Intervista al Professor Jeffrey Sachs | “Trump riceve ordini da Netanyahu”.

Screenshot
Screenshot in cui viene evidenziato con un riquadro rosso l’edificio in cui abitualmente si trovava Khamenei secondo la sua routine giornaliera. Non era un bunker come la didascalia sull’immagine potrebbe far pensare.
Jeffrey Sachs quando rilascia interviste è quasi sempre per dare avvisi affinché chi di dovere ne tenga conto secondo il suo senso di visione e dovere verso il paese. Ma i politici occidentali, salvo rare occasioni, hanno perso il senso di responsabilità di quel che fanno.
8–13 minuti

L’India con il suo miliardo e mezzo di popolazione è un forte consumatore d’energia, può risentirne fortemente dal blocco dello stretto di Hormutz praticato dall’Iran dopo l’attacco USA/Israele contro l’Iran. E siccome per informare i loro ascoltatori non amano intervistare politici costretti a raccontare bugie (personale deduzione), si sono rivolti a Jeffrey Sachs. L’intervista è del 28 Feb 2026, ma chissà il perché in UE è diventata “virale” 5 giorni dopo che ci hanno imbambolato con le notizie che volevano farci arrivare.

Segue il riassunto della trascrizione di un video di 14 min dall’inglese di un’intervista fatta a Jeffrey Sachs dalla NDTV che la sede principale a New Delhi (India).


L’intervistatore introduce l’ospite:

Abbiamo con noi Jeffrey Sachs, professore alla Columbia University, uno degli economisti e commentatori più autorevoli. In queste ore ha pubblicato un video che sta diventando virale, nel quale spiega quella che, a suo avviso, è la vera ragione dell’attacco contro l’Iran.

Domanda:
Professor Sachs, grazie per essere con noi su NDTV in una giornata così importante per la regione e per il mondo. Nel suo video lei spiega perché pensa che l’Iran sia stato attaccato. Può dirlo ai nostri spettatori?

SACHS:
Questo è il tentativo degli Stati Uniti di mantenere la propria egemonia globale.
È una guerra per il controllo del Medio Oriente e del petrolio della regione.
Non ha nulla a che vedere con le minacce provenienti dall’Iran di cui ha parlato Donald Trump. Quella è semplicemente una menzogna imperiale. È una guerra imperiale, e una guerra molto violenta.
Potrebbe persino essere l’inizio di una guerra mondiale. Spero non sia l’inizio di un annientamento nucleare, ma temo che si tratti di un conflitto globale: una guerra per l’egemonia statunitense e israeliana in Medio Oriente e per il dominio globale.
Gli Stati Uniti sono intervenuti in Venezuela per controllare il petrolio dell’emisfero occidentale. Ora cercano di rovesciare il governo iraniano per controllare il petrolio del Medio Oriente. Questo danneggerà gravemente l’India ed è anche rivolto contro la Cina. In questa guerra l’Asia sarà la grande perdente.
È un’azione completamente criminale. Ma non so se qualcuno avrà il coraggio di dirlo apertamente, dato il timore verso Stati Uniti e Israele.

Domanda:
Secondo lei cosa succederà ora?
Ci sono stati attacchi contro diverse città iraniane e ritorsioni contro basi statunitensi in Bahrain, Abu Dhabi, Qatar e altrove. In passato gli scontri si sono fermati a questo livello. Crede che l’escalation continuerà?

SACHS:
Non vedo alcun percorso di de-escalation da parte di Stati Uniti e Israele. Sono attori egemonici e hanno già dichiarato i loro obiettivi.
L’obiettivo non è riportare l’Iran al tavolo dei negoziati: l’Iran era già al tavolo negoziale.
E non era impedire all’Iran di ottenere un’arma nucleare: non ne possedeva una, non la voleva e lo afferma da oltre dodici anni.
È stato Donald Trump a stracciare l’accordo nucleare, il Joint Comprehensive Plan of Action, che sottoponeva l’Iran a un severo regime di controlli.
Questa è una questione di egemonia globale. Paesi come l’India devono decidere: vogliono restare indipendenti o allinearsi all’impero statunitense?
Israele, tra l’altro, è il paese più violento al mondo in rapporto al territorio, ma conta sul sostegno degli Stati Uniti. E non riguarda solo Trump: si tratta di un progetto di lunga data della Central Intelligence Agency.
È una situazione estremamente pericolosa. Non ha nulla a che vedere con le motivazioni ufficiali: si tratta del controllo statunitense sul Medio Oriente e, in prospettiva, sul mondo. L’idea è che India, Medio Oriente e America Latina si allineino, mentre l’Europa diventi uno stato vassallo.

