Alcune cose scritte su internet non sono completamente vere e mettono ingiustamente in cattiva luce l’operato della RAI, non saranno dei santi, ma come tutte le TV commerciali avranno preso accordi percorribili ed ecocompatibili. Ho quindi approfondito l’argomento cercando su internet qualche risposta.

Scelta location.
Siamo tutti coscienti che IDF non sarebbe quella che conosciamo se la location non avesse alcune caratteristiche base, spiaggia e mare bellissimi, caldo, possibilità di pescare e cibarsi con frutti, fuso orario che permetta dirette con il sole mentre qui è notte. Essere indisturbati da eventuale traffico turistico di curiosi, deve essere un’isola non abitata.
Nelle precedenti edizioni non era una vera isola ma erano ugualmente isolati perché raggiungere via terra o via mare il primo centro abitato era improponibile, infine deve essere gestibile nel senso che se capita un’urgenza un elicottero deve poterla raggiungere in pochi minuti. Queste condizioni si avverano raramente contemporaneamente, e si comincia a guardare proprio i piccoli paradisi protetti.
La concessione si ottiene facilmente (…) perché le regole del gioco sono compatibili con l’ambiente, non sono previste attività inquinanti o l’abbandono di qualunque oggetto prodotto industrialmente. La pesca si fa a mano con un piccolo amo, una lenza e senza canna stando a mollo in acqua e quindi senza possibilità d’allontanarsi molto (poche decine di mt). Per i vuoti in metallo delle scatolette di razioni K e quant’altro, avranno predisposto cestini per raccoglierli, d’altronde ci sono anche diversi cameramen e autori giorno e notte.

Inquinamento spiaggia precedenti edizioni.
Verso la fine delle precedenti edizioni poteva capitare che la mattina i concorrenti rimasti vedevano la spiaggia invasa da tronchi misti a frutta, e altri prodotti non biodegradabili reperibili solo al supermercato. Sono rifiuti galleggianti che arrivano lì per effetto delle correnti del mare e che non c’entrano nulla con i concorrenti, è solo una coincidenza se le telecamere possono denunciare dove finiscono i rifiuti gettati a mare, mi ricordo che Kabir e Schillaci (seconda ediz.) si aggiravano per trovare qualcosa d’utile e curiosare che cosa era arrivato dal mare, sul sito RAI credo sia ancora possibile vedere le immagini. Alcuni concorrenti erano dediti alla pulizia della spiaggia, per togliere quello che era rimasto dalle mareggiate antecedenti l’inizio del gioco, ma quello che si è visto alla fine di IDF2 era un’eccezione.

Storia del Monumento Naturale Marino Cayos Cochinos
L’attuale situazione delle Cayo Cochinos, tanto per sapere con chi si ha a che fare, è merito di una persona, Stephan Schmidheiny svizzero d’origine, che negli ultimi 15 anni ha dedicato gran parte del suo tempo e capitali per incidere sullo sviluppo sostenibile nei paesi in forte crescita dell’America Latina. Quest’obiettivo diventa la missione della società AVINA da lui fondata nel 1994. Nel 1993 acquistò insieme ad altri industriali locali, Cayo Paloma, Cayo Menor e una porzione di Cayo Mayor e tramite la AVINA fa pressione sul governo honduregno per proteggere questi meravigliosi atolli e crea la “Honduras Coral Reef Fund” (HCRF) per monitorare la situazione. Nel 2003 arriva il Decreto Legislativo 114-2003 che designa le Cayos Cochinos Monumento Naturale Marino e la HCRF sarà l’agenzia che si occuperà per i prossimi 10 anni di stabilire le regole per il suo mantenimento. La HCRF ha un centro ricerca sull’isola Cayos Cochinos Menor e il suo piano di difesa delle Cayos Cochinos ottiene l’approvazione del Governo honduregno nel 2004. Questo centro è utilizzato come base da alcune università e per preparare degli studenti che formulano numerose tesi di laurea sull’ambiente.
