Le direttive interne rivelate dal giornalista Owen Jones impongono di attribuire il termine “catturato” agli USA e di evitare del tutto la parola “sequestro”
Nuove rivelazioni scuotono ancora una volta la presunta aura di imparzialità della British Broadcasting Corporation (BBC). Il giornalista britannico Owen Jones ha reso pubblica una direttiva interna indirizzata ai giornalisti della BBC, una sorta di vademecum sul linguaggio da adottare per riferire dell’assalto militare e del successivo rapimento del presidente venezuelano Nicolás Maduro da parte di forze statunitensi lo scorso fine settimana.
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Nel Regno Unito c’è ben altro da segnalare, lì almeno lo dicono cosa è consentito e cosa no, ma sui social il branco va giù pesante ed allora che cosa succede?
“12.000 britannici arrestati ogni anno per post sui social media” questo è un titolo di un articolo del Daily Thelegraph NZ del 7 Aprile 2025.
Dal 2018 la polizia tedesca effettua regolarmente irruzioni su individui che hanno pubblicato messaggi d’odio e insulti contro i politici, aprendo oltre 8.500 casi e incriminando più di 1.000 persone. Nel marzo 2022, in seguito alle elezioni federali del 2021, la polizia ha effettuato irruzioni in circa 100 abitazioni di individui che avevano pubblicato messaggi d’odio contro i politici durante le elezioni del 2021. Questi raid hanno avuto luogo in 13 stati federali; la polizia ha sequestrato dispositivi individuali’ e, in alcuni casi, li ha costretti a cancellare questi messaggi (vedi B2). Nei casi in cui i telefoni individuali vengono confiscati, le autorità possono utilizzare la tecnologia dell’azienda israeliana Cellebrite per perquisirli se i loro proprietari si rifiutano di aprirli.
Estratto da: https://freedomhouse.org/country/germany/freedom-net/2023
Le autorità hanno arrestato e detenuto iraniani per le loro attività online e hanno utilizzato contenuti dei social media come prova di accuse penali per vari motivi, tra cui ‘propaganda contro il sistema’, ‘diffusione di bugie’ e ‘insulto alla Guida Suprema’. Sono disponibili pochi dati sul numero di arresti effettuati per attività online negli ultimi anni, tuttavia, secondo una ONG, 1.315 persone sono state arrestate tra gennaio 2011 e la fine di agosto 2023 per contenuti pubblicati sui social media (vedi Arresto, detenzione e condanne).
Questi sono tre esempi di forze di polizia che in tre paesi diversi (due si definiscono democratici ed uno è a guida islamica) svolgono attività pro-attive al fine di limitare le attività politiche contrarie alla narrativa ufficiale spingendosi ad applicare sanzioni pesantissime all’ex colonnello svizzero, Jacques Baud che vive a Bruxelles, non ha la libertà d’acquistare cibo per vivere usando la sua carta di credito e le consegne di cibo al suo indirizzo di Bruxelles vengono respinte dal sistema. Gli è stato negato l’accesso a qualunque risorsa avesse e la libera circolazione in UE per cui non può nemmeno tornare a casa in Svizzera.
Jacques Baud descrive i fatti secondo dati reali, è la sua cultura da ex militare, non ha bisogno di offendere nessuno, non è pro nessuno, si comporta come uno storico, racconta, non partecipa al gioco, lo ha fatto anni fa servendo lo stato svizzero, quindi, non offende nessuno e nemmeno glorifica Putin, ma se a Bruxelles la Kaia Kallas una russofoba messa lì per fare politica estera (che è già un grande errore di per sè) gli rompe che ci sia questo J.B. libero di dire che le cose stanno diversamente e le cui osservazioni sono citate in migliaia di social, inizia avedere rosso e lo sanziona.
Questa cose accadevano solo in Italia durante in Italia il ventennio nel secolo scorso, oppure in Iran come ho documentato sopra.
Sui social sono arrabbiati?
Si sono chiesti il perché lo sono?
È sufficiente che facciano un resoconto di come hanno ridotto l’UE dal 2000 ed in particolare dal 2020, e la gente non deve essere incazzata?
Dovrebbero chiedere scusa per ciò che hanno combinato, non arrestarci perché diciamo a loro le peggiori cose.
Stiamo facendo quello contro cui puntiamo il dito quando succede in Iran, Cina o Russia, ma adesso accade a casa nostra. Siamo arrivati ad un punto in cui il sistema è sempre un passo avanti per reprimere le teste pensanti.
A Bruxelles c’è il ministero della verità!
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