La ragione di questo post è il video che ho trovato postato in questo blog.
Quello che mi ha colpito di più è il lungo periodo d’immobilità nei confronti dei rifiuti, non limitato a qualche mese, ma oltre un decennio, hanno fatto in tempo a costruire un macello per poi chiuderlo per inquinamento proveniente da una discarica.
Davanti la reggia di caccia dei Borboni a Caserta ci sono mucchi di rifiuti.
A Campogalliano in Prov. di MO, doveva passare la TAV a fianco della Villa Vandelli, costruzione neoclassica con parco, un gruppo politico ha chiesto l’arresto della costruenda opera perché il passaggio del treno inquinava la vista e produceva rumore, scordando che davanti la medesima passa in ingente traffico di mezzi pesanti su gomma. Però sono riusciti a far interrare il passaggio della TAV. Bazzeccole.
Mi chiedo se i verdi esistono solo dove non servono.
Aggiornamento del 21 Ago 2026
Allora se diciamo che il rumore e l’impatto visivo sono forme alternative di “monnezza” le radici sono discutibili, nel senso che il percorso della TAV a fianco della Villa Vandelli ha avuto una mitigazione vera ma ben lontana dalle richieste iniziali assurde.

Villa Vandelli
Campogalliano (MO)
Immagine di Google Earth
Questa è la villa, bella, davanti a cui passa la Strada Lesignana che conduce al centro di Campogalliano ed in cui passa parte del traffico pesante destinato al villaggio industriale e alla Dogana di Campogalliano (MO).

Gli ingegneri hanno fatto comprendere ai proprietari della Villa, o chi per essi, che realizzare in tunnel in superficie ha un costo esorbitante, impensabile interrato. Perciò hanno proposto e poi realizzato una barriera visiva ed acustica adeguata in grado di mitigare in modo sufficientemente elevato il sito da “proteggere”. La situazione è ben descritta dalla grafica dove si può apprezzare al meglio la situazione come distane e dettagli costruttivi.

Avete presente quelle barriere antirumore presenti in certi tratti dell’autostrada, bene, quelle fanno schifo, non si possono usare. Il motivo è molto semplice, le barriere ferroviarie sono a 1,9 metri dalla fiancata del treno. Osservando bene street-view si vede che le barriere sono alte fino alla linea di contatto del pantografo del treno, cioè circa 5~5,2 m. Il treno transita a 270 km/h (30 km/h in meno per superare con una deviazione, Modena) e genera un’onda di pressione sulle barriere di 150 kg/m2 fino a circa un’altezza di 2~3 metri, poi ridotta del 60% per la restante altezza fino a 5 m. I pannelli color legno della parte superiore sono inseriti dentro le ali di profili metallici in HE120A o HE140A che fanno da montanti, hanno uno sp. =>10 cm e sul lato treno hanno delle scanalture, tipo quell che sifanno nelle rampe come antisdruciolo, per frantumare l’onda sonora sia verso il treno stesso che verso l’alto da dove poi dipende quello che viee percepito da Villa Vandelli a circa 220 metri.
Perciò non possono essere semplici “barriere anti rumore” ma una struttura che deve gestire contemporaneamente rumore, pressione aerodinamica impulsiva e vibrazioni.
Il tratto di barriere antirumore per la Villa Vandelli è lungo circa 750 metri da un solo lato dei binari e spannometricamente costa circa 3 milioni di Euro (RFI ha recentemente stimato 13 milioni per 1,7 km di barriere a Rosignano).
I treni per l’alta velocità sono accuratamente progettati anche per ridurre l’impatto acustico, le tecnologie non mancano, le ruote sono parzialmente coperte per ridurre la diffusione del rumore. Ho visto personalmente più volte passare treni TAV mentre ero in zone di campagna a poche centinaia di metri e sinceramente il rumore che senti non mi ha mai fatto pensare immediatamente che ciò costituisce un disturbo da cui doversi proteggere.
Ma la barriera antirumore non è di per se un manufatto artificiale ad alto impatto visivo dal costo 3 mln di Euro?
Cosa si vede dalla villa di questa barriera?
I terreni di Villa Vandelli sono stati tagliati da questa ferrovia, ovviamente i proprietari sono stati adeguatamente rimborsati e non mi pare d’aver sentito lamentele sugli importi in nessun esproprio.

Ecco cosa si vede (vedi foto sopra) da un ingresso laterale di Villa Vandelli, considerando che la barriera ha un muro di cemento è alto cira 2,5 m, appare quasi completamente coperto dalle sterpaglie e al di sopra sono visibili robusti pannelli color legno e dato che la lunghezza è di 750 suddivisa metà a destra e metà a sinistra appare come parte del paesaggio.
Però se volete la mia opinione la barriera appare come un confine che determina lo spazio a tua disposizione, secondo, il passaggio di un treno ad alta velocità, in se è uno spettacolo di tecnologia, vedi questo proiettile che passa a 270 km/h… non è bello? Diventa un elemento dei nostri tempi che magari intravvedi da una camera della villa della fine del 19° secolo con ancora gli stucchi al soffitto. Poi quando passano sai già che ore sono, inoltre non vi è nessun confine sia visivo che territoriale anche se senza la barriera rimane comunque il limite dell’infrastruttura.
All’interno di Villa Vandelli c’è un B&B “Dimora Pani e Tulupani”, cose ne dicono i clienti?
Ora la richiesta iniziale di fare un tunnel era dettata dal timore di un impatto molto oltre ciò che si sarebbe potuto accettare a causa dell’elevata velocità, perciò con le giuste informazioni tutto ha potuto rientrare in parametri più sostenibili che dimostrano, comunque, che è possibile convivere con le nuove tecnologie riducendone l’impatto ambientale.
Se Villa Vandelli non avesse avanzato nessuna richiesta oggi sarebbe lì a protestare, perciò non sono stati passivi, sono intervenuti prima, ora invece per la “monnezza” a Napoli c’è la collettività che è passiva e si è abituata a tal punto che diventa uno scandalo la presenza di un ratto grande come un gatto, poi diventa uno scandalo se uno gli da fuoco ed a ogni step la situazione precedente diventa la norma, troppe poche le voci che si alzano, tutti a pensare cosa ci guadagna ad impegnarsi per risolvere i problemi “degli altri” mentre i politici pensano solo alle elezioni e trovare un colpevole ogni volta che c’è un problema.
La situazione si sblocca solo quando i soldi saranno destinati nei canali “preferenziali”, in Italia è quasi sempre così, per cui anche di fronte lo scandalo non succede nulla, aspettiamo l’emergenza, dopo tutti si buttano come girini per partecipare alla commessa, tanto in emergenza chi controlla? Ed ecco che poi dopo 5 o 10 anni si scopre che nella costruzione dell’opera c’è stata una truffa nei materiali, eccetera…
Avete fatto caso che molti centri di Raccolta e smistamento rifiuti subiscono incendi? Provate a chiedervi il perché.
La situazione “monnezza” a Napoli dopo 18 anni
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