In seguito all’arrivo della della RAI nelle isole Cayos Cochinos in Honduras per girare l’Isola Dei Famosi, il popolo Garifuna ottiene maggiore visibilità e la loro battaglia per il diritto alla proprietà di alcune isole abitate da secoli continunano insieme alla rivendicazione dei loro diritti base.
Fonte: http://www.puchica.org/

POPOLO GARIFUNA OCCUPA IL PALAZZO DI GOVERNO
Tra domenica 24 e lunedí 25 di settembre sono arrivati a Tegucigalpa (capitale dell’Honduras) alcuni bus con rappresentanti di tutte le comunita garifuna di OFRANEH (Organización Fraternal Negra de Honduras). Tra canti e balli tradizionali si sono installati sotto il palazzo del Congresso. Sono state nominate diverse commissioni tra cui la commissione negoziatrice che presenterá davanti al governo una dichiarazione approvata da tutte le comunitá.
La dichiarazione menziona tutte le problematiche delle comunitá ed esige una soluzione alle loro richieste.
Organizzato per poter cucinare e dormire sotto al palazzo del Congresso, il popolo garifuna é cosciente del fatto che l’azione potrebbe durare varii giorni, peró l’animo é alto e si stanno sviluppando riunioni, lavori di grupo, momenti spirituali, ecc. Stiamo seguendo la situazione e siamo attenti ad ogni aggiornamento, nel frattempo esprimiamo la nostra totale solidarietá con le comunita garifuna, que vengano rispettati i loro diritti e che siano ascoltate le loro instancabili voci, accompagnate dai loro tamburi!
| ORGANIZACIÓN FRATERNAL NEGRA HONDUREÑA, OFRANEH DICHIARAZIONE ALLO STATO DELL’HONDURAS Settembre 2006 Noi del popolo Garifuna viviamo da 209 anni sul litorale caraibico dell’ Honduras, dove abbiamo resistito in forma pacifica, utilizzando in modo razionale gli ecosistemi da cui otteniamo il nostro sostentamento. Senza dubbio, il processo di riconoscimento territoriale per il nostro popolo è stato tortuoso e in molti casi persino controproducente, visto che non si è tenuto conto dei diritti ancestrali, commettendo una serie di ingiustizie da parte delle autorità, senza rispettare le leggi nazionali e i convegni internazionali. Negli ultimi anni ci sono stati degli avvicinamenti tra lo Stato dell’Honduras e le Comuità Garifuna, e sono stati sottoscritti accordi e impegni che poi vengono elusi dai funzionari statali che paiono essere compromessi più con le elite al potere che col popolo che li ha eletti. In alcuni casi, le comunità, con l’accompagnamento di OFRANEH, sono ricorse ai tribunali nazionali per cercare di rimediare alle violazioni contro il nostro popolo: L’esperienza ha mostrato come la politicizzazione dell’ente giudiziario diluisca l’azione della giustizia in Honduras, ci siamo per questo visti obbligati a ricorrere ai tribunali internazionli. Anche così, dopo aver avuto accordi amichevoli con lo stato – come è successo nel caso di Punta Piedras, Colón. Caso relazionato con una illegale invasione di terre in questa comunità nel 1993 e ventilato davanti alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani (CIDH)-la posticipazione della soluzione al conflitto ci riempie di dubbi sulla volontà politica dei funzionari di risolvere i problemi sulla terra che colpiscono il nostro popolo. Le azioni volte a distruggere la prprietà comunitaria Garifuna che stanno attuando tanto gli organisimi internazionali quanto le amministrazioni di governo, per mezzo della Ley de Prorpiedad e del Proyecto de Administración de tierras de Honduras-PATH- (progetto di amministrazione delle terre dell’ Honduras), si converte in un’arma mortale contro la sopravvivenza culturale del nostro popolo. L’individualizzazione della proprietà nei