Apple e anoressia

In seguito ad alcune proteste la Apple ha modificato uno slogan mostrandosi sensibile nei confronti del problema dell’anoressia.
1–2 minuti

Dopo che la Apple ha cambiato nome da Apple Computer Inc. a Apple Inc. perché oramai il loro mercato non è più solo quello dei computer, nessuno si sarebbe aspettato che avrebbe fatto qualcosa anche per chi soffre di disturbi alimentari. 

Precisiamo prima di tutto che al momento in vista non c’è nessun prodotto specifico, ma il titolo del post è adeguato perché la Apple ha dovuto modificare lo slogan che pubblicizza il nuovo iMac, rimarcavano la potenza della sottigliezza e tali concetti sono inaccettabili per tutti coloro che soffrono di disturbi alimentari e negli USA sono tanti coloro che non sopravvivono (si parla di 700mila), è un grosso problema sociale.

La Apple a sua volta fa campagne pubblicitarie che raggiungono tutti, perciò dopo le primissime proteste di un’associazione consumatori, ha prontamente modificato lo spot con un più anonimo “Tutto in un iMac”.


2 risposte a “Apple e anoressia”

  1. Avatar Lucien

    1. GattaNera › Giovedì 23 Agosto 2007 alle 16:06
    Mi sembra che prendersela con la campagna pubblicitaria di un computer quando siamo costantemente bombardali da modelli e modelle in “pelle ed ossa” sia un po’ fuori luogo.
    Che l’iMac sia sottile è un vantaggio che, secondo me, può essere tranquillamente sottolineato… forse sarebbe più giusto cercare di far censurare immagini di Kate Moss (giusto per fare un nome) e chiedere agli stilisti modelli di riferimento più umani e raggiungibili.

    Anche se… l’anoressia è comunque un segnale di un disagio più profondo… magari bisognerebbe chiedersi come e con chi sono cresciute queste persone. Ma si sa… è più facile accusare la società che guardare nel salotto di casa nostra…

    Un sorriso…

    Paola

  2. Avatar Lucien

    2. lucien › Giovedì 23 Agosto 2007 alle 17:20
    Concordo pienamente, ma non avrei fatto una piega neppure io, mi sarei comportato come la Apple dalla quale pretendono ciò che non chiederebbero a nessun’altra azienda e solo perchè sono i primi della classe.

    Negli USA le associazioni in difesa del consumatore sono così potenti, che spesso la spuntano e riescono a spillare milioni di dollari, e più un’azienda è sana e più si accaniscono, ma gli unici a guadagnarci davvero sono gli studi legali.

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2 comments
  1. 1. GattaNera › Giovedì 23 Agosto 2007 alle 16:06
    Mi sembra che prendersela con la campagna pubblicitaria di un computer quando siamo costantemente bombardali da modelli e modelle in “pelle ed ossa” sia un po’ fuori luogo.
    Che l’iMac sia sottile è un vantaggio che, secondo me, può essere tranquillamente sottolineato… forse sarebbe più giusto cercare di far censurare immagini di Kate Moss (giusto per fare un nome) e chiedere agli stilisti modelli di riferimento più umani e raggiungibili.

    Anche se… l’anoressia è comunque un segnale di un disagio più profondo… magari bisognerebbe chiedersi come e con chi sono cresciute queste persone. Ma si sa… è più facile accusare la società che guardare nel salotto di casa nostra…

    Un sorriso…

    Paola

  2. 2. lucien › Giovedì 23 Agosto 2007 alle 17:20
    Concordo pienamente, ma non avrei fatto una piega neppure io, mi sarei comportato come la Apple dalla quale pretendono ciò che non chiederebbero a nessun’altra azienda e solo perchè sono i primi della classe.

    Negli USA le associazioni in difesa del consumatore sono così potenti, che spesso la spuntano e riescono a spillare milioni di dollari, e più un’azienda è sana e più si accaniscono, ma gli unici a guadagnarci davvero sono gli studi legali.

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