Sono bastate due frasi per rompere rapporti diplomatici storici con la Russia.

Mario Draghi, Luigi Di Maio, Ucraina-Russia, Energy, Economic crisis.
Mario Draghi, Luigi Di Maio, Ucraina-Russia, Energy, Economic crisis.
10–15 minuti

Italiani addestrati a odiare chi non la pensa come te

Fino a ieri, in alcuni ambienti, se affermavi che fosse necessario riaprire il dialogo con Mosca venivi accusato di essere putiniano, spesso accompagnando l’accusa con il dito indice puntato, magari agitato. Avevi commesso una grave imprudenza e, a seconda della tua posizione sociale, potevi persino rischiare di essere oggetto di attacchi mediatici. Per non parlare del caso in cui fossi un cittadino russo che lavora in Italia.

In Italia, all’indomani dell’avvio dell’“Operazione Speciale”, l’allora presidente del Consiglio Mario Draghi e il suo ministro degli Esteri Luigi Di Maio diedero avvio a una fase di aperta ostilità diplomatica nei confronti della Russia, utilizzando appellativi particolarmente duri contro Putin. L’espressione “ostilità diplomatica” può sembrare un ossimoro, ma descrive esattamente ciò che avvenne: Di Maio arrivò a subordinare la riduzione della tensione in Ucraina alla ripresa delle relazioni diplomatiche con la Russia.

La diplomazia, in presenza di un forte rischio di escalation verbale o di conflitto, dovrebbe lavorare in modo incessante per individuare una via pacifica alla risoluzione delle tensioni. Ma se interrompi i rapporti con la Russia e, allo stesso tempo, affermi pubblicamente che sono stati compiuti tutti gli sforzi diplomatici possibili per prevenire la “crisi”, stai sostenendo qualcosa di falso. Così facendo dimostri, nei fatti, di voler essere certo che il conflitto appena iniziato prosegua, soprattutto se accompagni il tutto con offese dirette al leader della controparte.

Italia-Russia time line parziale:

Data o PeriodoAZIONE o EVENTODESCRIZIONE SINTETICAFONTE
24 febbraio 2022Dichiarazione ufficiale del GovernoDraghi condanna l’invasione; Di Maio condanna “brutale aggressione di Putin”.Palazzo Chigi
25 febbraio 2022Espulsione diplomaticiItalia espelle 2 diplomatici russi.Ministero Affari Esteri
28 febbraio 2022Revoca onorificenzeRevocate alcune onorificenze a cittadini russi vicini al Cremlino.La Repubblica
28 Febbraio 2022Invio armi secretatoDraghi con un DL mantiene secretate la lista di armi per l’Ucraina, criteri poi seguiti da altri paesi UEfanpage.it
1 marzo 2022Dichiarazioni fortiDi Maio: “Putin peggio di un animale”; Draghi ribadisce condanna.La7
2 marzo 2022Sanzioni UEItalia applica prime sanzioni: blocchi finanziari e restrizioni commerciali.Il Sole 24 Ore
5 marzo 2022Espulsione diplomaticiEspulsi altri 30 diplomatici russi, coordinamento UE.Ministero Affari Esteri
10 marzo 2022Posizione ONUItalia vota a favore di risoluzione ONU che condanna la Russia.UN press release
15 marzo 2022Conferenza stampa DraghiAnnuncia che sanzioni metteranno pressione alla Russia e accelereranno la fine della guerra.Palazzo Chigi
24 marzo 2022Dichiarazioni istituzionaliDi Maio ribadisce: “Putin ha violato ogni norma internazionale”.Ministero Affari Esteri
Aprile 2022Sanzioni energetiche e finanziarieItalia applica ulteriori restrizioni UE su energia e materie prime; Draghi guida coordinamento.Il Sole 24 Ore
24 Aprile 2022Raccolta prove crimini russiDi Maio invia in Ucraina specialisti per raccogliere prove sui crimini di guerra russi a supporto della Corte Internazionale.il Giornale
Maggio 2022Donazioni militariItalia invia armi, blindati e missili anticarro all’Ucraina.Difesa Italiana
Giugno 2022Espulsione diplomaticiItalia espelle altri diplomatici russi, totale circa 60.Ministero Affari Esteri
Luglio 2022Condanna ONUItalia vota contro Russia su crimini di guerra in Ucraina.UN press release
Settembre 2022Dichiarazioni pubblicheDraghi e Di Maio ribadiscono sostegno militare e sanzioni.Palazzo Chigi
Novembre 2022Nuove sanzioni UEPacchetto UE 7 e 8, ulteriori restrizioni su import-export, tecnologia e banche russe.Il Sole 24 Ore
Dicembre 2022Supporto finanziario all’UcrainaItalia approva fondi bilaterali e partecipa a fondi UE di sostegno economico e militare.MEF
Febbraio 2023Espulsione diplomaticiAltri diplomatici russi sospettati di attività di intelligence ostile.Ministero Affari Esteri
Marzo 2023Dichiarazioni DraghiLe sanzioni continueranno fino a quando la Russia non rispetterà il diritto internazionale.Palazzo Chigi
Aprile 2023Coordinamento UEItalia partecipa alla coordinazione UE per restrizioni su energia, trasporti e finanza.Il Sole 24 Ore
Gennaio 2024Revoca permessi evento “Mariupol RebirthComune di Modena revoca autorizzazione a iniziativa culturale percepita filo‑russa.mind.ua
Febbraio 2024Caso “acqua” FiumicinoBarista nega vendita bottiglia a cittadina russa; ADR e negozio si scusano formalmente.Roma Corriere
Maggio–Giugno 2024Proteste contro proiezioni RTCritiche e rimozione di manifesti/documentari RT in varie città italiane.decode39.com
Agosto 2024Caso giornalisti RAI a KurskMandato d’arresto russo, convocazione ambasciatore italiano.Euronews
2024–2025Cancellazioni eventi culturali russiConcerti/spettacoli di artisti russi contestati o cancellati in Italia.AP News

