L’Europa nelle mani dei Baltici (bellicosi).

Kaja Kallas e Von der Leyen (immagine IA canva.com)
Kaja Kallas e Von der Leyen (immagine IA canva.com)
Per una magia istituzionale a capo dell’UE abbiamo una coppia che non farà altro che spingerci al riarmo per aiutare l’Ucraina ad affrontare la Russia. Paese che ci stanno educando da quattro anni ad odiare. (?)
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Gianandrea Gaiani sostiene che la guerra in Ucraina abbia modificato i rapporti di forza all’interno dell’Unione europea, accrescendo il peso politico dei Paesi più ostili alla Russia. L’autore denuncia il «cieco bellicismo» della nuova Commissione guidata da Ursula von der Leyen e la sua indisponibilità a considerare seriamente una soluzione negoziata, nonostante le difficoltà militari ucraine e la debolezza economica e militare europea. Secondo Gaiani, l’Europa dispone di truppe, armi e munizioni insufficienti per affrontare un conflitto convenzionale, deve sostenere costi energetici elevati e si trova in una situazione economica difficile: insistere sul confronto militare con Mosca significherebbe quindi aggravare una crisi già in corso.

L’autore individua nei tre Paesi baltici i principali beneficiari di questo orientamento politico. Estonia, Lettonia e Lituania, pur avendo un peso demografico, economico e militare marginale rispetto alle maggiori nazioni europee, avrebbero ottenuto incarichi strategici di primo piano nella nuova Commissione UE grazie alla loro russofobia e alla ferma opposizione a qualsiasi negoziato con Mosca, come la Kaja Kallas1, 2. Gaiani riconduce l’ostilità dei Paesi baltici verso la Russia per la loro esperienza sotto il dominio sovietico, ma considera sproporzionata l’influenza che questi Stati esercitano oggi sulle decisioni europee.

L’articolo denuncia inoltre gravi discriminazioni nei confronti dei cittadini baltici di etnia russa e una politica di cancellazione culturale della storia e della lingua russe, che Gaiani paragona a quella praticata in Ucraina. Contesta alla Commissione europea di non condannare queste condotte con la stessa fermezza che dimostrerebbe in altre controversie relative ai diritti e alle discriminazioni. L’autore presenta dunque la politica antirussa dei governi baltici non soltanto come una scelta strategica, ma anche come un orientamento che si accompagna, a suo giudizio, alla marginalizzazione delle minoranze russe.

Gaiani esamina poi le nomine dei tre rappresentanti baltici. Il lituano Andrius Kubilius, Commissario designato per la Difesa e lo Spazio, sostiene nuovi finanziamenti per l’Ucraina e l’utilizzo dei proventi dei beni russi congelati3. Il suo paese ha appena firmato un Memorandun d’intesa con la Norhrop Grumman per rafforzare la Difesa4 . L’autore contesta questa posizione, mettendo in dubbio le conseguenze giuridiche ed economiche dell’operazione e paventando un danno alla fiducia degli investitori stranieri. L’estone Kaja Kallas, designata Alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza, viene criticata per aver auspicato il tracollo e la frammentazione della Russia in repubbliche in conflitto fra loro. Gaiani considera questa prospettiva particolarmente irresponsabile per i rischi globali connessi alla possibile disgregazione di una potenza nucleare.

A sostegno della propria critica, l’autore richiama le dimensioni limitate dei tre Paesi: nel 2024, secondo i dati riportati nell’articolo, il loro PIL complessivo sarebbe stato pari a circa 165 miliardi di euro, lo 0,9% del PIL dell’UE; la popolazione, circa sei milioni di persone; le forze armate, circa 21.000 militari complessivi, con capacità terrestri modeste e senza capacità navali e aeree autonome significative. Gaiani ritiene quindi ingiustificato che rappresentanti di Stati tanto piccoli occupino posizioni così influenti nella politica economica, estera e militare europea.

L’autore porta come ulteriori esempi della linea bellicosa baltica i progetti di fortificazione dei confini con Russia e Bielorussia5, coordinati con la Polonia, e le dichiarazioni dei responsabili politici della regione. Cita le proposte di costruire centinaia di bunker in Estonia e le opere difensive previste in Lituania e Polonia; richiama inoltre le dichiarazioni della ministra degli Esteri lettone Baiba Braže, secondo cui l’adesione dell’Ucraina all’UE e alla NATO rafforzerebbe la sicurezza europea grazie anche alle capacità militari ucraine, e quelle del ministro degli Esteri lituano Gabrielius Landsbergis, favorevole a consentire a Kiev di colpire più efficacemente obiettivi sul territorio russo.

La conclusione di Gaiani è fortemente polemica: i governi baltici, pur rappresentando una parte marginale dell’Unione sul piano economico, demografico e militare, contribuirebbero a trascinare l’Europa verso un confronto sempre più pericoloso con Mosca. Il loro peso politico sarebbe dovuto soprattutto all’ostilità antirussa, al sostegno militare all’Ucraina e alla stretta alleanza con gli Stati Uniti. Per l’autore, anziché seguire questa linea e respingere ogni ipotesi negoziale, l’Europa dovrebbe prepararsi a una trattativa che limiti il rischio di escalation e tuteli i propri interessi economici e di sicurezza.

Opinione

Questa volta a Bruxelles succede qualcosa, questi politicanti credono d’avere in mano le carte vincenti, ma quando nella testa c’è solo ideologia cieca e nel taschino nascosto dei ricchi premi extra, il botto che faranno cadendo sarà molto più rumoroso.

Avete visto come a Macron è stranamente silenzioso?
Sono i suoi mercenari morti che parlano!
Sa che non occorre agitare le acque affinché non emergano i suoi scheletri.

La Von der Leyen ne ha anche lei e per questa ragione farà parlare e manderà in giro qualcuno che non cagherà (quasi) nessuno?

  1. https://senzatempo.org/index.php/2024/07/01/7468/chi-e-la-russofoba-kaja-kallas-che-si-atteggia-a-fare-la-von-der-leyen/ ↩︎
  2. https://senzatempo.org/index.php/2024/08/15/7475/lex-premier-estone-kaja-kallas-tra-i-ricercati-dalla-russia/ ↩︎
  3. https://www.politico.eu/article/new-eu-defense-commissioner-all-in-on-supporting-ukraine/ ↩︎
  4. https://lrv.lt/en/news/lithuania-and-northrop-grumman-take-an-important-step-in-strengthening-defence-industry-cooperation/ ↩︎
  5. https://senzatempo.org/index.php/2024/12/04/7512/la-lettonia-costruisce-barriere-ai-confini-con-russia-e-bielorussia/ ↩︎

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