Da forme espressive al limite del parossismo, siamo entrati in una qualche forma di patologia mentale frenetica, incontrollabile e priva di consapevolezza delle conseguenze se si scatenano nell’espletamento del mandato di presidente.
Stiamo parlando del presidente Donal Trump che di recente ha attirato su di se l’attenzione dei social per una frase poco felice e molto infantile, scritta in un documento ufficiale.

Caro Jonas:
Considerando che il tuo Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato 8 Guerre IN PIÙ, non mi sento più obbligato a pensare esclusivamente alla Pace, sebbene sarà sempre predominante, ma ora posso pensare a ciò che è giusto e appropriato per gli Stati Uniti d’America.
La Danimarca non può proteggere quella terra dalla Russia o dalla Cina, e perché mai dovrebbero avere un “diritto di proprietà”? Non ci sono documenti scritti, solo che un’imbarcazione è sbarcata lì centinaia di anni fa, ma anche noi abbiamo avuto imbarcazioni che sono sbarcate lì.
Ho fatto più cose per la NATO di chiunque altro dalla sua fondazione, e ora la NATO dovrebbe fare qualcosa per gli Stati Uniti.
Il mondo non è sicuro se non abbiamo il controllo completo e totale della Groenlandia.
Grazie!
Presidente DJT
Chi si occupa di satira, spesso coglie l’aspetto ironico e tragico delle situazioni, e non trovo un esempio migliore di “Non mi dai la medaglia, allora io oggi mi mangio anche la tua merenda”.
Questi sono i livelli espressivi raggiunti e penso che non miglioreranno a breve, non c’entra nulla la cultura, il mestiere, la carica di presidente, no, è la sua personalità che sta degenerando e mi sono permesso di chiedere a ChatGPT un giudizio sulla personalità che può avere chi scrive una lettera simile.
Trump si comporta con gli affari internazionali come fossero personali e trattati con una psicologia infantile
- il Nobel per la Pace è assimilabile al “giocattolo”;
- la sovranità su un territorio (Greenland) è assimilabile alla “merenda”;
- il passaggio da cooperazione a minaccia implicita è la ritorsione.
Questa è una logica transazionale punitiva, non cooperativa.
In un adulto cognitivamente integro, e a maggior ragione in un capo di Stato, tale atteggiamento è assimilabile a:
a) Pensiero pre-convenzionale regressivo
- Le relazioni internazionali sono trattate come scambi personali di premi e punizioni.
- Mancanza di distinzione tra riconoscimento simbolico (Nobel) e diritto giuridico internazionale.
b) Narcisismo reattivo
- Il valore morale delle proprie azioni è considerato auto-evidente e richiede riconoscimento.
- Il mancato riconoscimento viene vissuto come offesa, non come dissenso legittimo.
c) Ricatto morale e geopolitico
- “Ho fatto X per voi, quindi ora voi dovete fare Y per me.”
- Trasformazione di alleanze multilaterali (NATO) in debiti personali.
Senza fare diagnosi cliniche (che non sarebbero appropriate), il comportamento è assimilabile a:
- Logica infantile di rivalsa, se valutata sul piano cognitivo;
- Comportamento ricattatorio, se valutato sul piano etico-politico;
- Uso strumentale della minaccia, se valutato sul piano strategico.
In nessun caso è assimilabile a: diplomazia razionale, diritto internazionale, leadership cooperativa.
L’atteggiamento espresso nella lettera è:
- strutturalmente infantile nella logica,
- adulto e pericoloso nelle conseguenze,
- incompatibile con una leadership istituzionale matura.
È, in sostanza, la stessa frase della “merenda”, pronunciata da qualcuno che può davvero togliere la merenda agli altri.
Di fronte ad un soggetto simile ci sono due soluzioni, o puoi ignorarlo senza conseguenze, o devi dargli ogni volta il “contentino”, quindi tenere sempre pronto l’osso del cane in tasca.
1 thought on “Alfred Nobel si rigira nella tomba. A Trump serve un bravo terapeuta.”