Dal libro Il Pianeta degli Dei di Zacharia Sitchin: “la civiltà sorta dal nulla”.
… le iscrizioni cuneiformi parlavano di un luogo chiamato Dur Sharru Kin. Erano iscrizioni semitiche, in una lingua sorella di quella ebraica, e il nome significava “la città cinta di mura del re giusto”. Questo re nei nostri testi è chiamato Sargon II. La città citata nelle iscrizioni era la capitale del regno assiro; al suo centro vi era un magnifico palazzo reale le cui mura erano ornate di bassorilievi che, messi uno vicino all’altro, si estendevano per oltre un miglio. Dominava la città e il complesso reale una piramide a gradini chiamata ziggurat, che fungeva da “scala verso il paradiso” per gli dèi (figura 6).

L’impianto della città e le sculture facevano pensare a uno stile di vita complesso ed estremamente avanzato. Palazzi, templi, case, stalle, magazzini, mura, colonne, decorazioni, statue, opere d’arte, torri, cinte di difesa, terrazze, giardini: tutto venne completato in soli cinque anni. Secondo Georges Contenau (La vie quotidienne à Babylone et en Assyrie, «La vita quotidiana a Babilonia e in Assiria»), «l’immaginazione vacilla di fronte alla potenziale forza di un impero che è riuscito a fare tanto in così poco tempo», circa 3.000 anni fa.

Indipendentemente da come abbiano avuto origine i Sumeri, qui sopra una grafica temporale delle principali civiltà che si svilupparono dall’Iran all’Europa e intorno al Mediterraneo.
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