È bene ricordare che Stephan Schmidheiny ha tenuto numerosi discorsi e fatto pubblicazioni sullo sviluppo sostenibile e fu nominato consigliere speciale del Segretario Generale del Commercio e Industria della Conferenza dell’Ambiente e Sviluppo delle Nazioni Unite (UNCED), meglio conosciuta come il Summit della Terra, avvenuto a Río de Janeiro, nel 1992.
Questo è il quadro in cui la RAI sta operando e credo sia difficile voler fare qualcosa se l’HCRF dice che non va bene per l’ambiente. Dai documenti rintracciati su internet si evidenzia che gli ultimi dati certi di presenza delle tartarughe Carey sulla Cayo Paloma è del 2002, ma prima di dire sì alla RAI l’HCRF avrà fatto le sue verifiche. Tutti i giochi e il soggiorno delle 100 persone necessarie per mandare avanti la baracca, sono stati mandati giustamente dove si può stare, il tutto nel rispetto dell’ambiente.

Problemi con popolazione garifuna
Alle Cayos Cochinos, quindi, dal 2004 ci sono regole nuove anche per la popolazione di quelle isole che dovranno pescare fuori dalle aree protette e con limitazioni in altre, a queste di recente si sono aggiunte le problematiche legate alle riprese per fare l’Isola Dei famosi, cioè transitare troppo vicino a Cayos Paloma nel tratto di mare a nord crea l’impressione di luogo frequentato, facendo cadere l’illusione di ISOLA e lasciando spazio a supposizioni fuori luogo.
Questa situazione ha prodotto delle reazioni da parte della popolazione locale (i garifuni), che anziché essere coinvolti nel progetto come stabilito dall’ HCRF si stanno sfoltendo perché le aree dove possono pescare sono più vicine alla terraferma o a Roatan che alle Cayos Cochinos. Nella sorveglianza e applicazione delle sanzioni nei confronti di chiunque non rispetti il regolamento sono impegnate guardie e mezzi dell’esercito honduregno. L’assurdo è che la protezione delle specie marine rischia di far estinguere la popolazione garifuna. Non siamo ancora a questi livelli ma sono notevolmente disincentivati dalle restrizioni del regolamento.
Link delle fonti che ho messo in discussione:
http://www.poverosub.com/
Forum su cui un abitante di Roatan (italiano) ha scritto un messaggio di protesta ecologica con una certa dose d’accidia.
http://blog.angeloferrari.com/
Il blog di uno degli autori dell’Isola Dei Famosi.
http://italy.peacelink.org/
Sito pacifista che cita un articolo del sito www.ilmanifesto.it che descrive quella che secondo me è una caricatura della vera situazione.
http://www.avina.com/
Fondazione AVINA creata da Stephan Schmidheiny per lo Sviluppo Sostenibile in America Latina.
http://www.stephanschmidheiny.net/
Sito personale di Stephan Schmidheiny.
http://www.cayoscochinos.org/
Sito della Honduras Coral Reef Fund (HCRF). In questo sito trovate dei pdf informativi molto utili.
http://www.hawksbillwwf.org/index.php
Sito del WWF dedicato alla tartaruga Carey. É possibile scaricare una publicazione ben realizzata e documentata sulle Carey, in lingua spagnola o inglese.
http://www.cayoscochinos.com/aboutus.html
Sito commerciale rivolto a turisti.
http://005c18b.netsolhost.com/home.htm
Il sito del Plantation Beach Resort delle Cayo Cochinos.
http://www.isola2004.rai.it/R2_IsolaFamosi_photogallery/0,10039,14-11-2004,00.html
Pagina del sito ufficiale dell’Isola dei Famosi, 2° Edizione con la galleria di foto del 14-Nov-2004 dove si vede e comprende benissimo che quei rifiuti non possono essere opera dei due concorrenti rimasti (il giorno prima non c’era nulla).
P.S.
Consiglio vivamente di leggere i commenti scaturiti da questo post.