Questa lista è solo una parte di quanto ha fatto l’Italia in questi ultimi quattro anni: sono eventi che forse tutti ricordano, ma che fin dall’inizio hanno distinto il nostro Paese tra quelli che si proponevano come esempio per l’UE, indicando quale atteggiamento tenere per “educare il popolino” e quali sarebbero state le migliori scelte politiche e amministrative per contribuire al crollo di una Russia descritta come decadente (o forse era quello che ci volevano far credere).

Che il popolo avrebbe accettato i decreti legge senza protestare non vi era alcun dubbio. Siamo un esperimento sociale almeno da quando è stata introdotta la legge Lorenzin, il noto obbligo di somministrare dieci vaccini a pochi mesi di vita, provvedimento che ha spaccato l’Italia in due: da una parte i vaccinisti, dall’altra chi era contrario, etichettato come no-vax e di fatto equiparato a un criminale. A proposito: qualcuno ha mai visto statistiche ufficiali sui miglioramenti ottenuti o sugli effetti collaterali correlati all’obbligo vaccinale negli ultimi otto anni? Nulla.

Quando le reciproche avversità tra le due fazioni stavano per attenuarsi, arriva la pandemia nel 2020, e sono bastati i primi decreti legge per riaccendere le micce nel marzo di quell’anno. Esiste sempre un blocco, più o meno stabile, di circa il 10% di persone che si informano in modo critico e cercano di comprendere come stiano realmente le cose, ma vengono puntualmente attaccate, screditate e, di fatto, criminalizzate.

Sta finendo la pandemia e con essa gli argomenti utili a tenere impegnata la mente dei cittadini, mentre il governo continua a sfornare decreti legge presentati come misure necessarie per fronteggiare emergenze. Ed ecco che arriva la guerra: la Russia invade l’Ucraina.

Ma noi italiani non abbiamo sentimenti di odio verso i russi. Abbiamo (o avevamo) rapporti diplomatici e commerciali consolidati. In questo contesto, diventa difficile giustificare decreti legge che impegnano ingenti somme provenienti dalle nostre tasse e da usare contro la Russia senza il rischio di proteste generalizzate, proteste che a loro volta avrebbero potuto influenzare anche altri Paesi dell’Unione Europea.

La “nota” che dà il via al disastro annunciato

Quindi, in che modo si accende il “programma odio” nelle nostre menti, come se fossimo agenti che si attivano grazie a una frase chiave, alla maniera di certi film di spionaggio?

Nessun problema: abbiamo Mario Draghi, che viene presentato come l’uomo guida, colui che cavalca l’occasione per esercitare il suo potere di massone, gesuita e guru della finanza. È Draghi a fornire il LA, la nota iniziale da cui prende avvio una linea politica che contribuisce al disfacimento dell’UE e della NATO, le cui indicazioni vengono poi seguite dalla maggioranza dei Paesi europei, fornendo al contempo linee guida alla Commissione UE.

