Come hai scoperto di avere un alto quoziente intellettivo (IQ)?

3–4 minuti

Quando avevo circa 20 anni acquistai alcuni libri sul QI, ritenevo di avere una memoria poco buona e volevo verificare con alcuni test.

Il risultato fu brillante nei test d’ingegno, con quello proposto in un libro li feci tutti correttamente in tre quarti del tempo assegnato, e il massimo punteggio era 160 che in teoria avrei superato, ma negli altri libri a malapena facevo 140/150.
La memoria risultò buona, ma poi compresi che quei test non erano adatti per il mio tipo di memoria, più visiva che letterale.
In altri test invece finivo sotto i 110, perciò non feci la media con nessuno dei libri.

Successivamente quando fai letture a cui segue un test su un argomento sociale o legato al comportamento, purtroppo intuisco quale risposta dare per molte domande per ottenere il risultato premiante, perciò, non ero in grado d’esprimere chi ero, anche se nelle istruzioni c’è scritto di rispondere di getto ma alla fine è più forte di me.
Questo fatto mi fece capire che probabilmente molti test non sono formulati correttamente oppure non sono adatti per tutti o affidabili quanto si crede.

Volete una prova?

Cosa vi suggerisce il detto: “Parla con un asino e lo diventi anche tu”?

Nell’era di internet ho scoperto Mensa Italia – The High I.Q. Society ed ho provato a fare alcuni test d’ingresso ma che non ho finito perché ho visto che alcuni erano veramente tosti, ma ho capito che quando hai la risposta giusta lo sai senza dubbio, e alla fine il tuo cervello sembra un muscolo che si sta scaldando e non vuole fermarsi, che poi è concentrazione, ma non è solo quello. Sul MENSA ho scoperto una lista di attori famosi con un QI di tutto riguardo, tra cui Silvester Stallone e Kim Basinger.

Ecco un altro parametro che può inficiare i risultati, la concentrazione, che dipende in definitiva quanto ti interessa fare dei test.
Anche l’ambiente può aiutarti o disturbarti.

Un po’ come la scrittura che muta impercettibilmente in base alla tua condizione psicofisica, età, stato emotivo, penna usata e superficie su cui scrivi.

Mi è capitato, sempre a 20 anni, che colleghi d’ufficio volessero mostrare quanto fossero bravi, ma rimasi fortemente deluso perché pur rispondendo al volo ai loro quesiti, venni accusato di sapere già le risposte.
Circa una decina d’anni dopo un altro collega d’ufficio più anziano, in un’altra azienda, fece la stessa cosa, ovviamente i test erano diversi, fui l’unico a risolverli brillantemente su 15 impiegati, fui creduto, qualche anno dopo compresi a cosa servivano e quali altre cose erano quei test senza che lo sapessi. In pratica questo “esimio” collega voleva sapere a chi nascondersi (o isolare) perché pericoloso se stai programmando di truffare l’azienda in cui lavori, infatti, lasciò l’azienda con un licenziamento, infamia ed una denuncia per aver stornato circa 500 mln delle vecchie lire.

Il problema è che se di fronte a certi soggetti non hai il diavolo in testa, sembri stupido, perché i segnali premonitori non li vedi e non ti fanno pensare al peggio, ti comporti come se fossi distratto. Ma non è vivere pensando sempre le peggiori cose di fronte a certe situazioni, però se riesci a contestualizzarle bene è lecito pensare alle possibili evoluzioni prima che sia troppo tardi, poi se ti sbagli, pazienza per la figuraccia.

Ecco, questi sono i test della vita che nessuna scuola può insegnarti o nessun test di QI può stabilire come te la caverai o se sei adatto.

A 20 anni feci anche un test di orientamento professionale post-diploma per scegliere una facoltà, risultai adatto a tutto, ma una chiamata al lavoro impose uno stop.


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