Domanda:
Il primo ministro Benjamin Netanyahu e il presidente Donald Trump si sono appena parlati al telefono. Secondo lei di cosa potrebbero aver discusso?

SACHS:
Trump prende ordini da Netanyahu. È molto semplice.
Netanyahu è venuto la scorsa settimana e ha imposto questa guerra, che ora continua. Gli Stati Uniti non sono nemmeno il principale attore.
La lobby sionista negli Stati Uniti è così potente da trascinare ripetutamente il paese in queste guerre. L’opinione pubblica americana è in gran parte contraria, ma oggi conta molto poco. Non abbiamo più un vero sistema costituzionale: siamo di fatto uno stato militarizzato, e Trump ne è il volto pubblico.

Domanda:
L’Iran minaccia una risposta schiacciante, ma finora abbiamo visto solo attacchi limitati contro basi americane. L’Iran ha davvero la capacità di fare qualcosa di più grande?

SACHS:
Non credo che gli Stati Uniti abbiano la capacità di rovesciare il governo iraniano in un giorno, una settimana o un mese, come pensano.
In casi simili — dal rovesciamento di Slobodan Milošević nel 1999 a quello di Muammar Gaddafi nel 2011 — gli Stati Uniti non sono riusciti a ottenere risultati rapidi.
L’Iran non è il Venezuela. È un paese di circa cento milioni di abitanti, con un territorio vasto e montuoso, e da anni si prepara alla possibilità di un tentativo di rovesciamento.
Credo che lo Stretto di Hormuz sarà coinvolto. Non penso si tratti di semplici attacchi simbolici nel Golfo: potrebbe essere la preparazione alla chiusura dello stretto.
Non posso prevedere le dinamiche militari delle prossime settimane, ma dal punto di vista geopolitico questa è una grave e illegale forzatura degli Stati Uniti. Non vedo come possa portare a un vero successo.

Domanda:
Secondo Reuters, la marina dei Islamic Revolutionary Guard Corps avrebbe annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz. Quali sarebbero le conseguenze immediate?

SACHS:
Penso che questo faccia parte del piano iraniano.
Gli Stati Uniti cercheranno di impedirlo, ma mi aspetto una forte interruzione dei flussi globali di petrolio nelle prossime settimane. Questo potrebbe portare l’economia mondiale in una crisi seria.
Non sono uno stratega militare, ma se gli Stati Uniti pensano di avere qualche soluzione segreta, francamente ne dubito.

Domanda:
Che ruolo potrebbero avere Russia e China?

SACHS:
Credo che entrambe cercheranno di sostenere il governo iraniano.
Come ho detto, questo è un attacco alla Cina tanto quanto all’Iran: fa parte di una mossa egemonica americana. L’India non dovrebbe sentirsi tranquilla, perché subirà direttamente le conseguenze.
Quando gli Stati Uniti si comportano come l’Impero Britannico, tutto il mondo ne soffre. Non abbiamo bisogno di un altro impero globale.

Domanda finale:
Trump ha diffuso un video di otto minuti in cui parla apertamente di cambio di regime in Iran. Si è messo con le spalle al muro?

SACHS:
Forse non lui, ma ha messo tutti noi sull’orlo di un precipizio globale.
È una persona mentalmente instabile, con tendenze megalomani. Ma dietro di lui ci sono la CIA e il Mossad. Queste idee sono in circolazione da molto tempo.
Non c’è alcun freno: solo un’accelerazione verso una guerra sempre più ampia.
L’unico modo per fermarla è che i paesi dei BRICS — India, Brasile, Russia, Cina, Sudafrica e altri, compreso l’Iran — si oppongano all’egemonia americana.

Solo così il mondo può restare sicuro.

Trascrizione resa leggibile in italiano del video che segue di 14 min.

Jeffrey Sachs Interview | 'Trump Takes Orders From Netanyahu': Professor Jefferey Sachs

Ascoltando diversi analisti che seguo, si ha sempre di più l’impressione che quanto stia accadendo sia causato anche dai file di Epstein rilasciati dal Dipartimento della Giustizia degli U.S. e, sembra, detenuti originariamente e pure prodotti, dal Mossad per il quale lavorava il noto pedofilo.

In che modo si intrecciano con quanto sta accadendo?

La City of London (intendo il miglio quadrato) sarebbe la principale sostenitrice del globalismo da cui Trump vuol far uscire gli USA per prendersi tutto. La reticente Europa è stata avvisata che può essere colpita facilmente e per fare un esempio hanno pubblicato dai file di Epstein i documenti che hanno portato ad accuse pesanti contro il principe Andrea, fratello di re Carlo III del Regno Unito. Si da il caso che il paese più democratico del Medio Oriente conscio che poteva entrare nel mirino ha reagito dapprima mettendo alle costole di Trump suo genero Jared Kushner che recentemente era sempre presente nelle trattative con Iran e Russia.

