Per la teologia esiste la transustanziazione, allora perché fanno ostie per celiaci?

pane
Pane fresco
3–4 minuti

Intanto mettiamo in chiaro il significato del termine “transustanziazione“:

transustanziazione

Date in pasto ad un laboratorio un’ostia e vedrete che quello che viene chiamato processo di transustanziazione per effetto della consacrazione, che dovrebbe essere in base alla descrizione una trasmutazione, e scoprirete che non è avvenuto nulla.

A casa mia quando ero bambino si faceva il pane, e il sudore per la semina del grano, la raccolta, la macinazione e successiva lavorazione finale era versato dai miei genitori, avrebbero potuto dire benissimo, che dentro di esso vi era un po’ del loro corpo, sangue e anima.

Questo spiega perché molti dicono che certi piatti che preparava la mamma erano e rimangono i migliori, poi tra chi legge c’è chi capirà e chi no, oppure pur capendo è disposto a dire che sono cavolate. A questi voglio chiedere se quello che vi servono al ristorante nel rispetto delle normative e dell’ordinazione fatta da voi e preparazione a regola d’arte, è meglio che in cucina ci sia un clima di odio, armonia o è indifferente, basta che lavorino?

L’usanza dell’ostia, poi è recente, forse legato all’enorme diffusione della religione cattolica che rendeva difficile avere risorse sufficienti, ma all’inizio distribuivano del vero pane. Oggi l’ostia viene nominata spesso per fare riferimento a situazioni di scarsità o inconsistenza di una porzione.

Inoltre per non essere tacciato di superficialità, aggiungo che la Santa Messa è un rituale che serve per ricordare il sacrificio di Gesù Cristo per salvare le nostre anime, non un momento o luogo in cui ci si aspetta che facciano miracoli a comando. Con l’ostia idealmente ricevi il corpo e lo spirito di Cristo in senso metaforico, così come quando da bambino mangiavi il pane fatto in casa ottenuto dal grano coltivato dai tuoi genitori, ti cibavi del loro sudore e amore.

Macchina per fare le ostie

Stampo per ostie elettrico
Stampo per ostie elettrico

Macchina in alluminio per Ostie destinate ai fedeli e Particole che prende il prete durante la santa Messa.

Vi sembrerà strano ma c’è un ricco mercato di accessori per la chiesa cattolica, basta gettare uno sguardo al sito Vaticanum ed è uno dei tanti.

Le usanze del passato

Nelle parrocchie delle zone rurali della Pianura Padana, nei primi decenni del dopo guerra (si intende la seconda guerra mondiale) c’era la figura del campanaro, il servitore del prete, che durante la raccolta del grano andava a raccogliere dai contadini il sacchetto che avevano tenuto da parte per il prete. Quel grano veniva lavorato per ottenere ostie e quel che avanzava per fare del pane o altri prodotti da forno e il campanaro ne riceveva una parte come compenso per i suoi servizi.

Il campanaro poi si dedicava anche alla raccolta dell’uva bianca, quella indispensabile per realizzare il vino liturgico per celebrare la Santa Messa, il resto a consumo a cui partecipa anche il campanaro. In questo modo il prete mentre recita la messa, prende la sua ostia che è più grande delle particole per i fedeli (vedi sotto l’attrezzo per produrle), aiutandosi con il vino liturgico.

Il prete ricambiava la gratitudine dei parrocchiani e una volta all’anno andava nelle aziende agricole a benedire gli animali. Nelle stalle i contadini esponevano un’immagine di Sant’Antonio protettore degli animali e la benedizione del prete era molto gradita. Il prete andava a fare anche un giro di visite ascoltando i problemi che i parrocchiani avevano ma anche per raccogliere oboli da proprietari generosi dei latifondi più grandi.

Personalmente avevo la mamma che era una credente e fedele che non ha mai mancato una messa ed io, il maggiore di due figli, ero obbligato forzatamente a seguirla. È per tale ragione che oggi comprendo il perché fui scelto dal parroco permettendomi di estendere le mie conoscenze su queste usanze.

P.S. Oggi non sono un credente, potete rendervene conto consultando la categoria:
Società > Religioni


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