Un esempio classico sono le gare che si svolgono a Città del Messico dove Pietro Mennea stabilì il record sui 200 mt e che resistette per 17 anni.
I vantaggi in quota sono:
- Aria rarefatta che permette maggiore penetrazione, quindi, tutti quelli la cui espressione è prevalentemente o solo anaerobica ne hanno dei vantaggi.
- Pensate al lancio del giavellotto che vantaggio con l’aria rarefatta.
- Altezza di 2.256 m s.l.m. che permette una riduzione della gravità dello 0,076% rispetto a quota zero. Quindi se un atleta pesa 70 kg fa lo sforzo come fosse di 69,9464 kg, quindi, valore ininfluente.
Svantaggi:
- Lunghi allenamenti per acclimatarsi perché a 2.256 m s.l.m. a parità di volume ad ogni respiro hai meno ossigeno.
- Gli atleti che fanno gare in cui è importante la resistenza sono svantaggiati a causa del punto precedente.
Fattori che le federazioni tengono in considerazione per convalidare un record in atletica leggera:
- Per le gare di 100 e 200 mt la velocità del vento favorevole deve essere inferiore a 2 mt/sec. Il valore indicato dall’anemometro durante la gara, va indicato sempre nel verbale di gara.
- Idem per il salto in lungo e per il salto triplo.
L’unico motivo per cui si cercano i record a Città del Messico è perché in assenza di vento la rarefazione dell’aria corrisponde o è assimilabile ad un vento favorevole, anche se di debole intensità ma molto gradita dagli atleti.
Nel 1968 a Città del Messico Bob Beamon fece un miracolo migliorando di 55 cm il precedente record di salto in lungo portandolo a 8,90 mt. Di certo non è l’aria rarefatta a permetterti di migliorare il record precedente di 55 cm in un sol colpo se non hai le gambe per andarci molto vicino. Poi ci sono dei salti fortunati in cui la dinamica del movimento dell’atleta non ha perdite e compie il salto con un movimento armonioso che mai più ripeterà e saltano fuori i record. In seguito altri due atleti lo avrebbero superato C. Lewis e M. Powell con 8,91 e 8,95 mt ma il record non venne convalidato perché la velocità del vento in entrambi i casi era maggiore di 2 mt/s a favore. Dopo 50 anni il record di salto in lungo non è stato battuto.
Non per nulla nel 1984 Francesco Moser ottenne il record dell’ora andando a più di 50 km/h proprio a Città del Messico, infatti, più la velocità è alta e più il fattore aerodinamico influisce. Evidentemente a Moser non ha influito più di tanto la rarefazione dell’ossigeno a 2.256 m s.l.m., ma la velocità costante di 50 km/h influisce più che in atletica leggera.
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