territori indigeni e negri del paese, che promuove il progetto PATH, non è mai stata discussa con le comunità coinvolte, violando in questo modo il convegno 169 dell’ OIL. Un altro dei metodi di pressione utilizzato nei territori delle comunità Garifuna è stata la creazine di aree protette in quelli che tradizionalmente sono stati i nostri habitat funzionali. Le fondazioni private a cui lo stato affida la cura delle aree protette, applicano piani di gestione senza consultare le comunità e arrivano a violare i diritti umani. Di fronte all’accumularsi di accordi con lo stato dell’Honduras e di casi giuridici che riposano nel sonno eterno del sistema, le comunità Garifuna colpite pongono le seguenti richieste. ZONA DI TELA 1. Compimento delle Misure Cautelari a Triunfo de la Cruz, soprattutto in riferimento all’annullamento dell’atto del municipio dove assegnano le 22mz agli impiegati.Questo deve essere realizzato nelle 24 ore seguenti al ricevimento di questo documento. 2. Annullamento dell’accordo IDETRISA e MASERICA, Questo deve essere realizzato nelle 24 ore seguenti al ricevimento di questo documento. 3. Indagine e giudizio dei funzionari che hanno occultato il documento della comunità di San Juan, Tela 4. L’immediata ricomparsa del documento numero 27660, di San Juan. 5. Riconoscimento delle terre ancestrali di San Juan. 6. Soluzione immediata del caso PROMOTUR con nuevo San Juan, che permetta una volta per tutte che l’impresario Jaime Rosenthal Oliva tolga le sue mani dalla comunità. 7. Inmediato chiarimento dell’omicidio dei giovani Epson Andrés Castillo e Yino Eligio López membri della comunità di San Juan. 8. La non esecuzione del progetto Bahía de los Micos, perchè attenta chiaramente all’ambiente e alla vita. 9. Annullamento dei titoli emessi dai comuni nelle comunità Garifuna.. ZONA IRIONA, COLON Y GRACIAS A DIOS 10. Rendere effettivo un ordinamento territoriale nella zona dei fiumi Sico e Paulaya, frenando una volta per tutte l’implacabile deforestazione che si sta realizzando nella zona di ammortizzazione del fiume Platano, azione che ha contribuito alla sedimentazione delle conche idrografiche della zona, dando origine a devastanti inondazioni. 11. Intervento immediato del municipio di Juan Francisco Bulnes, perchè attraverso la gestione del municipio, la corporazione municipale ha consegnato tutta la terra dell comunità Garifuna ad allevatori, proprietari terrieri e narcotrafficanti. 12. Compimento degli accordi su Punta Piedra, Colon, effettuati tra il Governo dell’Honduras e OFRANEH, all’interno dell’accordo amichevole sul caso introdotto di fronte alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani –CIDH-(in riferimento all’approvazione del bilancio per la bonifica di Punta Piedra, includendo calendarizzazione delle attività). 13. Sospensione definitiva della costruzione della strada illegale tra la comunità di San José de la Punta e Sico. Così come di quella costruita per Fales, che danneggia la comunità di Cusuna. 14. Soluzione immediata del problema della terra a Vallecito, municipio di Limón, per le invasioni che danneggiano le Imprese Associative Nuevo Amanecer. 15. Indagine sulle invasioni e spoliazioni che sono state commesse contro le comunità di Tocamacho e Sangrelaya. 16. Che lo stato adotti, con le comuntà che abitano il dipartimento di Gracias a Dios, le misure necessarie per frenare, una volta per tutte, l’enorme deforestazione e l’ecocidio della Riserva Rio Plátano. 