Questo accade perché da fonti interne negli USA, Umberto Pascali un analista italiano che vive negli USA e conosce questi dettagli, Trump odia Netanyahu (Ma dai!). Durante gli accordi per uno dei recenti incontri Netanyahu si sarebbe rifiutato ad incontrare Trump perché nella sua religione era giorno di festa, ma Trump gli ha risposto più o meno: “Non sei mai stato religioso nella tua vita, non fare il coglione proprio adesso”, le parole sono inventate ma la sostanza rimane la stessa.

Che c’entra tutto questo?

Erodere il potere di Londra significa erodere anche quello di Israele le cui ambizioni sono molto al di sopra delle sue possibilità ed ha bisogno assolutamente dell’aiuto degli USA e ha convinto Trump a partecipare all’attacco contro l’Iran. Trump ha dovuto partecipare nonostante sapesse che non può ritirarsi perdente da questo conflitto. Addirittura era in programma per i giorni successivi al rapimento di Maduro a Caracas ma la rete di spie che stava lavorando in Iran è stata smantellata perché la popolazione ha riconosciuto il loro modo di agire totalmente estraneo e offensivo del rispetto che hanno dell’Islam.

Il problema oggi è che l’Iran è inserito nel mercato globalista e il blocco dello stretto di Hormutz mette in crisi mezzo mondo dal punto di vista energetico fino ad un crollo dell’economia e forse la terza guerra mondiale. Il motivo è presto detto, i mezzi a disposizione dell’Iran consentono la distruzione delle infrastrutture occidentali installate a due passi dall’Iran e che si affacciano sul Golfo Persico, quelle sul mare arrivate dagli USA per l’occasione, quelle in Israele, il tutto con l’aiuto dei satelliti cinesi. L’Iran ha un numero di missili e droni così elevato da avere un vantaggio numerico, si suppone come minimo > 5:1 e frequentemente il costo del danno è da 10 a 1.000 volte il costo del missile o drone utilizzato.

Quanto dura la guerra?

La logica di Netanyahu sarebbe quella di coinvolgere gli USA anche con truppe e l’UE intera per sperare d’avere una possibilità su 100 di saltarci fuori. Ma l’Europa ha svuotato i magazzini di armi e proiettili per l’Ucraina senza spuntare nulla di positivo e si asterrà salvo presenze simboliche.

Gli USA prima che possano sbarcare uomini gli iraniani gli fanno fuori le navi che li trasportano. Attualmente gli USA stanno finanziando i Curdi per farli entrare in Iran dalla Siria, nel momento in cui avviene l’Iran sposterà degli uomini al nord.

Gli USA ed Israele dovranno trovare continuamente degli escamotage tattici per prolungare il più possibile il conflitto nella speranza di trovare uno spiraglio da cui emergere, ma otterranno esclusivamente la distruzione delle strutture militari ostili all’Iran in Medio Oriente e un aggravamento della crisi economica per motivi energetici. Continuerà fino a quando l’occidente non accetterà le condizioni dell’Iran.

Cioè esattamente quel che sta accadendo tra Russia e Ucraina ma che in Europa non hanno ancora capito.

Il problema è che Israele colpisce strutture civili per indebolire lo spirito di combattimento dell’avversario, ma con l’Iran ottiene il risultato opposto. Sono fortemente uniti contro il nemico che ha degli alleati, gli Houti, gli Hezbollah e delle tribù in Iraq.

Comunque l’intera popolazione del mondo è contraria a questo attacco da criminali di guerra di Israele e USA i quali sanno d’avere le spalle al muro e prima si fermano e meno danni subiscono, purtroppo avendo il controllo dell’informazione, Trump si può permettere di raccontare davanti le telecamere la qualunque, stiamo vincendo, abbiamo il pieno controllo dello stretto di Hormutz e ogni altra cosa favorevole a se stesso.

Ma come mai adesso Trump ha bisogno dell’UE, perché ha detto che ora è disposto a riprendere i negoziati con l’Iran… ma pensate che la gente sia lì solo per farsi prendere in giro? Putin dopo che lo ha capito non è ancora riuscito a farci capire che lo ha capito, probabilmente nemmeno se vincesse tre volte di seguito la stessa guerra.

Dobbiamo sperare solo che gli Iraniani facciano il lavoro sporco per tutti coloro a cui non piace questa situazione, affinché il tutto finisca il più in fretta possibile.


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