Il primo esempio che mi viene in mente è il classico ritratto, dove i dettagli del volto valorizzano molto la foto.
Presupponendo di conoscere già i parametri su cui si basa una fotocamera (tempo, diaframma, sensibilità), posso dire che per fare ritratti si utilizzano obiettivi con focali (facendo riferimento al formato 24×36) tra 85 e 120 mm. Siccome spesso si vuole evidenziare il soggetto sfocando parecchio lo sfondo, si tiene aperto il diaframma il più possibile.
Solitamente, un obiettivo fotografico studiato per fornire buoni risultati a diaframma tutto aperto per i ritratti è il classico APO 80–200 f/2,8. Ha costi elevati, ma è da tenere sempre pronto all’uso.
Quando si utilizzava ancora la pellicola, si valutava la nitidezza di un obiettivo e della pellicola osservando se tutti i peli della barba, teoricamente a fuoco, apparivano nitidi; così ci si assicurava che almeno uno degli occhi fosse perfettamente a fuoco.
Accorgimenti.
Solitamente il soggetto, per fare un ritratto con un obiettivo simile, si posiziona a circa 3 m. Con un’apertura di f/2,8, la profondità di campo è molto ridotta, tale per cui un piccolo movimento del soggetto verso o lontano dal fotografo può mettere fuori fuoco l’occhio. Essendo un problema noto, gli scatti si ripetono cercando ogni volta il meglio possibile; se non è necessario avere un campo di messa a fuoco così ridotto, si può chiudere il diaframma a f/4.
Le problematiche sono simili anche per nature morte, statue o sassolini: ben presto ci si accorge che anche i micromovimenti del fotografo possono spostare il punto di messa a fuoco.
Quando il soggetto è piccolo, come un sassolino, è meglio cambiare obiettivo e scegliere un 100 f/2,8 Macro. In questo caso, si fotografa a mano libera con molta luce, oppure il soggetto deve essere fermo con la reflex sul cavalletto.
L’obiettivo per ritratti effettua la messa a fuoco a una distanza minima che va da 120 a 180 cm, a seconda della focale, mentre l’obiettivo macro può focheggiare a distanze comprese tra 20 e 25 cm; possono esserci piccole differenze tra i vari costruttori.
Non ho parlato di luce o di sensibilità perché dovrebbero far parte delle conoscenze di base, ma molta luce e bassa sensibilità ISO contribuiscono al miglior risultato. Attenzione: ho scritto “molta luce” e non “schema luci”, che dipende da cosa o come si vuole evidenziare il soggetto.
Se invece vi potete permette un corredo di obiettivi più ampio, vi suggerisco un 85 / f1,8 che lavora bene al centro dove c’è il soggetto meno bene ai bordi o angoli perché non è nato per paesaggi, o almeno viene progettato per ritratti, quindi, i precisini non vengano ad evidenziare che non è perfetto.
Per fare foto a bambini e animali domestici servono molta luce e un po’ di fortuna; fate tanti scatti se volete averne almeno uno nitido, cioè correttamente a fuoco sugli occhi. Consiglio, però, di chiudere leggermente il diaframma per aumentare le possibilità di ottenere uno scatto valido.
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