17. No all’esecuzione del progetto idroelettrico Patuca III 18. Procedere all’immediato ampliamento e bonifica delle comunità della zona di Iriona e Gracias a Dios, soprattutto nella parte sud. 19. Esigiamo la dichiarazione come Territorio Garifuna della zona di Iriona, Colon e Gracias a Dios. CASO Programa Administración de Tierras de Honduras, (PATH) (programma di amministrazione delle terre dell’Honduras) 20. La deroga del capitolo III della legge di proprietà, allo stesso tempo proponiamo una nuova scrittura del capitolo III. 21. Annullamento immediato della Mesa Wadabula, Consiglio regionale attraverso il quale il governo precedente ha installato un gruppo di garifuna che pretende di rappresentare gli interessi di tutto il popolo Garifuna. 22. La non implementazione del PATH nelle comunità Garifuna e Miskite 23. Togliere all’Istituto nazionale Agrario e ad altre istituzioni l’autorizzazione a dotare di qualsiasi dipo di documento la Mesa Wadabula ZONA CAYOS COCHINOS 24. Immediata registrazione dei titoli di cayo Bolaños, Chachahuate e Eastend, a nome delle comunità Garifuna. 25. Revisione e rielaborazione del piano di gestione del Parco Nazionale Cayos Cochinos con la partecipazione piena e cosciente delle comuità della zona. 26. Smilitarizzazione dei Cayos Cochinos e garanzia del rispetto assoluto dei diritti umani degli abitanti. 27. Ricerca, insieme agli abitanti di Cayo Chachahuate di un sistema di dotazione di acqua potabile. ALTRI TEMI 28. Esclusione immediata di tutte le comunità Garifuna dai comprensori urbani dei comuni, dichiarando una volta per tutte il carattere autonomo delle comunità indigene e negre in Honduras, così come la firma del convegno 169 dell’ OIL, strumento giuridico internazionale ratificato dal governo dell’ Honduras. 29. La non concessione di prprioetà private da parte dei municipi nella comunità garifuna e la NON registrazione nell’Istituto della Proprietà. 30. L’immediata ristrutturazione della strada di Triunfo de la Cruz. 31. Ricostruzione del ponte di accesso a Bajamar. 32. Appoggio per la ricostruzione della comunità di Triunfo de la Cruz dopo il passaggio della tormenta tropivale Gamma, nella costruzione di un ponte sul fiume Gamma e appoggio per la costruzione di case distrutte dal fiume. 33. Il rinforzo immediato del Ministero delle Etnie (dotandolo delle risorse finanziarie e logistiche necessarie perchè possa opportunamente rispondere ai bisogni delle comunità indigene e negre). 34. Facciamo nostra la posizione dell’ Alianza Cívica por la Democracia soprattutto in riferimento a: Legge sullo sfruttamento minerario, Legge Forestale e Legge sull’Acqua • L’immediata deroga della legge sullo sfruttamento minerario perchè attenta contro la vita e l’ambiente. • La non approvazione della Legge Forestale e la Legge sull’Acqua se non vengono discusse, consultate e accettate dal nostro popolo e dalla società in generale. Tegucigalpa, 25/9/2006 Firmano rappresentanti delle comunità Garifuna |
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COMUNICADO PUBLICO
La comunidad garífuna de Chachauate, Cayos Cochinos, Islas de la Bahía, exigimos una inmediata desmilitarización de nuestro cayo, en donde existe presencia militar desde finales del año pasado, creando un ambiente de represión y hostigamiento tanto de la población local y turistas.
El Archipiélago de Cayos Cochinos fue convertido en una área de reserva en el año de 1993, cuando el expresidente Rafael Callejas promovió la creación del parque nacional, inducido por el empresario suizo Stephan Schmidheiny. El área protegida fue registrada bajo el decreto 1928-93, en el documento se incluyó la prohibición de pesca con anzuelo dentro de la reserva, convirtiéndose dicha restricción en una expulsión de la población garífuna de la zona.
