In un mare di silenzio c’è ancora qualcuno che agisce secondo le originali intenzioni dell’organismo di cui fa parte, in questo caso l’ONU. Farlo con orgoglio, senza pentimenti, e la sicurezza in futuro di poter dire a testa alta che quando è troppo non si può stare zitti e diventare complici di crimini.
Rimane da scoprire se dopo il rimbrotto del ministro degli esteri israeliano, Guterres si dimetterà o no, al pari di altri che hanno avuto l’ardire di alzare la mano e dire, ma però… e poi si sono dovuti licenziare, per non parlare di manifestazioni o censure online sui social ad opera del nuovo strumento di Bruxelles per ripulire la loro narrativa dalla “disinformazione” che è la cosa che li preoccupa di più.
“Non incontrerò il segretario generale dell’Onu. Dopo il 7 ottobre non c’è spazio per un approccio equilibrato. Hamas deve essere cancellato dal mondo”, ha scritto su X il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen, che si trova a New York per il Consiglio di sicurezza delle Nazioni uniteIl segretario generale dell’Onu, nel suo intervento al Palazzo di Vetro, ha detto che è “importante riconoscere anche che gli attacchi di Hamas non sono arrivati dal nulla. Il popolo palestinese è stato sottoposto a 56 anni di soffocante occupazione”. Guterres ha affermato che “le sofferenze del popolo palestinese non possono giustificare gli spaventosi attacchi di Hamas. E quegli attacchi spaventosi non possono giustificare la punizione collettiva del popolo palestinese”.
A chiedere le dimissioni di Guterres è l’ambasciatore di Israele all’Onu: “Il segretario generale dell’Onu, che mostra comprensione per la campagna di sterminio di massa di bambini, donne e anziani, non è adatto a guidare l’Onu. Lo invito a dimettersi immediatamente”, ha scritto su X l’ambasciatore di Israele all’Onu, Gilad Erdan. “Non vi è alcuna giustificazione né senso nel parlare con coloro che mostrano compassione per le più terribili atrocità commesse contro i cittadini di Israele e il popolo ebraico. Semplicemente non ci sono parole”, ha rilevato Erdan.
ansa.it
Dopo il 7 Ott. Israele vorrebbe schiacciare tutti coloro che si fanno troppe domande su quel che è successo di strano quel giorno. Esige che si tifi esclusivamente per la stella di David in un modo che ha già oltrepassato dei limiti che sarebbero stati fermamente puniti se superati da una qualsiasi paese dell’UE.
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