Per noi italiani che oramai ci stavamo annoiando senza nulla da odiare, abbiamo ricevuto di che alimentarlo; a fare ciò ci hanno pensato Draghi e Di Maio, il primo con la frase ““brutale aggressione di Putin” il 24 Febbraio 2022 e il secondo con “Putin peggio di un animale” pochi giorni dopo, esattamente il 1 Marzo 2022, come evidenziato nella tabella soprastante.

Un’estensione dei desideri dell’élite? Certamente. Gli italiani non odiano i russi, fatta eccezione per qualche caso patologico di chi crede che esistano ancora l’URSS e i comunisti.
Il caso vuole che il 28 Febbraio 2022 siano iniziate le trattative di pace a Istambul tra Russia e Ucraina e che il giorno dopo Di Maio pronunci una frase che chiarisce senza ambiguità da che parte stiano i nostri governanti: “Putin peggio di un animale”.

Nel giro di pochi giorni la nostra possibilità di far parte di un tavolo di pace, in qualità di Paese culla del diritto, cultura e diplomazia nel cuore del mediterraneo, è crollata a zero.

I nostri governanti, senza alcun passaggio parlamentare, hanno deciso di fare di tutto per garantire il proseguimento del conflitto, proprio nel momento in cui avremmo potuto esercitare un ruolo autorevole. Questo avrebbe potuto consentirci di non subire passivamente i “castighi” di Bruxelles, che oggi è arrivata a emettere il ventesimo pacchetto di sanzioni, sommato a una serie di normative UE aventi l’effetto di indebolire economicamente e socialmente tutti i 27 Stati membri.

L’Italia, quindi, non solo non lavora per la pace, ma, oltre a non difendersi dalle decisioni della Commissione UE, è stata, soprattutto all’inizio del conflitto, una delle principali fonti di suggerimenti su cosa fare pro-guerra.

L’ampio “collettivo” italiano anti Russia

Quando ci sono questi giochi di potere, in Italia tutti si piegano, pochi sfuggono, pochi mantengono l’integrità di pensiero, ancor meno coloro che hanno il coraggio di dire che stiamo sostenendo attivamente una guerra studiata e provocata a tavolino dalla CIA, MI6, USA e NATO.

Allora mettiamo a nudo i principali attori italiani anti-Russia.

CategoriaAttoreRuolo / MediaGrado di aggressività percepitaNote su credibilità verso la Russia
Governo / PoliticiMario DraghiEx Presidente del ConsiglioMolto altoPolitico centrale nell’imposizione sanzioni UE e invio armi; percepito come fortemente anti-Russia; bassa credibilità per dialogo diretto
Luigi Di MaioEx Ministro degli EsteriMolto altoDichiarazioni pubbliche molto dure, sostegno militare; bassa credibilità
Giorgia MeloniPresidente del ConsiglioAltoSupporto militare e politico all’Ucraina; dichiarazioni pubbliche dure; media credibilità, ma percepita come anti-Russia
Ministri Difesa, Economia, GiustiziaVariMedio-AltoCoinvolti in sanzioni, revoche e azioni legali; credibilità limitata per dialogo diretto
Altri parlamentari governativiVariMedioPosizioni filo-Ucraina senza coinvolgimento diretto nella diplomazia; credibilità variabile
Politici dell’opposizioneAlcuni esponenti Lega, Fratelli d’ItaliaVariMedio-BassoIn alcuni casi hanno chiesto mediazione o dialogo; maggiore credibilità potenziale
Partiti di sinistra o PD critici verso MoscaVariAltoSpesso sostegno a sanzioni e condanne pubbliche; media-bassa credibilità verso la Russia
Media / GiornalistiRAI (giornalisti sul campo)Tg1, Tg3, reportage UcrainaMedioCopertura giornalistica critica, ma indipendente; credibilità alta se dialogo diplomatico è separato da opinioni editoriali
Corriere della Sera, Repubblica, Sole 24 OreStampa nazionaleMedio-AltoSpesso riportano notizie fortemente critiche verso Russia; credibilità editoriale può essere accettata se separata dalle decisioni politiche
Media minori o opinionisti filo-UcrainaVariAltoDiffusione narrativa molto aggressiva; bassa credibilità percepita dalla Russia

Questo è tutto meno che una tribù pacifista. Parliamo di guerra ogni giorno, e in modo incessante ci sottopongono propaganda di guerra e poi dicono “ah, in tempo di guerra la verità è la prima a morire”, ma noi con chi siamo in guerra?

Non sto a farvi un elenco di cose assurde scritte da Repubblica o dal Corriere, ma in TV, solo per fare un esempio, siamo arrivati allo “Sbarco in Lombardia”, ma per fortuna in questo caso non è propaganda, ma vera ignoranza, oppure un chiaro indizio che nessuno controlla le informazioni per il pubblico. Il giornalismo non ci racconta più cosa succede, ma solo quel che vogliono farci sapere.

