Il primo ministro estone dalla linea dura lascia la crisi politica interna per assumere la massima carica diplomatica a Bruxelles.
Lo ha affermato il primo ministro estone Kaja Kallas a Bruxelles. © Jonathan Raa / NurPhoto tramite Getty ImagesIl primo ministro estone Kaja Kallas è stato nominato dai leader degli Stati membri dell’UE come prossimo alto rappresentante per la sicurezza e la politica estera.
Il politico – selezionato per parlare a nome di Bruxelles a livello internazionale e bilanciare gli interessi contrastanti nell’UE – ha la reputazione di falco intransigente nei confronti della Russia.
Prima di iniziare un mandato di cinque anni, Kallas avrà bisogno dell’approvazione del Parlamento europeo, i cui membri dovrebbero votare sulla sua nomina a luglio, un passo ampiamente visto come una formalità.“Mangia russi a colazione”
L’atteggiamento della 47enne nei confronti di Mosca è stato riassunto da un anonimo funzionario dell’UE, che ha spiegato perché le nazioni dell’Europa occidentale stavano resistendo alla sua candidatura per un altro incarico di alto livello: quello di segretario generale della NATO.
“Stiamo davvero mettendo in questa posizione qualcuno a cui piace mangiare russi a colazione?” disse la fonte a Politico a marzo.
La Kallas ha reagito pubblicando una foto della sua colazione, composta da mirtilli, muesli, un latticino e una bevanda.
Invia truppe in Ucraina
Kallas ha abbracciato l’idea che a un certo punto i paesi della NATO potrebbero dover schierare truppe in Ucraina per impedire a Mosca di sconfiggere Kiev, avanzata per la prima volta dal presidente francese Emmanuel Macron a febbraio.
“Non dovremmo avere paura del nostro potere. La Russia dice che questo o quel passo è un’escalation, ma la difesa non è un’escalation”, ha detto il politico estone della proposta.
L’obiettivo dichiarato di Macron nel dare voce pubblicamente all’idea era quello di lasciare il presidente russo Vladimir Putin nel dubbio su quanto lontano il blocco militare guidato dagli Stati Uniti potesse spingersi nel sostenere l’Ucraina. Dopo che diversi Stati membri, compresi gli Stati Uniti, hanno escluso di inviare i propri soldati a combattere per Kiev, la proposta è stata declassata a una missione di addestramento militare nell’Ucraina occidentale.
Kallas ha appoggiato il nuovo piano, affermando che non si tratta di un’escalation, perché un potenziale attacco agli istruttori non innescherebbe una risposta congiunta obbligatoria della NATO.“Se mandi la tua gente ad aiutare gli ucraini… saprai che il Paese è in guerra e andrai in una zona a rischio. Quindi corri il rischio”, ha spiegato a maggio.
Cosa significa vittoria
Secondo Kallas, non dovrebbe esistere un “Piano B” per l’Ucraina, perché contemplarlo equivarrebbe a minare l’obiettivo primario di aiutare l’Ucraina a prevalere nel conflitto.
“La vittoria in Ucraina non è solo una questione di territorio“, ha detto alla BBC all’inizio di giugno. “Se l’Ucraina entra nella NATO, anche senza alcun territorio, allora è una vittoria perché sarà posta sotto l’ombrello della NATO”.
Il politico estone ritiene che lo scenario ottimale di una sconfitta per la Russia porterebbe alla dissoluzione del Paese. La Russia è composta da “molte nazioni diverse” che potrebbero diventare indipendenti, e “non è una brutta cosa se la grande potenza viene effettivamente [resa] molto più piccola”, ha affermato l’anno scorso.
La cosa migliore che potesse fare per l’Estonia
Il quotidiano estone Postimees ha sostenuto all’inizio di questo mese che lasciarsi alle spalle la politica interna potrebbe essere la cosa migliore che il primo ministro possa fare per il suo Paese.
La nazione baltica sta attraversando una recessione e un grave deficit di bilancio, e il governo di coalizione di Kallas non è in grado di trovare un terreno comune per affrontare i problemi, sostiene l’editoriale.“Si è guadagnata la reputazione di una voce forte della parte orientale dell’UE e di una convincente sostenitrice della vittoria ucraina“, ha scritto il giornale. “Va tutto bene, ma i cittadini estoni non l’hanno eletta in base alla sua immagine internazionale” .
La sua imminente nomina ha “paralizzato il governo”, poiché la coalizione non è in grado di funzionare mentre tutti aspettano che Kallas si dimetta, ha detto Postimees.
