In Europa le automobili emettono solo l’1% della CO2 mondiale e a Bruxelles fanno finta di nulla?

Emissioni prodotte dai trasporti nell'UE
Emissioni prodotte dai trasporti nell'UE
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Più volte è stato detto che la CO2 emessa dalle auto europee sia l’1% del totale, senza però mostrare come si giunga a un numero tanto basso. Sicché molti dubitano che sia così ed è comprensibile, visto che un impatto devastante sull’industria dell’auto dovrebbe essere motivato da ben altri benefici sul clima. Il Parlamento Europeo ha una pagina dedicata alle «Emissioni di CO2 delle auto: i numeri e i dati». Si legge che «il settore dei trasporti è responsabile del 30% delle emissioni totali di CO2 in Europa, di cui il 72% viene dal solo trasporto stradale». Quote elevate, indubbiamente. Le auto? Anche peggio: «Sono tra i mezzi più inquinanti, considerato che generano il 60,7% del totale delle emissioni di CO2». A parte che non si tratta di inquinanti ma di clima-alteranti (il Parlamento lo sa, ma chi legge?), l’infografica di copertina chiarisce che quel 60,7% è riferito alle emissioni da trasporto, l’iniziale 30%.

Fin qui, percentuali e anche elevate, ma di cosa? Quanta CO2 emette l’UE? Il Parlamento Europeo nella pagina, a dispetto del titolo, non lo dice: meglio lasciare ai lettori solo le percentuali. Per fortuna sul sito dell’European Environment Agency, agenzia della UE, EEA greenhouse gases — data viewer ci sono tutte le statistiche. Prendiamo quelle del 2019. Il trasporto ha emesso 0,825 gt (miliardi di tonnellate) di CO2, il cui 60,7% delle auto sarebbe 0,501 gt. Ora non ci resta che pesare questo mezzo miliardo sul totale delle emissioni mondiali: quante sono? L’EEA non lo dice, ovviamente, ma secondo l’International Energy Agency sono state nel 2019 circa 50 gt. Ecco spiegato l’1% ed ecco spiegato perché sia così difficile trovare il dato e perché nessuno mai lo riporti a supporto dello stop alle auto termiche. Le emissioni di CO2 in Europa sono in calo, ma fuori aumentano dell’1% ogni tre anni. Tre soli anni per rendere inutile il beneficio derivante dalla distruzione dell’industria automobilistica europea.

__ da “il Sole 24 ORE” 4 Ago 2022

Tab. ricavata dalla pagina web: EEA greenhouse gases — data viewer

In realtà considerando le sole auto il dato sarebbe 0,436 mt nel 2021, quindi l’incidenza a livello mondiale sarebbe inferiore all’1%.

L’importante è renderci conto che non si può pretendere di rivoluzionare il settore automobilistico che da lavoro a milioni di persone, che richiede investimenti per rifare la gamma di veicoli, acquistare le batterie a prezzi economici in Cina dove sono prodotte usando energia proveniente da centrali a carbone, senza pensare di attingere energia elettrica da fonti alternative con un impatto ambientale quasi nullo!

Le emissioni di CO2 in Europa sono in calo, ma fuori aumentano dell’1% ogni tre anni. Tre soli anni per rendere inutile il beneficio derivante dalla distruzione dell’industria automobilistica europea.

In pratica al di fuori dell’EU costruiscono le batterie con centrali a carbone, le auto usano energia elettrica con solo il 30% originato da fonti rinnovabili, ma siamo dei virtuosi, lo vuole l’EU.

Quanti sono i paesi dove ci sono Leggi stringenti per le auto a combustione, come per l’UE?
C’è un’altra cosa che solo l’UE fa, sostenere il conflitto in Ucraina.

Cosa comportano queste due cose?

Un extra costo rispetto alla pandemia appena passata e ai disastri dovuti ai cambiamenti climatici che il resto del mondo non ha!

Questi extra costi potrebbero benissimo essere usati per un serio efficentamento territoriale (idrogeologico e sismico), la sanità, fonti energetiche rinnovabili, la pompa di calore solo dove hai il fotovoltaico, zero aiuti per le auto elettriche se non dopo che l’energia pulita prodotta non ha raggiunto il 90%, nel frattempo incentivare l’industrializzazione di alcuni motori a combustione alternativi che hanno rivelato caratteristiche molto promettenti sotto ogni profilo tecnico.

Chiediamoci se il motore a scoppio deve essere considerato finito con tutte le alternative attualmente allo studio ed in fase di perfezionamento. Offrono la possibilità di ridurre gli accessori necessari per il funzionamento ed il peso in modo considerevole comportando un’impronta ambientale ridotta. Questo implica anche una riduzione dei costi, invece il full-electric costo molto di più, pesa di più ed offre di meno e l’usato non vale nulla. Qui sotto vi porto un esempio di un possibile motore a scoppio alternativo

Prima d’incrementare a costi stratosferici l’energia da fonti green, si può pensare di favorire le auto con un Range extender basato su un motore ad alta efficenza come quello della Liquid Piston, ma non è proibito usarli anche per le auto a combustione di oggi con un impatto inferiore di inquinanti sia nella produzione che utilizzo da subito senza favorire le economie di altri paesi che gufano su di noi.

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Categories: Clima, Motori

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