Con un socio che non ti lascia respiro, delle casse svuotate, un Europa da convincere e il timore che gli italiani ti mollino è sicuramente la posizione più scomoda ma dopo 100 giorni e l’infinita campagna elettorale di Salvini, che sinceramente dovrebbe farsi da una parte se non intende governare, non si emerge se politicamente hai un percorso troppo breve e per fortuna che è uno posato.
Nel frattempo non abbiamo più Alfano, Boschi, Verdini, Renzi, il primo il terzo e Boschi senior sono indagati, il terzo ha anche delle condanne, e questo finora è il più bel lavoro di Di Maio, far fuori un partito che esisteva ad uso e consumo dei suoi dirigenti.
Io direi che a questa domanda si deve rispondere quando il tempo avrà dato modo di vedere cosa sono capaci di fare.
Fare il ministro, di qualunque ministero, significa essere chiamati ad affrontare spesso degli argomenti di cui non puoi sapere tutto, e non puoi fare a meno di dare risposte ai giornalisti, ma la gente ha capito l’intento rispetto ad una situazione preesistente come quella emersa dopo il crollo del ponte Morandi, interrompere la fuga di capitali all’estero a favore di un gruppo che sembra abbia ripagato il “favore” finanziando le campagne elettorali di chi erano riusciti a mettere a libro paga e come se non bastasse facevano i lavori in economia ed ogni anno aumentano i pedaggi.
Fino a ieri chi ci governava pensava solo al proprio tornaconto, perché veniamo a sapere solo oggi di certi traffici poco chiari tra alta finanza e politici?
Che ne pensate di Luigi Di Maio ?
È una domanda che fa pensare a cosa ne pensiamo in funzione di quello che ha fatto nei pochi mesi da ministro, così più o meno suona il quesito.
Purtroppo appena si diventa ministri non è possibile sapere tutto ma ci sono migliaia di dipendenti ai vari ministeri che non sono sytati assunti ieri e possono sopperire e permettere una certa continuità. Se non sbaglio Di Maio il 15/08/2018 era a GE, per il terremoto nella bassa modenese è arrivato Napolitano, solo quando erano sicuri che non vi sarebbero state più scosse e molto prima di Lui è venuto il Dalai Lama. Nell’arco di 24 ore mettere a fuoco un sistema (un ministero) e avere la forza di dire che le cose cambieranno e sarà lo stato ad occuparsene, non più un privato peraltro con sede legale all’estero, è già tanto.
Trovare delle critiche su propositi del genere solo perché si dubita che non conosca a menadito la materia, è pretestuoso.
Provate ad immaginare se fosse successo durante il governo di Renzi, avrebbe dichiarato con orgoglio il suo ennesimo successo, il governo costringerà l’azienda responsabile ad una rapida ricostruzione con l’indennizzo dei danni a terzi e parenti delle vittime. Fine.
Io lo dico sempre, gli italiani hanno la memoria corta.
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