Illustrano molto bene come e da chi viene gestito il rispetto dell’ambiente.
Naturalmente, non essendo io un giornalista, avevo solo bisogno dell’informazione chiave per darmi quella risposta che ancora mi mancava ma non lo sapevo.
Una risposta a “IDF4 e Cayos Cochinos sono compatibili?”
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1. Chiaro › Lunedì 2 Ottobre 2006 alle 14:47
Grazie per la tua bibliografia di link, che è molto completa.🙂
2. lucien › Lunedì 2 Ottobre 2006 alle 23:19
L’assurdo è pensare che l’unico pesce che i garifuna possono pescare sia quello antistante l’isolotto Paloma. Pochi giorni fa ho assistito ad un litigio per un posto macchina in un parcheggio pubblico, hanno chiamato i Carabinieri, vi erano decine di posti liberi, ma quello … era il più vicino al bar.3. Giorgio Viganò › Martedì 13 Marzo 2007 alle 20:46
Non facciamoci prendere in giro….gli ambientalisti sono un altra cosa….Stephan Schmidheiny, maggiore azionista della multinazionale Eternit è indagato dalle procure di Torino e Siracusa per responsabilità circa la morte di migliaia di operai avvelenati dalla polvere di amianto.
Dagli inizi degli anni novanta la Eternit è stata inglobata nel gruppo Holcim appartenente al fratello di Stephan, Thomas Schmidheiny….Per saperne di piu’ sull’ “ambientalista” Schmidheiny e sui suoi gruppi industriali Holcim ed Eternit cliccate su questi link:
http://www.retedonnebrianza.org/...
http://www.retedonnebrianza.org/...
4. Lucien › Martedì 13 Marzo 2007 alle 23:25
Ci si può fare un quadro della situazione leggendo due soli articoli su http://www.ilmanifesto.it/g8/dopogenova/41af42b6b160e.html e http://it.wikipedia.org/wiki/Asbesto
Adesso non vorrei apparire un difensore di “criminali” dell’umanità, ma i fratelli Schmidheiny hanno ereditato una fortuna dai genitori e nello stesso tempo ma a posteriori, anche la peggiore etichetta di inquinatori, oltre che scomoda è una parte cui si sentono evidentemente legati per eredità e si legge ovunque si parli di loro nel 2004 che sono disponibili ad ogni transazione. In Italia hanno chiuso le attività a metà degli anni 80, in seguito è stato vietato l’uso dell’amianto con la Legge 257/1992. Personalmente mi ricordo che le pastiglie dei freni per l’auto con amianto, erano ancora in vendita in Italia dopo il 2000, non ricordo in che anno sono state proibite, ma a parte questo, gli eredi dell’amianto hanno abbandonato da oltre 20 anni le attività di famiglia per dedicarsi ad altro e nulla mi vieta di pensare che i figli faticando ad essere d’accordo con i genitori, risarciscono i danni per mostrare la differenza di vedute, tanto se sono tra le persone più ricche del pianeta, non hanno motivo di tirarsi indietro. Le attività di Stephan attuali sono nettamente orientate altrove ed in questo non trovo impedimenti o ragioni provenienti dal passato per pensare che non sia così, anzi, potrebbe essersi radicalizzata una forma mentis ambientalista oltre ogni dubbio. Comunque grazie per il tuo commento, chiarendo il passato si comprende meglio il presente.5. Giorgio Viganò › Martedì 13 Marzo 2007 alle 23:41
Che gli eredi dell’amianto hanno abbandonato da oltre 20 anni le attività di famiglia non è esatto. Il gruppo Holcim vede ancora oggi Thomas Schmidheiny, fratello di Stephan come maggiore azionista. Per essere piu chiari ora stanno orientando il business verso attività piu redditizie rispetto alla produzione di cemento. In Italia e nel mondo i cementifici Holcim fondano il loro business sull’incenerimento dei rifiuti utilizzando i forni da cemento e negli USA sono stati multati piu’ volte per importanti violazioni ambientali, tanto da guadagnarsi nel Texas il titolo di : “high priority violator/significant non-complier”, (altamente inadempienti e responsabili di violazioni di priorità alta). Questa non è storia ereditata dai nonni, sono fatti attuali che vedono Stephan e Thomas Schmidheiny pienamente responsabili e protagonisti. Stephan Schmidheiny, combatte la normativa ambientale diretta alle aziende sin dai tempi del Vertice della Terra di Rio del 1992, quando fondò il Business Council for Sustainable Development (Consiglio di Aziende per lo Sviluppo Sostenibile), una coalizione di 160 multinazionali tra cui AOL Time Warner, AT&T, Bayer, BP, Coca-Cola e Dow Chemical.