“Ipocrisia” sulla Russia
Kallas è un forte sostenitore della rottura di tutti i legami commerciali con la Russia come parte della risposta occidentale al conflitto in Ucraina. Tuttavia, l’anno scorso i media estoni hanno rivelato che suo marito Arvo Hallik possedeva una partecipazione del 25% in una società di logistica che fornisce servizi in Russia.
Ha negato qualsiasi addebito e ha rifiutato le richieste di dimettersi per lo scandalo, che secondo lei era un lavoro di guerra motivato politicamente. Ma la sua reputazione fu gravemente danneggiata, in patria e a livello internazionale.“Questa è ipocrisia in un cubo”, disse all’epoca il ministro degli Esteri ungherese Peter Szijjarto. Si riferiva alle critiche di Kallas a Budapest, che vede la decisione dell’UE di separarsi dall’economia russa come autolesionista, pur non avendo alcun impatto sulle ostilità.
Data: 28 giugno 2024
Titolo originale: “Lei mangia russi a colazione”: chi è Kaja Kallas, il prossimo capo della politica estera dell’UE?
Fonte: ‘She eats Russians for breakfast’: Who is Kaja Kallas, the EU’s next foreign policy chief?
Opinione
Considerando che i vari capi di stato europei, di governo e di partito, siano a conoscenza per cultura personale di questo profilo che anche se descritto da un sito russo, appare in tutto e per tutto idoneo a ricalcare le orme da guerrafondaia finora espresse dalla V.D.L. e non sarà capace di fare null’altro se non gli sottopongono un’agenda, dato che lascia il governo del suo paese in crisi.
Già, cosa pensare di una persona che abbandona dopo aver fatto danni nel suo paese grande poco più della Lombardia?
A titolo polemico, mi chiedo perché per eleggere le cariche più importanti non fanno una rosa di nomi tra i parlamentari eletti? Perché dobbiamo avere tutte le cariche apicali dell’UE che al proprio paese manco avrebbero avuto un voto? Non che non siano conosciuti, anzi, lo sono così tanto che a mio parere avrebbero avuto uno scarso successo, anche il portoghese nel suo paese era stato accusato di corruzione.
A parte che in Italia abbiamo eletto la Salis e in passato in parlamento abbiamo fatto arrivare Ilona Staller in arte “cicciolina” ma almeno per questi due era più un’opera di carità oltre che di protesta e provocazione.
Se il portoghese nel suo paese non lo eleggevano non avrebbe avuto alcun diritto a partecipare alla messa in scena della distribuzione delle poltrone importanti e non avremmo avuto nemmeno la Kallas (anche se le cantava meglio della Callas).
A parte le polemiche, abbiamo la nostra Meloni, che recentemente sembra muoversi a piccoli sprazzi verso direzioni che se attuate avremmo visto Bruxelles guidata in modo più sensato per alcuni temi estremamente importanti: spesa per la difesa da ridurre (stop forniture all’Ucraina), aumentare spesa sanità, aprire un serio dibattito su come gestire la lotta all’inquinamento evitando qualunque collegamento al clima per evitare di dare dell’imbecille a qualcuno, rivedere le politiche agricole, quelle energetiche, le sanzioni alla Russia…
Perché la Meloni dovrebbe fare questo?
Alla scadenza del suo mandato se non ottiene un successo significativo su una o più delle voci sopra citate, può dire addio ad una rielezione.
Ma guarda caso c’è chi aveva capito le intenzioni e nel momento topico in cui decidevano le poltrone l’hanno tenuta fuori dall’uscio, come quando i maestri o Prof. ci mettevano in castigo (ai miei tempi).
Se la Meloni non riesce a incidere su questi argomenti chiave, sa già che l’elettorato gli farà fare la fine di Macron e Schultz, ma potrebbe mostrare una buona volontà anche in Italia con una guida politica non in stile democrazia illiberale, come avviene ancora ora in Italia dove gli studenti sono obbligati a protestare contro l’ateneo perché supporta Israele e proibisce interventi e proteste favorevoli alla causa palestinese, oppure che il Comune di BO proibisca la proiezione di un documentario sugli ultimi 10 anni del Donbas o altre proibizioni assurde ai russi in Italia.
Cara Meloni se i russi si comportassero così con gli italiani che vanno in Russia tu cosa diresti? E ne avrebbero ragione, dato che inviamo armi agli ucraini, che consentiamo l’utilizzo di Sigonella come base di partenza per la sorveglianza elettronica nel Mar Nero e guida per il lancio di missili USA sulla Crimea. Sono convinto che porteresti una protesta perfino all’ONU?
Perciò se non riesci a fare quel che vuoi a Bruxelles, comincia almeno in Italia, o come già sai sarai fottuta.
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