Credi nel nazionalismo?

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In Italia abbiamo una cultura che tramite la TV e i social, salvo rare e reali perle, ci facciamo ridere dietro dal resto del mondo.

In Italia sembra esistere solo il dualismo che richiede solo estremi rimedi, tanto che anche la classe politica soccombe alle infinite emergenze che deve affrontare, probabilmente questa diventerà una linea di successo se continuano le disgrazie.
Credi nel nazionalismo?
Manco ti passa per l’anticamera del cervello una domanda alternativa, tipo:
C’è bisogno di più nazionalismo in Italia?
Oppure:
Sei più nazionalista o esterofilo?
Vedi che il senso della domanda cambia?
Chi vuoi che risponda a “Credi nel nazionalismo”?
È quel tipo di domande che o allontana le persone o richiamano estremismi con annessi e connessi.
Non so chi l’ha scritta ne se è stata tradotta dall’inglese (probabile. vista la mancanza di riferimenti al paese), ma da qualunque parte la si guardi è provocatoria.

Andiamo a vedere cosa dice il Dizionario (una App del mio Mac):

nazionalismo ‹na·zio·na·lì·ṣmo›

s.m.

Ideologia o prassi ispirata all’esaltazione del concetto di nazione, che si risolve nell’autoritaria affermazione di valori che trascendono le esigenze della realtà politica e sociale dei paesi stranieri

• Nazionalismo economico, politica economica mirata a rendere completamente autosufficiente la nazione mediante il potenziamento delle risorse interne e l’adozione di misure protezionistiche da parte dello stato.

Bene, c’è qualcosa che vi garba o è troppo?

Dopo che abbiamo permesso ai nostri politici di portarci in UE e creare una moneta unica, ci vengono dei dubbi? Credi sia meglio il nazionalismo? Molto congruente! È come cercare di unire le persone per poi dividerle.
Il solito dualismo all’italiana, sei contro o a favore, nessuno che pensi a soluzioni serie come cambiare le teste dei nostri parlamentari a Bruxelles.

Sì, perché non è necessario credere nel nazionalismo, siamo in UE per consolidare le relazioni tra noi europei non per creare nuovi attriti come vorrebbero gli USA per indebolirci, ma nemmeno per fare autolesionismo da far gridare al tradimento e spingere fazioni della popolazione a odiare Bruxelles, la Germania o la Francia perché stanno partecipando ad un gioco al massacro degli stati che si affacciano sul mediterraneo.

La Grecia non ha attuato politiche nazionaliste nemmeno dopo il crac che ha patito, altrimenti moriva, ma oggi è un po’ meno Grecia è un po’ più della Germania che ha appena incassato 1,7 mld di € dopo gli investimenti fatti per rilevare i loro gioielli nazionali.

L’impressione è che a certi livelli tutti debbano adeguarsi a fare dei compromessi, pena la sparizione dalla ribalta, ma i nostri parlamentari a Bruxelles sembrano corrotti, decidono quanto male dobbiamo stare salvo poi ricordarci che ogni neonato nasce con un debito di 40.000 €.

Oggi i termini assoluti non sono applicabili alla lettera, ma stante la nostra ed altrui posizione ogni decisione potrebbe essere presa con criteri e una visione realmente più equa.

Per esempio l’olio tunisino, vi sembra normale che lo dobbiamo comprare noi che siamo tra i principali produttori di olio insieme alla Spagna? Ma noi dobbiamo dei favori alla Tunisia? Prendono indietro i loro immigrati clandestini? Qualche altra nazione dell’UE è riuscita ad avere delle commesse in Tunisia? Beh, poco importa, l’olio doveva arrivare in Italia danneggiando la produzione locale di elevata qualità e pregevolezza. Essendo produttori di olio di oliva extra vergine abbiamo un consumo interno alto perché trattasi di un prodotto molto apprezzato ed usato nell’ambito della dieta mediterranea, ma un oleificio italiano per riuscire a vendere in casa deve fare carte false per vincere la concorrenza, deve tagliare l’olio con quello straniero poi sull’etichetta scrivono “PRODOTTO IN ITALIA” su sfondo tricolore, così il consumatore percepisce un messaggio che lo convince e compra. In Toscana ci sono km quadri di uliveti dove non fanno la raccolta.

