Teoricamente tutti i prodotti della terra che sono riusciti ad acquisire la certificazione IGP, DOP:
- IGP Clementine di Calabria
- IGP Cipolla Rossa di Tropea Calabria
- IGP Fagiolo di Sorana
- IGP Limone di Rocca Imperiale
- IGP Patata della Sila
- DOP Fichi di Cosenza
- DOP Bergamotto di Calabria Olio Essenziale
Ma ve ne sono tanti altri, riso, grano, vitigni, ciliegie, castagne, … e pure autoctoni.
Poi cosa succede?
Che all’estero, magari pensando di fare affari con qualcuno dei prodotti che contraddistingue la nostra biodiversità, una delle più ricche al mondo, tentano di coltivare qualche nostra tipicità ma se non ha la stessa latitudine, altezza slm, insolazione annuale, trattamenti e clima, il sapore, colore, dimensione, polpa saranno immancabilmente diversi, anche se di poco.
Qualcuno potrà tentare di vendere delle ciliegie come se fossero quelle di Vignola e raccolte da piante che hanno lo stesso DNA ma cresciute in una valle della Provenza in Francia, dirà che hanno qualità identiche ma a un prezzo inferiore ma in ogni caso vendendole molto più care del dovuto. In questi casi se c’è un Consorzio di Tutela di questo prodotto e si accorge di questa anomalia, può impedire che facciano del profitto sfruttando la nostra tipicità, si fa una causa legale, probabilmente mettendoci di mezzo l’EU, poi sappiamo come sono i francesi su qualunque questione, sono capaci di bloccare dei nostri prodotti al confine.
Questo però non toglie nulla alla nostra tipicità che è esclusiva.
Nei supermercati esteri si trovano spesso prodotti con un’infinità di nomi leggermente diversi da: Parmigiano Reggiano, Prosciutto di Parma, e in molti casi di simile hanno soltanto il nome, tutto il resto non ha nulla a che fare con il prodotto originale che l’appellativo assegnato è in grado di richiamare alla mente.
Tramite i vari trattati commerciali che hanno tentato di imporre, come il TTIP, CETA, questi fantomatici prodotti italian-like potrebbero inondare gli scaffali dei nostri negozi di alimentari senza che nessuno possa protestare, addirittura sono realizzati con passaggi della filiera produttiva spesso da noi proibiti.
L’unica arma che abbiamo a disposizione è controllare la provenienza sull’etichetta, SEMPRE, e non comprare prodotti stranieri, solo se bio o qualche eccezione come le banane che non crescono in Italia.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.
Lascia un commento
Devi essere connesso per inviare un commento.