Ci sarebbe pure bisogno di una sterzata su coloro che vengono eletti per fare il bene del popolo e invece si fanno corrompere, di una legge, altrimenti qualcuno potrebbe essere tentato di riprovarci. Questo è il nodo.

  • due esponenti politici, in poche ore, hanno usato parole irresponsabili e non diplomatiche;
  • tali parole hanno contribuito a deteriorare relazioni internazionali strategiche;
  • il costo di quel deterioramento lo pagano milioni di persone e intere generazioni, non i singoli politici;
  • in qualsiasi sistema serio, azioni con effetti sistemici dovrebbero comportare responsabilità personali, non impunità.

Non si può ignorare il danno:

“Hanno acceso una guerra con due frasi.”

cioè:

Dichiarazioni ufficiali rilasciate da esponenti di governo hanno contribuito a deteriorare canali diplomatici, riducendo le possibilità di de‑escalation e aumentando il costo umano, economico e geopolitico del conflitto.

Si sono mossi producendo causalità indiretta, con responsabilità per omissione di prudenza ma con effetti prevedibili, se non progettati volontariamente se consideriamo che non hanno compiuto una sola azione per avvicinarsi alla pace.

In qualunque sistema democratico maturo, condotte che producono effetti geopolitici avversi dovrebbero comportare l’esclusione permanente da incarichi di politica estera e sicurezza.

Questo è devastante politicamente, ma inattaccabile eticamente.

È qui invece che emerge la :

Il problema non è l’errore, ma l’asimmetria tra chi prende decisioni o rilascia dichiarazioni e chi ne subisce le conseguenze.
In assenza di responsabilità personali, il sistema incentiva la leggerezza verbale e l’irresponsabilità strategica.

Pronunciata in un convegno o scritta in un editoriale, non può essere liquidata.

Quando ti diranno: “Stai esagerando”, la risposta dovrebbe essere chirurgica.

È estremista un linguaggio emotivo, o è estremista un sistema in cui poche parole possono contribuire a milioni di morti senza alcuna conseguenza per chi le pronuncia?

Fine. Punto.
Riassumendo tutto in un’unica frase:

Le parole dei leader in politica estera non sono opinioni, ma atti con effetti sistemici.
Quando tali atti contribuiscono alla rottura di canali diplomatici, all’escalation militare e all’aumento del costo umano di un conflitto, la mancanza di responsabilità personale non è una garanzia democratica, ma una patologia del sistema.
Non si tratta di vendetta né di moralismo, ma di ristabilire un principio elementare: chi esercita potere strategico deve rispondere delle conseguenze prevedibili delle proprie azioni
.

Anni, per il recupero d’immagine e prestigio.

Sembra banale, ma il recupero di una posizione di prestigio in ambito mondiale non è possibile con l’attuale classe politica che ci sta guidando. Escluderei non solo gli idioti funzionali politici, ma anche quelli che non essendolo si vendono al miglior offerente.

  • Fase 1 (Preparazione della classe dirigente): 3-5 anni
  • Fase 2 (Credibilità interna e coerenza politica): parallela, 2-3 anni
  • Fase 3 (Dialogo e relazioni concrete): 3-5 anni dopo fase 1

Stima complessiva: 6-10 anni per avere una classe dirigente formata, indipendente, credibile e relazioni concrete con la Russia nell’ambito multipolare.

Nota: la tempistica può ridursi leggermente se alcune figure già esistenti vengono riqualificate rapidamente e se la diplomazia trova intermediari neutrali capaci di mediazione.

Ieri avevamo un finto nemico (Russia) e un alleato (USA).

Oggi abbiamo:

  • Perso il finto nemico (Russia), che potrebbe diventare un nemico se la Commissione UE o la NATO prende decisioni sbagliate.
  • Quello che era un alleato (USA), oggi si comporta come un nemico con metodi mafiosi.

Siamo nel momento ottimale, non ne capiteranno altri, in cui l’alleato/nemico sta facendo mosse così dissennate in totale disprezzo con il diritto internazionale che sarebbe un gioco prenderne le distanze, ma pur disuniti, in UE ci siamo messi di nuovo a 90°.

A Trump basterà poco per disgregare l’UE e la NATO, invece dovremmo essere noi a soffiargli da sotto il naso il controllo di ciò che ci interessa.


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Categories: Geopolitica, Politichese

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