Di Pietro, un passo indietro e uno avanti

1–2 minuti
Antonio di Pietro
Antonio di Pietro

Proprio così, una persona come Di Pietro, che in passato ha amministrato la giustizia, ora vorrebbe farlo con l’informazione, non ampliandola, ma tornando agli albori della TV di stato e privata, con un canale a testa.
Se cercava di far parlare di sè c’è riuscito, peccato sia per uno stupido motivo.

La sua proposta comprendeva anche l’eliminazione dei finanziamenti pubblici all’editoria (stavo per scrivere ai partiti, ma scemi fino a quel punto non saranno mai), e sarebbe un’idea buona, inizieremo a pagare i quotidiani come all’estero, qualche giornale chiuderà e quelli che stampano molte copie al puro scopo di alzare la quota di finanziamento, smetteranno di sprecare carta inutilmente, ma finalmente avremo qualche articolo meno ruffiano e più vero.
Fosse vero ci farei la firma, chissà perché certe cose vengono fuori solo in campagna elettorale.


3 risposte a “Di Pietro, un passo indietro e uno avanti”

  1. Avatar Lucien

    1. chiara › Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 00:23
    Invece è stato bello l’attacco da tutti i telegiornali privati? Quello è giornalismo?

  2. Avatar Lucien

    2. lucien › Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 01:39
    E’ anche vero che ha detto delle cose abbastanza impopolari contro la TV di stato e privata, un solo canale per ogni gestore significa mettere a tacere la maggioranza dei TG esistenti, a occhio mi sembra peggio. Ciao

  3. Avatar Lucien

    3. chiara › Sabato 1 Marzo 2008 alle 00:23
    Basterebbe che i tg appartenessero ad editori diversi, non solo ad uno. Con l’ingresso di altri attori la pluralità e la ricchezza dell’informazione ne guadagnerebbero.

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3 comments
  1. 2. lucien › Venerdì 29 Febbraio 2008 alle 01:39
    E’ anche vero che ha detto delle cose abbastanza impopolari contro la TV di stato e privata, un solo canale per ogni gestore significa mettere a tacere la maggioranza dei TG esistenti, a occhio mi sembra peggio. Ciao

  2. 3. chiara › Sabato 1 Marzo 2008 alle 00:23
    Basterebbe che i tg appartenessero ad editori diversi, non solo ad uno. Con l’ingresso di altri attori la pluralità e la ricchezza dell’informazione ne guadagnerebbero.

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