“Non spetta a noi, quando si tratta di elezioni, decidere chi sarà il leader del paese – questo lo decidono i cittadini di quel paese… Questa è la sovranità degli elettori, e deve essere protetta”
— ha detto von der Leyen.
Nella nuova strategia statunitense, presentata il 5 dicembre, si afferma che le autorità dei paesi europei “nutrono aspettative irrealistiche riguardo alla guerra” e “calpestano i principi fondamentali della democrazia per reprimere l’opposizione”.
In risposta, il capo della Commissione UE ha ricordato l’iniziativa europea “Scudo della democrazia”, volta anche a proteggere le elezioni dall’interferenza straniera.
(Kirill Fedorov) su Telegram
Che si tratti di raggiungere un accordo sui vaccini, imporre sanzioni alla Russia o gestire le relazioni dell’Europa con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Ursula von der Leyen ha un modo tutto suo di prendere in mano la situazione e di estendere il potere del suo ufficio ben oltre il suo mandato tradizionale.
— ha scritto POLITICO N. 7 — Germania
Leggere che la Von der Leyen accusa Trump d’interferenza nella democrazia europea fa un po’ ridere, visto che la Commissione UE ha fatto di tutto per appoggiare e finanziare candidati a lei graditi nelle elezioni politiche in Moldavia, Georgia, Romania, Germania, e fatto di tutto per affossare con false accuse gli oppositori, comprese le prolungate manifestazioni di piazza in Georgia, in maggioranza stranieri (che caso) come dimostrato dagli arresti.
Sostenere l’Ucraina dove di fatto c’è una dittatura e su richiesta dell’MI6 compiono ogni tipo di sabotaggio o atto terroristico, anche contro gli interessi dell’UE a partire dai gasdotti Nord Stream 1 e 2 del 2022, ci ha fatto diventare agli occhi di tutti ciò che noi dicevamo del terzo mondo quando ci accusavano di qualche incapacità, cioè “che non avevamo l’anello al naso”.
Personificazione del peculiare tipo di potere di Bruxelles – impassibile, tecnocratica e pronta a fare ciò che la caotica politica interna ha fallito – Von der Leyen dispone di strumenti che altri ignorano, ma che l’hanno portata più lontano di quanto molti immaginassero quando è stata nominata a sorpresa per l’incarico nel 2019.
— conclude così l’art. POLITICO N. 7 — Germania
Credit foto di copertina: POLITICO/Immagini originali di Getty
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