Insomma il rampollo della famiglia Schmidheiny è il genio che ha inventato “La responsabilità sociale”, un mezzo efficace per conquistare la fiducia e la rispettabilità dei soggetti politici e dei cittadini, una regola del marketing ‘etico’ applicata attraverso la sponsorizzazione di attività e iniziative sul territorio o in favore dello stesso, un tipo di beneficenza che va nell’interesse di coloro che la praticano.6. Giorgio Viganò › Mercoledì 14 Marzo 2007 alle 18:12
mi chiedevo perchè il mio secondo commento non è stato inserito….7. lucien › Mercoledì 14 Marzo 2007 alle 22:57
Nel mio precedente messaggio ho scritto che si trovavano pastiglie con amianto in commercio fino al 2000, ma sbagliavo di un decennio. Nel 1990 avevo acquistato una Tipo e solo per un certo periodo sono riuscito a trovare pastiglie per i freni di una certa efficacia perché contenevano, appunto, dell’amianto poi ho dovuto abituarmi con altri prodotti.8. lucien › Mercoledì 14 Marzo 2007 alle 23:03
L’antispam aveva trattenuto il tuo secondo messaggio e per dirgli che non è spam debbo fare un’azione (come ho fatto per il primo), inoltre non aspettando una risposta così rapida, non ho fatto controlli dopo pochi minuti dalla mia risposta.9. lucien › Mercoledì 14 Marzo 2007 alle 23:59
In definitiva, se la riconversione dei vecchi forni per cemento, poteva far pensare ad una volontà d’usare a fin di bene ciò che prima faceva male (ad esempio con gli esplosivi non si fanno solo le bombe), salvando capitali, anzi forse ottenendo finanziamenti, tutto va bene verrebbe da commentare, ma aggiungi che nel Texas sono morosi a riguardo il rispetto delle Leggi locali in tema ambientale. Sappiamo che negli USA sono molto severi, hanno più attenzioni rispetto gli europei, un loro certificato di rispetto ambientale è un buon biglietto da visita da usare ovunque, invece se non è così vengono a cadere parecchi punti su cui una persona sensibile a questi argomenti, poteva sperare. Però occorrerebbe verificare se le autorità locali, sapendo dei precedenti della famiglia non abbiano applicato in modo troppo restrittivo le Leggi locali, comunque ciò che ne esce non farebbe di loro (almeno Stephan) un ambientalista, come i termini utilizzati per descrivere le loro attività “bandiera”, farebbero supporre. Il finale è: RAI2 ha dovuto solo contrattare un importo da far gradire al governo Honduregno, ovviamente l’intermediario è l’AVINA, cui è intestato il sito personale di Stephan ed ha in gestione il parco creato in quelle isole fantastiche. Ovviamente il parco è un modello di macchina perfetta per mostrare quali sono le capacità di gestione della qualità ambientale o “sviluppo sostenibile”, con una piccola differenza, non serve per limitare ma misurare fino a che punto può essere sfruttata senza incidere sull’ambiente. Va bene, a questo mondo le certezze sono veramente poche. A questo punto dovresti dirmi, se puoi, chi sei, … un avvocato di una delle vittime, un familiare, un giornalista che ha seguito le attività del gruppo, un suo concorrente … ?
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