Come si manifesta una esplosione nello spazio?

Il cielo nuvoloso di Honolulu di notte a 1300 km da StarFish.
Il cielo nuvoloso di Honolulu di notte a 1300 km da StarFish.
Il cielo nuvoloso di Honolulu di notte a 1300 km dall’esperimento nucleare nello spazio “StarFish Prime”.
2–3 minuti

Sembrerà assurdo, ma una domanda che sembra curiosa o inutile ai fini pratici, più o meno simile ai fuochi artificiali che però hanno il pregio d’avere un lato artistico non indifferente se sincronizzati a brani musicali, trova ampi riscontri in documenti declassificati, esperimenti di grandi esplosioni nello spazio per opera degli eserciti di USA e Russia.

Una delle più grandi e catastrofiche avvenne a 400 km d’altezza, era il 1962 e per fortuna non c’era ancora l’ISS che staziona tra 330 e 410 km, e con un’operazione chiamata Starfish Prime hanno fatto deflagrare una bomba nucleare da 1,45 Mt a 31 km a sud ovest dell’atollo Johnston, nell’oceano Pacifico.

A parte che nello spazio la deflagrazione si espande liberamente in ogni direzione formando un globo, diverso da 360° perché riduttivo e tipicamente usato per indicare sulla Terra una cosa che sta intorno a te e non necessariamente anche sopra e sotto, ha illuminato a giorno tutto il Pacifico, con effetti luminescenti che perdurarono giorni. A 1300 km di distanza riuscì a bruciare 300 lampade, disattivare 100 allarmi, danneggiato apparecchiature elettroniche a valvole, rottura di un ripetitore radio.

Declassified U.S. Nuclear Test Film #62
Declassificato US Nuclear Film Test # 62

Ovviamente nello spazio non si produce il classico fungo come quando si fa esplodere sulla Terra in prossimità del suolo. Il fungo viene prodotto dall’aria che produce correnti elevatissime, dapprima espansive e poi di risucchio e in alto una grande nube bianca continua ad allargarsi. Nell’istante in cui avviene l’esplosione si vede solo un enorme lampo accecante più del sole di ’n’ volte ma che è in grado di friggere il tuo cellulare a oltre 1000 km di distanza se avviene a 400 km nello spazio.

Non fu l’unico esperimento, ma quando si accorsero che molti aeroporti dovevano bloccare i voli per giorni interi, che si guastavano satelliti in orbita, i pochi che c’erano, e che materiale radioattivo permaneva nella fascia alta dell’atmosfera per anni, hanno capito che forse qualcuno potrebbe essere scontento, quindi, USA e Russia hanno fatto un accordo a livello mondiale per interrompere immediatamente i test. Gli effetti erano di molto superiori al peggiore vento solare mai arrivato sulla Terra.

Erano più che altro guerre di fuochi artificiali di due paesi che sorgono sui lati opposti dello stesso fiume. Le chiamano guerre politiche.

Non contenti gli USA con il Project A119 proseguirono con studi approfonditi per far esplodere una bomba nucleare sulla Luna solo per vedere cosa succedeva, come bambini che sperimentano modi nuovi per usare lo stesso gioco. Realizzarono anche progetti definitivi di un vettore a propulsione nucleare i cui test in miniatura con carburante chimico si conclusero positivamente. Lo scopo ufficiale sarebbe stato quello di fare una radiografia della Luna con una botta, dopo aver collocato diversi sismografi.

Poi devono averci pensato perché J.F.K. aveva promesso che sarebbero andati sulla Luna ed era meglio non avere sorprese una volta arrivati là.

Bibliografia:

HANE (High-Altitude Nuclear Explosions)
Starfish Prime (test nucleare ad alta quota)
Project A119 (noto come “Studio sui voli di ricerca lunare”)
Atollo Johnston (è un atollo appartenente agli Stati Uniti d’America a 1300 km dalle Hawaii)


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