Come l’esercito cinese sta silenziosamente prendendo il controllo del Pacifico

Tutti i Porti, Aeroporti e Infrastrutture cinesi in un'unica mappa.
Tutti i Porti, Aeroporti e Infrastrutture cinesi nel Pacifico in un’unica mappa.
La Cina da anni sta modellando la sua presenza nel Pacifico in funzione del giorno in cui gli yankee decideranno di mettere il bastone tra le ruote ai cinesi.
5–8 minuti

Un nuovo rapporto1 sostiene che la Cina ha progressivamente ampliato la propria influenza militare nel Pacifico attraverso la costruzione di porti, aeroporti e infrastrutture di comunicazione che, pur presentate come civili, potrebbero avere anche funzioni militari strategiche. Queste installazioni costituiscono una rete di “nodi strategici” distribuiti su un arco di circa 4.800 chilometri, dalla Papua Nuova Guinea fino alle Samoa, molto vicine al territorio statunitense delle Samoa Americane. La regione, composta da numerose isole remote e sparse, ebbe grande importanza durante la Seconda Guerra Mondiale per la strategia statunitense e potrebbe tornare a essere rilevante anche in eventuali conflitti futuri2.

Secondo lo studio, la Cina ha sviluppato nel Pacifico meridionale una rete logistica crescente, realizzata principalmente da imprese statali legate al settore della difesa. Questa espansione è stata spesso sottovalutata mentre l’attenzione internazionale si concentrava su altre ambizioni di Pechino, come la creazione di basi militari all’estero3. Il rapporto è stato redatto da Domingo I-Kwei Yang dell’Institute for National Defense and Security Research di Taiwan e pubblicato nell’ambito del progetto Coastwatchers 2.0, una collaborazione tra l’Università di Canterbury in Nuova Zelanda4 e il centro di ricerca Project Sinopsis con sede a Praga.

Yang sostiene che la costruzione di un sistema logistico civile-militare nel Pacifico da parte della Cina non sia una possibilità ma solo una questione di tempo. Molte di queste infrastrutture si inseriscono nella Belt and Road Initiative5, il grande programma infrastrutturale globale lanciato da Pechino nel 2013. Secondo l’analisi, la BRI non è soltanto un progetto economico ma anche uno strumento di influenza strategica, nel quale le infrastrutture a “duplice uso” civile e militare possono agire come un vero e proprio moltiplicatore di forza6.

Questa rete, una volta completata, potrebbe limitare la capacità operativa degli Stati Uniti e dei loro alleati in vaste aree del Pacifico e, indirettamente, facilitare un’eventuale operazione militare contro Taiwan. Il Partito Comunista cinese7 considera infatti l’isola parte integrante del territorio nazionale. Inoltre, secondo lo studio, Pechino mira a modificare gli equilibri di potere nella regione, mettendo in discussione il sistema di alleanze guidato dagli Stati Uniti. In questo scenario, paesi tradizionalmente vicini a Washington — come Giappone, Corea del Sud, Filippine, Australia e Nuova Zelanda — potrebbero trovarsi costretti a riconsiderare i propri rapporti di sicurezza, avvicinandosi a Pechino8 e contribuendo a spostare l’equilibrio strategico regionale a favore della Cina.

Il rapporto afferma inoltre che questi nodi infrastrutturali fanno parte di un piano geostrategico ancora più ampio denominato Southern Link, che si estenderebbe fino al Sud America9, rafforzando ulteriormente la presenza cinese lungo le rotte del Pacifico e contribuendo a isolare strategicamente gli Stati Uniti a nord. Un esempio concreto di questa strategia è l’inaugurazione, lo scorso anno, di un grande porto commerciale a Chancay, in Perù, costruito e gestito dalla compagnia statale di spedizioni COSCO, che rappresenta un importante nodo logistico sull’altra sponda dell’Oceano Pacifico.

Interpellata sui suoi obiettivi nella regione, l’ambasciata cinese a Washington ha dichiarato che la Cina10 intende promuovere relazioni cooperative con i paesi vicini e contribuire alla costruzione di un mondo pacifico, prospero e collaborativo, fondato sull’idea di una “comunità con un futuro condiviso per l’umanità”.

Riassunto parziale di un articolo esclusivo di Newsweek
Data articolo: 14 Apr 2025
Le immagini originali sono interattive, qui trovate solo un paio di screenshot e le tabelle con i dati.


Basi cinesi nel Sud del Pacifico

Nell’immagine di copertina con il mappamondo e qui sopra, le aree blu sono occupate dagli USA in funzione anti Cina. Vediamo che gli USA hanno basi alle Hawaii e lo scorso anno hanno iniziato a riattivare quella da cui è è partita la bomba “Little Boy” che ha poi distrutto la città di Hiroshima, cioè una base nell’isola di Tinian (vedi immagine di copertina), una pista11 attualmente senza infrastrutture utilizzabili.

Si tratta di ben poca cosa se osserviamo quanti punti ha collezionato la Cina, che è vero che non si frappongono tra le coste della California e quelle orientali dell’Asia, ma al reparto missilistico cinese non gli frega nulla, dispongono di ICBM e supersonici non rilevabili dai radar e sicuramente in quantità idonea a far sì che selezionando pochi punti di lancio si annulla un attacco nemico. Poi in caso di bisogno sul versante nord c’è sempre la Corea del Nord e la Russia.

