistico. La polizia ha comunque fermato il servizio e strappato il cellulare dalle mani del giornalista. Il concetto è che anche se non fai vedere i danni causati dalle bombe iraniane, può sempre accadere che mentre fai il servizio ne cada una alle spalle e questo è da evitare, quindi, dicessero che non li vogliono i giornalisti, farebbero prima e più bella figura invece che ucciderli o arrestarli.
Estensione allarme bombe su mappa. | Mano su obiettivo. | Sequestro cellulare |
A Gaza, Cisgiordania, Libano e oggi anche in Iran ove sono presenti agenti del Mossad non ancora scoperti, le cose si mettono diversamente, se uccidono consapevolmente un giornalista o un infermiere o bambino a sangue freddo, non hanno gli occhi degli connazionali ebrei addosso a raccontare subito cosa accade, quindi, non si fanno premure per loro è un finto giornalista membro di un gruppo terrorista. Se fanno arresti è perché hanno troppi testimoni intorno per ucciderli.
Gli screenshot che seguono illustrano bene la repressione della categoria dei giornalisti perché di fatto con la sola presenza, violano già un “predicato” del sistema di IA che utilizza l’esercito israeliano, l’IDF.
Oggi va in carcere chi denuncia un crimine e non chi lo commette.








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