Quale percorso formativo è utile per lavorare allo sviluppo di intelligenza artificiale?

Per sviluppare sistemi che possiedono Intelligenza Artificiale è consigliabile avere qualche altra competenza oltre ad una laurea in informatica/matematica/fisica?
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Considerando la delicatezza e le implicazioni dell’IA, soprattutto quella applicata ai robot, oltre agli studi tecnici sarebbe utile avere anche una formazione in lettere, filosofia o psicologia. Questo perché, quando si arriva a sistemi complessi, non si tratta più di funzioni gestite da script che definiamo “intelligenti”: l’IA nasce per interagire profondamente con noi esseri umani.

Oggi Siri di Apple è definita “intelligente”: è in grado di compiere sequenze di operazioni in modo autonomo. Se vuoi sapere che tempo fa a Parigi, farlo manualmente o con l’assistente digitale è un’esperienza diversa. Tuttavia, non la considero intelligente: altrimenti, potrei registrare una sequenza di operazioni da ripetere quando voglio e definirla intelligente.

Un robot assistente domestico — maggiordomo, badante, cuoco, ecc. — si trova di fronte a situazioni che, per quanto “noiose” per noi, richiedono l’adattamento a molteplici contingenze con estrema fluidità. Deve inoltre interagire con gli umani presenti in casa, di varia età, sesso, carattere e abitudini. Quali risposte, domande, parole o tono usare con ciascuno di loro?

Già me li immagino: la parte anteriore del robot esce dalla modalità “vestito” e visualizza contenuti digitali; prima di risponderti, magari deve assistere a uno spot pubblicitario. Questi e altri fattori possono alterare la routine familiare e i rapporti interpersonali. Ad esempio, sarà necessario fare controlli periodici per verificare che non si sviluppino derive indesiderate.

Arriveremo a robot umanoidi così avanzati che, indossando un semplice vestito, potrebbero essere scambiati per umani. Chi stabilirà cosa è accettabile?

Elon Musk afferma che l’IA deve essere regolamentata prima che diventi una minaccia, e condivido pienamente: gli sforzi odierni per ottenere risultati sorprendenti senza considerare gli “effetti collaterali” comportano dei rischi.

Saremo davanti a sistemi percepiti come intelligenti, anni luce avanti rispetto a Siri. Ma se un giorno un robot entra in un supermercato e fa esplodere una bomba ad alto potenziale? Elon Musk sostiene che a quel punto sarà già troppo tardi. Non serve spiegare perché.

Ecco che una preparazione anche umanistica credo possa aiutare ad avere una visione meno utopistica e meno rischiosa per noi.

Perché ho dato questa risposta? Perché saranno i laureandi di oggi a garantire che l’IA di domani non rappresenti una minaccia.

“Uomo avvisato, uomo mezzo salvato” più o meno il titolo di un vecchio film western è il messaggio che arriva da questo articolo visto poco fa: Due robot dialogavano con una lingua sconosciuta, Facebook sospende l’esperimento

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