Para el año de 1994 durante la administración de Carlos Roberto Reina, se modificó el decreto logrando la comunidad el acceso a la pesca artesanal, y colaborando con una veda total de la obtención de crustáceos en el archipiélago. Durante cuatro años contamos con la presencia del Instituto Smithsoniano, el que desde un principio pretendió crear un parque nacional de exclusión, donde a los garífunas se nos reprimió con el propósito que abandonáramos el lugar del cual dependemos económicamente los habitantes de tres comunidades costera.
Para el mes de enero de 1996 desapareció el pescador Domitilio Calix Arzu, hecho que se dio en medio de una ofensiva de violencia de parte de la Fuerza Naval en contra de nuestra comunidad. Los sucesos fueron denunciados públicamente, sin embargo las investigaciones no concluyeron y los casos pasaron a ser una muestra más de la impunidad que existe en el país.
El 27 de enero del 2001 fue agredido con arma de fuego el buzo Jesús Flores Satuye, este recibió impactos de bala en su brazo. El caso ha sido remitido a la Comisión Interamericana de Derechos Humanos en Washington, teniendo en cuenta que el episodio de la violación a los derechos humanos de el Sr. Flores Satuye, fue ignorado por las autoridades locales.
La Fundación Cayos Cochinos acompañada por al Fondo Mundial para la Naturaleza (WWF por sus siglas en inglés), elaboró un nuevo plan de manejo de la reserva, situación que fue negociada con un grupo de miembros de la comunidad, denominado la Comisión Negociadora, los que nunca informaron a nuestra comunidad sobre las pretensiones del nuevo plan de manejo de zonificar las áreas de pesca.
Podemos señalar que los pescadores y en general las comunidades desconocen totalmente las negociaciones efectuadas por la supuesta Comisión Negociadora, además de no haber informado al pueblo en general, descontaron las graves consecuencias de la zonificación de pesca tiene para nuestra economia de subsistencia y el derecho a la alimentación de nuestro pueblo . Al mismo tiempo tememos como la presencia de los soldados en nuestro cayo está ligada con la ejecución del nuevo plan de manejo elaborado por la Fundación cayos Cochinos y la WWF .
La presencia de los militares en la zona ha sido justificada por el supuesto trafico de drogas y bebidas alcohólicas hacia el Cayo de Chachauate. Sin embargo el número de soldados y la agresividad de su comportamiento indican que la función no es de frenar el supuesto abuso de las drogas y el alcohol, sino de revisar minuciosamente la captura de pesca que portamos en los cayucos como producto de nuestra pesca artesanal.
La Fundación Cayos Cochinos ha instigado la división en la comunidad por medio de su creada Comisión Negociadora, la que está compuesta de una minoría de hombres al servicio de la Fundación, y los cuales se han venido prestando para su nueva estrategia de desalojo de la población garífuna.
Los miembros de la comunidad de Chachaute somos enfáticos en exigir un inmediato retiro de los soldados estacionados en el cayo, además de pedir una negociación realista sobre el plan de manejo arbitrario que tratan de imponernos la Fundación Cayos Cochinos, la WWF y AVINA.
Nuestro pueblo garífuna se ha destacado por la conservación del medio ambiente, hasta el punto que más de la mitad de nuestras comunidades se encuentran dentro de áreas protegidas o sus zonas de amortiguamiento. Este hecho es un indicativo del amor a la naturaleza que poseemos y es inaudito que algunos ecologistas de escritorio pretendan imponernos a sangre y fuego un plan de manejo violatorio de los derecho a nuestra alimentación.
Dado el 30 de agosto de 2006
Miembros de la Comunidad de Chachauate
DICHIARAZIONE PUBBLICA
La comunità Garifuna di Chachauate, Cayos Cochinos, Isole della Baia, chiede l’immediata smilitarizzazione del nostro isolotto, dove dalla fine dello scorso anno è presente una presenza militare, che ha creato un clima di repressione e molestie sia per la popolazione locale che per i turisti.
