Il reddito di cittadinanza del M5S è una proposta secondo me strutturale, il cittadino che rimane senza lavoro non si sente abbandonato dallo stato ricevendo da esso un contributo mensile ma a certe condizioni e per un periodo limitato. Deve partecipare a corsi di aggiornamento se necessario, gli verranno fatte delle proposte lavorative, e dopo “n” rifiuti, perde il diritto al contributo (reddito di cittadinanza), che non può durare oltre 3 anni.
Con i corsi di aggiornamento sarà più facile trovare lavoro, i corsi creeranno a loro volta posti di lavoro.
Alla fine è un investimento che ha un suo ritorno.
Saranno necessari controlli capillari per scovare gli abusivi.
Il “Reddito di cittadinanza del M5S” è scaricabile, è un pdf corposo di 49 pagine molto articolato e per nulla banale. I detrattori lo sminuiscono travisando quello che hanno sentito dire in TV o letto sui social, come se fosse una cosetta che non vale la pena leggere, poi se ne escono (normalmente sono quelli del PD) dicendo cose che sembrano copiate pari pari dal M5S, purtroppo chi ascolta per la prima volta capisce che il PD in apparenza ha una posizione sensata ma che condiziona il cervello a ritenere sbagliata o scorretta la proposta del M5S, stante la contrapposizione esistente tra i due gruppi politici a confronto.
Per quanto riguarda l’imposta negativa, non sono esperto, ma QUI trovate scritto come funziona e non si tratta di una proposta strutturale, non è finalizzata alla crescita occupazionale ne al miglioramento della qualità professionali di chiunque percepisca delle integrazioni per raggiungere un minimo mensile. In pratica lo stato ha solo delle uscite.
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