THE ECONOMIST | Stop a una guerra senza strategia.

A war without a strategy
A war without a strategy
Non è solo il The Economist che dice a Trump di interrompere al più presto il conflitto contro l’Iran, pena un incremento dei costi da crisi mondiale, altri gli avevano già detto prima del 28 Febbraio 2026 che non doveva iniziare questa guerra.
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The Economist sostiene che l’uccisione della Guida Suprema iraniana, Ali Khamenei, da parte di Stati Uniti e Israele rappresenta un grande successo operativo, ma non necessariamente strategico. Nonostante la “decapitazione” del regime, il potere in Iran è stato rapidamente riorganizzato attraverso un triumvirato, e una nuova guida potrebbe essere nominata a breve. Questo mette in dubbio l’efficacia politica dell’operazione “Epic Fury”.

Il punto centrale è che eliminare un leader nemico, anche se considerato malvagio, non equivale automaticamente a vincere una guerra. The Economist critica implicitamente l’approccio attribuito a Donald Trump, sottolineando che l’uso della forza militare richiede obiettivi chiari e ben definiti. Senza una strategia politica coerente, anche un successo militare rischia di essere sterile.

In sintesi, la tesi è che una guerra senza obiettivi precisi non solo è eticamente discutibile, ma anche inefficace: gli obiettivi servono a guidare le operazioni, a giustificare i costi umani e materiali, e a stabilire quando e come il conflitto debba concludersi.

Il problema non riguarda solo la strategia, ma in certi ambienti che non devono e non vogliono nulla da Trump, dicono che non solo non ha una visione di ciò che succede, ma sommata al suo egocentrismo colleziona figure da idiota, e non è più possibile dire che è tutto programmato, che si tratta della teoria del caos non è più sostenibile.

Non è più teoria del caos quando per attuarlo distruggi le risorse di cui hai bisogno, ma pura idiozia in cui vuole trascinare gli alleati. La NATO nata a scopo difensivo, secondo irecenti atteggiamenti di Trump, sarà destinata a prendere in mano il testimone per continuare la guerra contro l’Iran appena si accorgerà che se non smette al più presto per lui saranno cazzi amari. In pratica deve scegliere se cadere sotto il ricatto sionista a causa degli gli Epstein Files o dal senato per manifesta incapacità a fare gli interessi del paese.

È inutile che ci giriamo intorno, Trump con l’Iran cercherà di fare la stessa cosa che ha fatto con l’Ucraina, ritirarsi da perdente lasciando gli europei a barcamenarsi dopo essere riuscito a trascinarci dentro al conflitto. Purtroppo per lui, non saremo così profondamente idioti da cadere in una trappola simile per la seconda volta, specie dopo i convincenti lanci iraniani di missili con una gittata di 4000 km e dopo un attacco congiunto Israele/USA ingiustificato e senza che l’Iran costituisse una reale minaccia a breve o lungo termine per gli USA o suoi alleati.


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