L’arcipelago di Cayos Cochinos è stato designato riserva naturale nel 1993, quando l’ex presidente Rafael Callejas promosse la creazione del parco nazionale, incoraggiato dall’imprenditore svizzero Stephan Schmidheiny. L’area protetta è stata registrata con il Decreto 1928-93, che prevedeva il divieto di pesca con amo e lenza all’interno della riserva, di fatto allontanando la popolazione Garifuna dalla zona.
Nel 1994, durante l’amministrazione di Carlos Roberto Reina, il decreto è stato modificato, garantendo alla comunità l’accesso alla pesca artigianale e introducendo un divieto assoluto di raccolta di crostacei nell’arcipelago. Per quattro anni, la Smithsonian Institution è stata presente e, fin dall’inizio, ha cercato di creare un parco nazionale con una zona di esclusione. Lì, il popolo Garifuna è stato represso nel tentativo di costringerci ad abbandonare la terra da cui dipendono economicamente gli abitanti di tre comunità costiere.
Nel gennaio 1996, il pescatore Domitilio Calix Arzu è scomparso durante una violenta offensiva della Marina Militare contro la nostra comunità. Questi eventi sono stati denunciati pubblicamente, ma le indagini non sono mai state completate e i casi sono diventati l’ennesimo esempio dell’impunità che regna nel Paese.
Il 27 gennaio 2001, il subacqueo Jesús Flores Satuye è stato colpito al braccio. Il caso è stato deferito alla Commissione Interamericana per i Diritti Umani di Washington, dato che la violazione dei diritti umani contro il signor Flores Satuye è stata ignorata dalle autorità locali.
La Fondazione Cayos Cochinos, in collaborazione con il World Wildlife Fund (WWF), ha elaborato un nuovo piano di gestione per la riserva. Questo piano è stato negoziato con un gruppo di membri della comunità, noto come Commissione di Negoziazione, che non ha mai informato la nostra comunità della proposta di zonizzazione delle aree di pesca nel nuovo piano di gestione.
Possiamo affermare che i pescatori e le comunità in generale sono completamente all’oscuro delle negoziazioni condotte dalla cosiddetta Commissione di Negoziazione. Inoltre, non hanno informato l’opinione pubblica e hanno ignorato le gravi conseguenze che la zonizzazione della pesca avrebbe avuto sulla nostra economia di sussistenza e sul diritto al cibo della nostra gente. Allo stesso tempo, temiamo che la presenza di soldati sul nostro isolotto sia legata all’attuazione del nuovo piano di gestione elaborato dalla Fondazione Cayos Cochinos e dal WWF.
La presenza militare nell’area è stata giustificata con il presunto traffico di droga e alcol verso l’isolotto di Chachauate. Tuttavia, il numero di soldati e l’aggressività del loro comportamento indicano che la loro funzione non è quella di frenare il presunto abuso di droga e alcol, ma piuttosto di ispezionare meticolosamente il pescato che trasportiamo nelle nostre canoe, prodotto della nostra pesca artigianale.
La Fondazione Cayos Cochinos ha fomentato la divisione all’interno della comunità attraverso la Commissione di Negoziazione da essa creata, composta da una minoranza di uomini al servizio della Fondazione, che si sono prestati alla sua nuova strategia di sfratto della popolazione Garifuna.
Noi, membri della comunità Chachaute, chiediamo con forza il ritiro immediato dei soldati di stanza sull’isolotto e chiediamo anche negoziati realistici riguardo al piano di gestione arbitrario che la Fondazione Cayos Cochinos, il WWF e l’AVINA stanno cercando di imporci.
Il nostro popolo Garifuna si è distinto per la tutela ambientale, al punto che più della metà delle nostre comunità si trova all’interno di aree protette o delle loro zone cuscinetto. Questo fatto è indicativo del nostro amore per la natura, ed è scandaloso che alcuni ambientalisti da poltrona intendano imporci, con la forza, un piano di gestione che viola il nostro diritto al cibo.
Pubblicato il 30 agosto 2006
Membri della comunità Chachaute
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