Codice di condotta per Blogger, le regole di O’Reilly

3–5 minuti

Questo post, che si occupa di etica dei blogger, è stato scritto da Elisa su hightech.blogosfere.it il 2-Apr-2007
I miei commenti all’interno del Post di Elisa, sono di colore rosso.

Inizio post di Elisa

Un codice di condotta per blogger, ovvero come comportarsi in caso di commenti sgradevoli, discussioni troppo animate o minacce, come successo nel caso di Kathy Sierra. A rispondere è Tim O’Reilly, personalità di primaria importanza nel mondo dell’open source.

O’Reilly si rifà proprio alle minacce ricevute dall’amica e collega Kathy Sierra per stilare sette regole d’oro che ogni blogger dovrebbe seguire nel gestire i propri commenti. Quante volte di fronte a un commento poco gradito si ha la tentazione di cancellarlo? Per O’Reilly sarebbe un grave errore… 

Ecco le sette regole postate da Tim O’Reilly sul suo blogRadar:

  1. Sii responsabile non solo delle tue parole ma anche dei commenti che consenti sul tuo blog.
    You own your own words, ma non solo: ogni blogger è responsabile del tono che consente di usare sul suo blog.
  2. Esprimi il tuo livello di tolleranza
    Fai sapere immediatamente a chi legge quali toni vuoi che si tengano sul tuo blog.
  3. Pensa a come evitare i commenti anonimi
    Richiedere un indirizzo e-mail valido a chi vuole commentarti non ti salverà dai commenti anonimi ma chiarirà a chi ti legge che dai valore alla responsabilità.
  4. Ignora i trolls
    Certe volte bisogna opporsi ai bulli ma altre volte la migliore cosa da fare è ignorarli. In altre parole Never wrestle with a pig. You both get dirty, but the pig likes it.
  5. Porta la conversazione offline e parla direttamente con gli interessati.
    Così facendo si crea più spazio perché nasca una vera conversazione.
  6. Se qualcuno che conosci si comporta male faglielo notare.
    Lo devi a loro, alle vittime di comportamenti errati e a te stesso: non restare in silenzio.
  7. Non dire nulla online che non diresti di persona.
    Immagina la persona a cui stai parlando come una persona reale.

O’Reilly conclude: celebriamo la blogosfera perché permetta una conversazione franca e aperta in modi che da tempo mancano sui media mainstream […] ma la franchezza non deve significare mancanza di civiltà. Non c’è ragione per cui dobbiamo sopportare online conversazioni che non tollereremmo nel nostro salotto.

Fine post di Elisa

In rete si trovano blog con pagine e pagine di commenti spammatori, spesso sono blog abbandonati, purtroppo o si avvisa chi li amministra o la loro presenza può disturbare la considerazione che un nuovo visitatore si fa dei blog. Rimane sempre valido l’atteggiamento di chi navigando su internet alla ricerca di opinioni alternative, comincia per conto suo a selezionare, e quelli che ritiene validi prima o dopo vi ritorna.

Un esterno, non conoscitore del mondo dei blog, potrebbe dire che abbiamo scoperto l’acqua calda, nel senso che non esiste luogo dove sia lecito comportarsi da incivili, che sia un sito web, una chat, un forum, Second Life e qualunque altro sistema di comunicazione impiegato, non importa, tutto deve essere equiparabile alla vita reale. Ovviamente i furbetti sono sempre dietro l’angolo, e godendo di un supposto anonimato alcuni ritengono di poter fare quello che non avrebbero il coraggio di fare nella vita reale. Ecco allora nascere degli strumenti di moderazione e in certi casi, almeno in Italia, è necessario far intervenire la Polizia Postale.


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