Ditemi se con decisioni simili a Bruxelles fanno la figura dei geni, come minimo si fanno odiare, però mi chiedo perché a rimetterci sono quasi sempre i paesi che si affacciano sul mediterraneo?
Se l’UE ha deciso che era strategico questo accordo con la Tunisia, non potevano suddividere le 30.000 tonn. tra i paesi nordici, Svezia, Finlandia, Polonia, Lituania, Lettonia, Estonia, Cechia, Danimarca e anche Germania? No, tutto in Italia, con l’approvazione dei nostri parlamentari del PD eletti con la storia degli 80 €.

Oggi non si può essere nazionalisti alla lettera, ne si può decidere tutto o in parte in casa, viviamo l’era della globalizzazione e le manovre spesso pilotate vanno guidate meglio e con spirito nazionalistico stando all’estero, cioè a Bruxelles, basterebbe evitare che facciano cose stupide per evitare danni ingenti, il problema non è solo dell’olio, c’è stata la xilella (provocata, ne sono certo) che ha permesso l’abbattimento celere di ulivi centenari in favore del passaggio della TAP.
Poi ci sono gli agrumi della Sicilia, poi abbiamo lo stabilimento più grande del mondo per la produzione di pasta ma compriamo grano dall’estero quello canadese grazie ad altri accordi, poi la storia delle quote latte in favore della Francia (che caso) poi quello in polvere, già abbiamo dei dubbi sulla provenienza del latte per il Parmigiano Reggiano, figurati se domani ci metteremo a farlo con quello in polvere perché lo dice la UE. Quando comprate il pane al supermercato, sapete se l’impasto proviene congelato dalla Polonia e che grano avranno usato? E le conserve di pomodoro? In Sicilia buttano i pomodori, poi arriva quello concentrato dalla Cina vecchio di tre anni che viene usato per allungare quello dei produttori italiani e venduto come ITALIANO al 100%.
Ma una delle manovre anti nazionaliste più gravi, e che mi ha infastidito di più, è stata portata avanti dal nostro (ex) produttore nazionale d’auto portando la sede legale in un paradiso fiscale, privando l’Italia di cospicue entrate in tasse, il tutto con l’approvazione e stima di Matteo Renzi (visto in video mentre lo diceva). Chissà il perché quando l’FCA si mise in testa di voler comprare la Opel ci si mise di mezzo la Merkel e si concluse in un nulla di fatto. Ecco questo è il genere di azioni nazionalistiche di cui avremmo bisogno, ma per salvare quello che abbiamo, non per attuare un’ideologia fuori tempo.
Non ci sono solo i politici (quelli italiani) troppo avvezzi a fare politiche pro “poteri forti” ma anche i cittadini non comprando i titoli di stato permettono allo spread d’aumentare e a terzi di fare gli squali sui nostri migliori gioielli nazionali. Manca un’adeguata comunicazione ai risparmiatori che preferisce mettere i suoi risparmi in titoli hitech se non in fondi d’investimento di banche tedesche, sembra che nessuno si renda conto di quello che fa, eppure qualche economista saggio e sano ogni tanto passa in TV a dire la verità, purtroppo poi dopo che ha parlato una volta, trovi i suoi video su internet dopo uno, due, tre, sei, dieci anni e appaiono sempre attuali.

Fondamentalmente non è che si debba essere nazionalisti per forza di cose, ma dovremmo esserlo un po’ in determinate aree per difenderci dalle iniziative parassitarie che prendono quelli della Commissione UE.


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