A memoria scolastica, quelli dell’Impero Romano, ma dato l’elevato livello di civiltà raggiunto nella cultura Ellenica direi senza tema di sbagliarmi che già sapevano come distribuire l’acqua, ma prima di loro devono aver risolto un quesito simile i Sumeri perché non si realizza una città con 5.000 o 10.000 abitanti se non risolvi queste esigenze fondamentali.
Chiaro che non si può pensare ad una rete idrica capillare moderna, ma basta un punto d’arrivo e la usavano sia per la cucina che il cesso che era al suo fianco, altrove bastava farla arrivare dalla fonte ad alcuni punti di prelievo pubblici, tipicamente pozzi.
Nell’antica Persia (oggi IRAN) realizzavano i Qanat che sono gallerie, utili per evitare l’evaporazione dell’acqua, ne esistono circa 22.000, oltre 270.000 km di canali sotterranei.
Sicuramente i Sumeri hanno dato l’avvio allo sfruttamento razionale dell’acqua dapprima con canali per l’irrigazione dei campi, in seguito anche nelle città con perfezionamenti man mano che si sviluppavano nuove civiltà. Perciò nell’area della Mesopotamia è nata la prima esigenza di gestire la risorsa ACQUA, circa nel 4000 a.C.
Da notare che a Roma solo l’antico acquedotto Acqua Virgo viene ancora usato dopo aver chiuso lo scorrimento a cielo aperto dell’acqua con tubi di cemento.
In Iran, invece, esistono ancora molti sistemi di Qanat in funzione.
Qanat patrimonio UNESCO
Il sito UNESCO “The Persian Qanat”, iscritto nel 2016, comprende 11 Qanat in Iran, tutti funzionanti:
- Qanat di Qasabeh (Gonabad)
- Qanat di Baladeh
- Qanat di Zarch
- Qanat di Hasan Abad-e Moshir
- Qanat di Ebrahim Abad
- Qanat di Vazvan
- Qanat di Mozd Abad
- Qanat della Luna (Qanat of the Moon)
- Qanat di Gowhariz
- Qanat di Ghasem Abad
- Qanat di Akbar Abad
Fonte ufficiale: UNESCO – The Persian Qanat.
Acquedotti romani patrimonio UNESCO
È importante distinguere tra acquedotti riconosciuti come elemento principale del sito UNESCO e acquedotti romani compresi in un sito più ampio, comunque nessuno è funzionante a parte Acqua Virgo (che non è un sito UNESCO, penso per contaminazione con elementi moderni) che è stata declassata e serve ad alimentare solo alcune fontane, ad esempio La Fontana di Trevi, che qualche burlone in passato ne colorò l’acqua di rosso.
- Pont du Gard, Francia — ponte-acquedotto romano, parte dell’acquedotto di Nîmes. Patrimonio UNESCO dal 1985.
- Acquedotto di Segovia, Spagna — incluso nel sito UNESCO Città vecchia di Segovia e suo acquedotto, iscritto nel 1985.
- Acquedotto di Les Ferreres, detto Pont del Diable, Spagna — parte del sito archeologico UNESCO di Tarraco, l’antica Tarragona.
Fonte ufficiale: UNESCO – acquedotti e siti roman
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