Il titolo suggerisce che ottemperare al proposito salutista sia un sacrificio, né più né meno di una dieta, la quale, per l’appunto, richiede di modificare seduta stante le tue abitudini alimentari.
Io ho bandito la parola “dieta” e tutto ciò che le è associato, perché presuppone un periodo controllato, forzando le tue abitudini, a cui segue un periodo di durata illimitata privo di regole.
Il mio approccio è completamente diverso: non modifico la mia alimentazione per compiacermi di un risultato estetico, ma per eliminare piccoli problemi spesso imputati all’età e prevenirne il sorgere di altri. Una questione di sicurezza applicata, per evitare un attacco alla mia salute da cibi non idonei.
Il cibo che può contenere additivi ritenuti pericolosi può avere residui di antibiotici usati negli allevamenti; quattro o cinque prodotti (bianchi) possono generare intolleranze o infiammazioni. Altri sono ritenuti cancerogeni; alcuni additivi pericolosi sono proibiti all’estero, ma non in Italia. VUOI TU AMMALARTI E MORIRE SOFFRENDO ANCHE A CAUSA DEI FARMACI CHE DOVRAI PRENDERE?
A volte faccio anche il gesto dell’ombrello… aiuta, credetemi. IO NON VOGLIO AMMALARMI A CAUSA DI QUELLO CHE INTRODUCO NELLA MIA BOCCA, QUESTO VOGLIO, ASSOLUTAMENTE!
Dopo di che, inizio a valutare cosa conosco dell’alimentazione e a riprogettare la mia colazione: è giusto o è sbagliato ciò che fanno tutti?
Il caffè preso per “svegliarsi” è una boiata pazzesca: prima di tutto, conviene andare a letto prima per sincronizzare meglio l’orologio biologico; secondo, al mattino l’acidità nello stomaco è al massimo, e un caffè non fa altro che aumentarla; terzo, se prendo una brioche, incamero una lunga lista di additivi, glutine e, se è farcita, un extra di zucchero e altri additivi.
Prendere un bicchiere di latte caldo con zucchero di canna? Pensi di salvarti perché hai usato lo zucchero di canna?
Sbagliato anche questo. Dopo lo svezzamento, si continua a bere latte per il calcio e le sue proteine, nonostante non abbiamo la piena capacità di processarne alcune; il calcio si assorbe solo se la quantità di fosforo è meno della metà. Inoltre, molte ricerche individuano decine di sostanze che non dovrebbero essere presenti nel latte di mucca. Lo zucchero è raffinato e dovremmo imparare ad assumerlo solo con la frutta, e il sale con le verdure.
Il primo candidato a sostituire la classica colazione è stato il latte di riso, oppure di soia o di mandorle, sempre bio; spesso lo propongono con aggiunta di calcio, perché erroneamente si pensa che il latte serva a questo, di B2 e B12. Quest’ultima potrebbe essere necessaria a un vegano dopo qualche anno.
Faccio la scelta informandomi accuratamente sulle proprietà del nuovo prodotto che ho scelto, documentandomi possibilmente da più fonti ed evitando di prendere per buoni i commenti dei visitatori sui blog o sui social, fino a che non sono preparato a capire se sono giusti o no.
Di ogni prodotto acquistato, leggo sempre ogni parola o immagine sulla confezione; tutto deve essere chiaro: magari ti era sfuggito qualcosa che non ti piace o non va bene, e la prossima volta cercherai di non cascarci.
Poi alterno i sostitutivi del latte: a volte prendo anche bevanda di avena o di farro, sempre bio e senza additivi. Se una volta all’anno ne prendo uno con aggiunta di calcio, B2 e B12, non succede nulla: li assorbo senza problemi, ma è meglio prenderli da cibi che naturalmente li contengono; altrimenti equivale a prendere un integratore, solitamente prescritto perché ci si alimenta male.
È un lavoro da certosino, lo capisco, ma ricordate la parola SICUREZZA citata più sopra. I passaggi che ho fatto mi hanno dato consapevolezza: so perché lo voglio fare, so cosa mangio (più di prima), so il perché di una scelta e predispongo alternative per dare all’organismo, per quanto possibile, una cerchia completa di nutrienti.
La frase precedente potrebbe costituire, con piccole modifiche, una risposta valida, ma ho preferito darle corpo, rischiando di dilungarmi: l’intento è che qualcuno faccia suoi i miei propositi e ottenga dei risultati.
Oggi lo faccio perché lo voglio fare, non perché lo debbo fare: c’è una grande differenza. Si imparano un sacco di cose, si sta meglio e ci si può permettere di dare qualche consiglio a un amico o un’amica che deve fare una scelta.
Oggi la mia colazione consta di circa 10 o 11 ingredienti, per un totale di circa 600-750 ml.
Dopo un periodo più o meno lungo di aggiustamenti, passo a riconsiderare tutto per il pranzo e, più avanti, per la cena, attuando i propositi non in un colpo solo. Non sarà mai un sacrificio e non richiederà alcuno sforzo particolare.
In pratica, il pasto fondamentale è la colazione: deve essere di facile assimilazione e fornire le energie per l’inizio della giornata.
È stato verificato che le abitudini alimentari richiedono sei mesi perché tu pensi automaticamente al prossimo pasto con i nuovi prodotti, e non con quelli di prima. Perciò, dopo sei mesi, non esiste più il sacrificio della “dieta”, sinonimo di qualcosa a cui siamo costretti perché distaccati dalle esigenze del nostro corpo e non ci occupiamo a sufficienza del cibo che mangiamo.
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