L’immortalità, il non morire mai, può esistere?

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Forse l’immortalità non esiste per un essere di origine biologica.

Spesso si usa impropriamente il termine “immortale”, ad esempio noi appaiamo ad una mosca come esseri immortali, perché se fossero in grado di tramandarsi delle informazioni ambientali, noi saremo una costante, il nostro odore diventa per una mosca quello che per noi è il profilo di uno scoglio, cioè una costante.

Sulla terra, comunque, esistono esseri viventi nel mondo vegetale che sono plurimillenari, come un gruppo di 16 ulivi The sisters, a Bacheale in Libano che vantano 6000 anni.
Anche la vita biologica ha i suoi record, ad esempio c’è un tipo di squalo che vive sotto i ghiacci in zone artiche e degli studiosi hanno valutato che vivono fino a 400 anni.

Anche la nostra vita si dice che 4/6000 anni fa era più lunga come sembra apparire dalla traduzione di testi antichi individuati nelle zone che vanno dalle coste orientali del mediterraneo fino all’India.
Poi di generazione in generazione si è degradata fino a quello che siamo oggi.
Cenni di cose simili si trovano anche in articoli tradotti dal sanscrito, un linguaggio che resiste da 5000 anni e viene ancora parlato come unica lingua in ristrette comunità in India.

Esiste la possibilità di fare una vita molto più lunga della media attuale, non immortale, ma abbiamo tanto da imparare. Ciò che abbiamo imparato fino ad oggi sono palliativi che servono solo ad allungare di poco la nostra vita evitando ciò che ci fa male.


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