Grafico appartenente ad un pdf presente in uno dei link nelle note a piè di pagina.

Confronto tra le navi da battaglia della Marina cinese e statunitense, nel periodo 2000-2030.

Che ci fosse una superiorità cinese della marina militare era già stato rilevato e scritto12.

Come vedete di quel che fanno in Cina lo sappiamo a cose fatte, mentre negli USA quando decidono di costruire una nuova portaerei lo si sa prima ancora che sia fatto il progetto perché prende il nome del presidente (spesso) che ha chiesto l’approvazione al congresso della spesa e quasi sempre sostenuta dai soliti argomenti, le future sfide che i nemici degli USA potranno attuare in futuro, come fossero dietro l’angolo con il fucile spianato. Poi garantito che al senato chiederanno degli extra per finirla, per armamenti nuovi e quando è finita sarà costata 15 miliardi con i quali la Cina ne farebbe tre in metà tempo e senza tanti clamori e fanfare.

Poi a cosa servono le portaerei se vengono colpite con facilità da missili ipersonici a causa dei quali devono stare a distanza di sicurezza ragion per cui ogni missione quando parte è come se fosse stata telefonata?

Non lo so se negli USA è una sorpresa questa espansione cinese, ma se i cinesi producono così tante navi da combattimento da qualche parte le dovranno pur mettere, e una bella mattina si alzano e si accorgono che i cinesi hanno vinto prima di cominciare i giochi seriamente?

Oppure gli americani sperano che noi europei non lo sappiamo e li seguiamo in capo al mondo per prendere delle bastonate, da cui poi loro si ritirano mentre qualche testa calda inglese o francese e tedesca insiste come in un revival della www2, per essere annientati appena si azzardano a diventare un pericolo per la sicurezza cinese.

Per completare la protezione delle rotte commerciali dei mari prospicienti la linea costiera cinese, la Cina ha avuto un incontro informale con alcuni paesi chiave, Vietnam, Corea del Sud e Giappone. Lo fa in un momento in cui sa di mettere sul piatto una forza molto superiore agli USA sia commerciale che militare. Al momento sembra che ci siano stati dei risultati e inizino collaborazioni a livello commerciale13 tra questi tre paesi e la Cina.

Senonché la Cina, secondo me, sta attuando anche strategie indirette per indebolire la marina militare e l’aviazione USA.

La Russia ha tolto lo status di terroristi ai Talebani dell’Afganistan14, ma a cosa è servito alla Russia tale mossa? Teniamo presente che l’Afganistan ha un piccolo confine con la Cina e circa 700 km di confine con l’Iran. Alla Russia è servito per aprire un mercato e allo stesso tempo permettere alla Cina, secondo una mia opinione e senza che ciò provochi conflitti diplomatici, di sfruttare il territorio afgano per far giungere munizioni e missili ad elevata tecnologia all’Iran che attraverso le sue filiere farà giungere allo Yemen che le userà contro la marina militare USA e Israele.

Di fronte ad un quadro della situazione simile se foste al posto di Trump, vi frega qualcosa se Taiwan diventerà una regione cinese pur se con un po’ di autonomia o no?

Per uno che vuole la Groenlandia, il Canada e anche Panama, deve solo stare zitto, calare la spesa militare e pensare al benessere dei suoi americani.

  1. https://sinopsis.cz/en/chinas-dual-use-infrastructure-in-the-pacific/ ↩︎
  2. https://www.newsweek.com/map-hutchison-ports-panama-canal-sale-blackrock-us-china-trump-2053193 ↩︎
  3. https://www.newsweek.com/china-news-military-opens-cambodia-ream-naval-base-south-china-sea-2056102 ↩︎
  4. https://www.newsweek.com/topic/new-zealand ↩︎
  5. https://www.newsweek.com/china-bri-investment-belt-road-xi-1835217 ↩︎
  6. https://www.newsweek.com/china-us-trade-tariffs-war-nuclear-trump-2058433 ↩︎
  7. https://www.newsweek.com/topic/chinese-communist-party ↩︎
  8. https://www.newsweek.com/trump-putin-map-china-xi-2058157 ↩︎
  9. https://www.newsweek.com/china-western-hemisphere-expansion-threat-us-latin-america-caribbean-2048398 ↩︎
  10. https://www.newsweek.com/topic/china ↩︎
  11. https://senzatempo.org/index.php/2024/09/28/3374/gli-usa-ripristinano-la-base-nel-pacifico-da-cui-sono-partiti-i-bombardamenti-atomici-sul-giappone/ ↩︎
  12. https://senzatempo.org/index.php/2024/06/29/3355/ora-anche-la-superiorita-della-marina-cinese-spaventa-gli-usa/ ↩︎
  13. https://www.ilpost.it/2025/03/31/cina-giappone-corea-sud-accordo-libero-scambio/ ↩︎
  14. https://www.ilpost.it/2025/04/17/russia-talebani-non-terroristi/ ↩︎

Lascia un commento

Lascia un commento
You May Also Like